VINCITORI E SEGNALATI

 

XXVII Edizione 2009

La Giuria del Premio GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”, presieduta da Bruno Dolcetta e composta da Franca Anselmi Tiberto, Margherita Azzi Visentini, Ferruccio de Bortoli, Oreste Forno, Pier Francesco Ghetti, Silvia Metzeltin Buscaini, Paolo Rumiz e Pier Paolo Viazzo ha espresso il suo vivo compiacimento per la quantità e l’alta qualità delle opere (ben 158 volumi inviati da 92 Case Editrici), soprattutto nella sezione “Esplorazione – viaggi”.

Questo il responso della Giuria

 

Premio Sezione “Montagna: cultura e civiltà”

Fiorenzo Degasperi
SANTUARI E PELLEGRINAGGI
dei Ladini e delle genti Mòchene e Cimbre
Curcu & Genovese Editore

Motivazione: “L’autore ha raccolto la sfida di coniugare l’attuale risorgere di interesse per le minoranze etniche con una presentazione che porti a una conoscenza diretta dello loro civiltà, non limitata ad aspetti museali ma partecipata sul terreno. E’ una bella serie di percorsi introdotti e guidati tra devozioni e miracoli, inserendo i particolari locali con ampia visione storica in una geografia sociale del sacro che parte dall’antichità precristiana, con la reinterpretazione di pratiche arcaiche. Modello di indagine riguardante lo sviluppo culturale delle popolazioni alpine, al di là dei confini mutati nella storia, è una spinta felice verso una conoscenza delle montagne che vada oltre la superficialità insita nel turismo moderno, ma alla portata di qualunque frequentatore curioso. Il buon equilibrio tra illustrazioni ricercate e testo accattivante, colto ma senza eccessi eruditi, invita ad un approccio concreto, aperto e culturalmente transfrontaliero alla comprensione delle civiltà alpine”.


 

Premio Sezione “Esplorazione – Viaggi”

Greg Mortenson – David Oliver Relin
TRE TAZZE DI TE’
Rizzoli RCS Libri

  

Motivazione: “Libro coinvolgente che offre veri momenti di gioia e mostra fino a che punto può portare l’amore in un momento in cui nel mondo c’è particolare bisogno. Sopravvissuto a una sofferta discesa dal K2 grazie all’intervento e alle cure della gente di un villaggio locale, Greg Mortenson per sdebitarsi e manifestare la sua riconoscenza, promette di impegnarsi nella costruzione di una scuola. Per onorare il suo impegno ha rinunciato al lavoro, agli amici e persino alla casa, sottoponendosi a grandi sacrifici, superando l’ostilità di quanti vedevano nel suo progetto solo una minaccia, l’opposizione di tante voci in patria che l’accusavano di istruire nuovi terroristi, i problemi e i pericoli sempre presenti sul posto, culminati con il suo rapimento e successivo rilascio da parte dei Talebani. Tre tazze di tè racconta brillantemente questa storia emozionante e avventurosa, dimostrando al mondo che la violenza e il terrorismo non si combattono con le bombe, ma testimoniando i fondamentali principi e valori dei diritti umani, associati alla solidarietà”.


Premio Sezione “Finestra sulle Venezie”

Ivone Cacciavillani
VENEZIA E LA TERRAFERMA
Un rapporto problematico e controverso
Panda Edizioni

Motivazione: “Il grande affresco costituito dal testo “Venezia e la Terraferma” ricostruisce la straordinaria vicenda dello Stato da terra da parte di Venezia lungo tutto il suo percorso, dagli inizi del quattrocento alla scomparsa dello Stato il 12 maggio 1797. Impresa tanto complessa quanto necessaria per dar conto non solo degli eventi, dalle dedizioni alle conquiste, con i quali Venezia definisce progressivamente la estensione dei suoi Domini, ma lo spirito stesso che regola la vita e le relazioni di uno Stato che ha un profilo territoriale ricchissimo di forme e popoli diversi. La struttura della narrazione è orientata dalla conoscenza profonda che l’autore ha dell’eterno giuridico che regge le vicende pubbliche e statuali. Sotto questa luce, con un sapiente intreccio ove tutto è “necessario”, esplora i diversi piani in cui si scompone la storia delle istituzioni e le decisioni di volta in volta assunte dalla Repubblica di Venezia sia per definire relazioni interne, sia per affrontare vicende politiche e militari di significato e portata decisiva per la civiltà occidentale. Le tesi sono esposte sempre con una chiarezza esemplare e ricchissimi sono i riferimenti alle fonti bibliografiche e documentarie; ma l’autore propone sintesi e interpretazioni che cercano il senso profondo, storico, economico, civile e sociale della grande avventura veneziana e le propone in una scrittura nitida e essenziale che rende avvincente la lettura”.


Altri riconoscimenti

La Giuria, riconosciuto il valore di molte opere, sempre con unanime parere, ha ritenuto opportuno segnalare: 

  • L'ORO DEL ROSA. Le miniere aurifere tra Ossola e Valsesia nel Settecento. Uomini, vicende e strumenti in Valle Anzasca, di Riccardo Cerri e Alessandro Zanni, Zeisciu Editore.

     

Frutto di ricerche appassionate e minuziose che hanno impegnato gli autori per ben più di un decennio, il volume è strutturato in due sezioni, la prima storica generale e la seconda dedicata all’attività mineraria, ognuna arricchita da diverse appendici.

Nella prima parte riemerge con efficacia la storia politica delle popolazioni dell'Ossola e della valle Anzasca tra tardo Seicento e primo Ottocento, fatta di negoziati e di resistenze, di imposizioni dall’esterno e di mediazioni da parte dei notabili del posto. Non meno incisivamente è disegnata la storia economica delle valli ossolane: una vita di montagna fatta di precarietà, ma caratterizzata da vitalità e intraprendenza. Furono le miniere sui filoni auriferi del Rosa a dar vita al capitolo più significativo della storia della valle Anzasca nel XVIII secolo: un boom di attività, con picco tra il 1760 e il 1785, durante il quale Macugnaga divenne un polo minerario di primaria importanza nelle Alpi.

  • LE ALPI CHE CAMBIANO. Nuovi abitanti, nuove culture, nuovi paesaggi, a cura di Mauro Pascolini, Forum Editore.


                                     

Il volume raccoglie contributi in lingua italiana e tedesca sui cambiamenti delle aree alpine in termini non solo territoriali e di paesaggio, ma pure nell’ambito delle dinamiche demografiche e delle nuove forme di popolamento, attuate anche da genti provenienti da paesi e culture molto lontani. I mutamenti culturali che ne derivano obbligano ad un confronto di civiltà, economie, modelli organizzativi e sociali, anche in previsione di nuove forme di sviluppo del territorio alpino, in equilibrio tra conservazione del patrimonio tradizionale ed innovazione. Le nuove dinamiche vengono inoltre inquadrate nei più generali cambiamenti globali che interessano l’intero continente europeo e il pianeta tutto.

La montagna è vista come soggetto del cambiamento e come laboratorio privilegiato dove poter sperimentare il tentativo di comprendere in un quadro unitario le complesse e diversificate dinamiche che attraversano in particolare alcuni settori della vita alpina 

  • SKI. Dalla preistoria alla conquista delle Alpi di Pierpaolo Mistri, Nuovi Sentieri Editore.


                                 

La storia degli sci, a partire dalla loro comparsa nell’Asia centrale intorno al Lago Baikal e ai Monti Altai (i più antichi frammenti risalgono a più di 8000 anni fa, mentre le incisioni rupestri appartengono al periodo neolitico dell’età del bronzo) fino al 1890, anno gli sci irrompono in tutti i paesi alpini a seguito della pubblicazione del libro di grande successo “Pa ski over Groenland” dell’esploratore norvegese Fritdjof Nansen, che racconta la prima traversata da est ad ovest della Groenlandia, in cui gli sci avevano giocato un ruolo fondamentale. E poi lo sci come sport, che inizia alla metà del secolo XIX in Scandinavia e, per mezzo di emigranti norvegesi si espande in America e in minore misura in Australia e in Nuova Zelanda. A seguire un'ampia parte dedicata allo sci sulle Alpi e quindi in Italia, dove tale fa la sua comparsa a Torino per poi diffondersi nelle altre regioni con la fondazione dei primi Ski-Club. 

 

  • TEMPO DI REGALI. A piedi fino a Costantinopoli: da Hoek van Holland al Medio Danubio, di Patrick Leigh Fermor, Adelphi Edizioni.
     

    Nel dicembre del 1933 Patrick Leigh Fermor abbandona Londra e una carriera scolastica sciagurata e ribalda. Ha appena diciotto anni, vaghe ambizioni letterarie, ma un progetto nitido e grandioso: attraversare l’Europa a piedi come un palmiere o un cavaliere errante e raggiungere Costantinopoli – la “Bisanzio verde drago” di Robert Byron, “ossessionata dal serpente e tormentata dal gong”. Quando vi arriva, il primo gennaio 1935, è ormai un altro: nha sviluppato una rara forma di nomadismo – viaggiare simultaneamente nello spazio e nel tempo – e l’arte, ancora più rara, di trasmetterlo agli altri. Tutto ci appare il dettaglio di un fantasmagorico affresco, tutto sembra ricomporsi in un gigantesco puzzle dove risorge, come un’emanazione di incredibile e accattivante splendore, il passato dell’Europa.

 

  • LE BALENE LO SANNO. Viaggio nella California messicana di Pino Cacucci, Giangiacomo Feltrinelli Editore.

Dici California, e pensi al Golden Gate di San Francisco, alle spiagge di Malibu, agli studi cinematografici di Hollywood. E invece, appena più giù, c'è un'altra California, che a metà Ottocento seppe resistere all'avanzata delle truppe statunitensi e conservare la propria integrità e indipendenza. E' la Baja California, la California messicana: la più lunga penisola del mondo, quasi duemila chilometri conficcati nel cuore dell'Oceano Pacifico. Pino Cacucci ha raccolto storie di pirati e tesori sepolti, di gesuiti e missioni abbandonate, di indios e viaggiatori perduti, di regine e perle giganti. E si è immerso nella strepitosa natura della Baja. E nelle baie d'incanto, dove le balene si avvicinano per giocare con le barche dei pescatori. Perché il Messico fu il primo paese, più di sessant'anni fa, a creare riserve protette per questi animali dall'intelligenza misteriosa, che sanno - lo hanno certamente capito - che gli uomini non sono tutti assassini.