Luigi Piccioni

Luigi Piccioni
Vincitore Premio Gambrinus 2024

Sezione Ecologia e paesaggio

Società Editrice Il Mulino 

 

Presentazione dell’opera

Sottrarre porzioni di ambiente naturale al degrado causato dalle opere dell’uomo. Questa è l’esigenza che mosse i fondatori delle prime riserve statunitensi e che continua a muovere quanti si battono per istituire delle aree protette. Tuttavia, nel corso del tempo, a questa finalità se ne sono aggiunte altre: la promozione della ricerca scientifica, lo stimolo e il sostegno a una fruizione turistica ampia ma rispettosa, l’educazione ambientale e, più di recente, lo sviluppo delle comunità locali con modalità sostenibili. Luigi Piccioni racconta una lunga storia di conservazione, battaglie, delusioni, ripartenze, cambiamenti culturali e politici profondi che hanno mutato il volto delle aree protette in Italia e il loro modo di funzionare, rendendole via via più articolate e complesse.

A poco più di cento anni dalla nascita dei primi parchi nazionali italiani, Luigi Piccioni offre la ricostruzione, documentata e rigorosa, del percorso di istituzione delle aree protette nel nostro Paese. È una lunga storia di faticose conquiste, conflitti, ripresa e declino. Un percorso avventuroso, come lo definisce l’autore. L’approvazione della legge quadro sulle aree protette, strumento indispensabile di normativa ambientale, approvato nel 1991 dopo un tortuoso percorso durato trent’anni, è il frutto di una sempre più diffusa coscienza ambientale e della pressione di associazioni, personalità della cultura, gente comune che genera una spinta dal basso, uno slancio convinto e spontaneo, tra lo scetticismo di buona parte del mondo politico. Ne segue un periodo di entusiasmo, con l’istituzione, almeno sulla carta, di nuove aree protette che portano al 12 per cento il territorio nazionale soggetto, in vario modo, ad un regime di tutela. Una quota rilevante, che tuttavia, nel tempo, viene lasciata a sé stessa. La legge quadro non decolla e rimane in buona parte inattuata. L’avventura dei parchi naturali del nostro Paese rimane, di fatto, incompiuta. Anche alla luce degli attuali scenari di crisi ambientale globale il libro di Luigi Piccioni è un racconto necessario a trarre esperienza dal passato per un futuro investimento, urgente e vitale, nella salvaguardia del patrimonio naturale del nostro Paese.

Profilo biografico

Luigi Piccioni (Avezzano 1959) è cresciuto in un ambiente di montagna, avvicinandosi all’attivismo ambientalista sin dalla pre-adolescenza. I suoi interessi si sono rivolti alla storia sin dagli anni delle scuole medie e superiori. Laureatosi a Roma con Rosario Villari, si è interessato inizialmente alla storia dell’economia del Mezzogiorno in età moderna e, grazie a questi studi, è stato borsista dell’Istituto di studi storici di Napoli e quindi perfezionando della Scuola Normale Superiore di Pisa. Dalla metà degli anni Novanta ha iniziato a dedicarsi anche alla storia ambientale, che in seguito è divenuto il suo ambito di ricerca prediletto. Dal 2000 insegna presso l’Università della Calabria, dove attualmente è professore associato di Storia contemporanea. È vicepresidente della Società italiana di storia della fauna e dirige la rivista digitale “altronovecento. ambiente tecnica società”, fondata da Giorgio Nebbia e Pier Paolo Poggio. Tra le sue pubblicazioni principali Il volto amato della patria. Il primo movimento italiano per la tutela della natura 1883-1934 (1° edizione Camerino 1999, 2° edizione Trento 2014, edizione inglese Winwick 2020), Primo di cordata. Renzo Videsott dal sesto grado alla protezione della natura (Trento 2010), I limiti dello sviluppo in Italia. Cronache di un dibattito 1971-1974 (Brescia 2011, con Giorgio Nebbia). Ha inoltre curato i volumi Cento anni di parchi nazionali in Europa e in Italia. Atti del colloquio tenutosi a Cosenza il 12.2.2010 (Pisa 2011), Parco Nazionale d’Abruzzo, novant’anni: 1922-2012. Atti del convegno storico di Pescasseroli 18-20 maggio 2012 (Pisa 2012, ed inglese Newcastle upon Tyne 2013) e Giorgio Nebbia, Scritti di storia dell’ambiente e dell’ambientalismo 1970-2013 (Brescia 2014).