Premio Honoris Causa
Il Consiglio Direttivo e la Giuria del Premio, nel corso degli anni hanno conferito altri importanti riconoscimenti fra cui spicca il Premio "Honoris Causa", assegnato "una tantum" a personalità, enti e organismi vari, pubblici e privati che si sono particolarmente distinti negli ambiti a cui il Premio stesso è dedicato.
Tale onoreficienza consiste nell'assegnazione del simbolo del Premio GAMBRINUS "GIUSEPPE MAZZOTTI" in fusione bronzea, opera del Maestro Toni Benetton.
XXX Edizione 2012
Giulia Maria Mozzoni Crespi
Fondatrice e Presidente Onoraria del Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI)
Motivazione
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti” nell’ambito della XXX edizione, con il parere unanime della Giuria del Premio GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”, ha deciso di assegnare il Premio “HONORIS CAUSA” a Giulia Maria Mozzoni Crespi, con la seguente motivazione:
“Per aver dedicato buona parte della propria vita alla tutela del patrimonio storico-artistico e dell’ambiente, nonché all’agricoltura biodinamica già a partire dagli anni Settanta, in un periodo in cui ancora non ci si interrogava – né tanto meno preoccupava – di questi temi.
Era infatti il 1975 quando la signora Mozzoni Crespi pensò di istituire il Fondo Ambiente Italiano (FAI), sul modello del National Trust inglese, un’organizzazione privata con milioni di iscritti che protegge e restaura dimore e monumenti. Oggi il FAI è arrivato a 80 mila soci e ad una quarantina di beni restaurati, in parte regolarmente aperti al pubblico, risultato di un percorso condotto con intuito, passione e grande determinazione e della capacità di coinvolgere gli italiani, trasferendo la consapevolezza che il patrimonio del nostro Paese appartiene a tutti.
Intuitiva e coraggiosa la signora Mozzoni Crespi lo è stata anche quando, nel 1974, ha deciso di adottare l’agricoltura biodinamica nella propria azienda, Le Cascine Orsine, dedita alla produzione di riso. Oggi la tenuta è diventata simbolo e scuola in Italia di questo metodo di coltivazione profondamente rispettoso della terra e dei suoi equilibri.”
Giulia Maria Mozzoni Crespi, erede di una grande e antica famiglia di imprenditori lombarda ed ex editrice de Il Corriere della Sera, è la fondatrice e oggi presidente onoraria del Fondo Ambiente Italiano. E' anche proprietaria dell’Azienda Agricola Cascine Orsine, situata nel Parco Naturale del Ticino, a Bereguardo, in provincia di Pavia, che conduce dal 1974 con il figlio: qui, per prima, ha imposto l’innovativo metodo dell’agricoltura biodinamica, senza pesticidi e diserbanti chimici, perché il rispetto per la natura e l’agricoltura per la nota imprenditrice è sempre stato un gesto di civiltà. Sin dall’infanzia e fino al 1960 si occupa dell’Associazione Ape Laboriosa per i bambini delle periferie di Milano. Dopo la seconda guerra mondiale si occupa molto attivamente della Fondazione Crespi Morbio in Via S. Elembardo a Sesto San Giovanni per le famiglie numerose. Contemporaneamente e sino al 1970 lavora presso l’Opera San Francesco per i Poveri dei frati cappuccini di Viale Piave a Milano. Dal 1960 al 1974 lavora nel CdA del Corriere della Sera. Giulia Maria Mozzoni Crespi dal 1965 al 1975 ha svolto una lunga attività anche in Italia Nostra come Consigliere della Sezione di Milano dove ha fondato il Settore Giovani Educazione Ambiente, nel cui ambito organizzava anche corsi di aggiornamento per docenti e studenti. E’ stata poi una delle promotrici con Italia Nostra del progetto italiano di riforestazione urbana Boscoincittà, avviato nel 1974 su un’area abbandonata e che ora si estende per una superficie totale di 110 ettari nella periferia ovest di Milano. Successivamente passa al Consiglio Nazionale di Italia Nostra. Entra contemporaneamente nel Consiglio di Europa Nostra federazione pan-europea nata per diffondere e conservare il patrimonio culturale del vecchio continente. Nel 1974, dopo aver lasciato la gestione editoriale del quotidiano Il Corriere della Sera, assieme a Renato Bazzoni e Franco Russoli fonda il FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, nato da un’idea di Elena Croce ispiratasi al National Trust inglese, attivo dal 1895. E’ un’esperienza che, nata dall’entusiasmo di pochi con l’intento di contribuire alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale italiano, diviene negli anni una missione appassionante che riporta in vita tante meraviglie nazionali, offrendole all’ammirazione del pubblico. Diffusosi su tutto il territorio nazionale, il FAI ha promosso innumerevoli interventi di tutela, acquisizioni, collaborazioni con importanti istituzioni internazionali, ma soprattutto contribuisce a far nascere una diversa coscienza nei confronti dell’arte e della natura in un Paese che spesso trascura il proprio patrimonio. Attualmente il FAI conduce 46 beni di cui 24 regolarmente aperti al pubblico. Da 35 anni conduce, prima da sola poi con suo figlio, un'azienda agricola di famiglia nella Pianura Padana (Parco del Ticino), dove imposta il metodo innovativo dell'Agricoltura Biodinamica, nel quale è abolito l'uso di pesticidi, diserbanti e concimi chimici di sintesi e collabora con l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica per promuovere questa pratica agricola con l’intento di contribuire al disinquinamento della terra e favorire cibo sano per la salute degli uomini, nonché alla preservazione dell’acqua che diverrà nei prossimi decenni uno dei problemi fondamentali in tutto il pianeta. Nel 1978 entra nel Consiglio dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, fondata nel 1947, portando alla ribalta dell’opinione pubblica il “movimento biodinamico”, promuovendo Convegni e Corsi sull’alimentazione e sul metodo di agricoltura biodinamico. “Fin da bambina amavo passeggiare alla Zelata, una frazione di Bereguardo, dove la mia famiglia aveva una tenuta di 350 ettari coltivata a riso, le Cascine Orsine. Amavo ascoltare a primavera il canto delle rane, passeggiando tra i boschi. Ed ogni anno rimanevo sgomenta: una certa sera, alla fine di maggio, il gracidare delle rane si interrompeva perché i fattori buttavano il diserbante per il riso che uccideva anche queste creature”, ha raccontato. Giulia Maria Mozzoni Crespi ha ricevuto numerosi riconoscimenti in tutta Italia, tra cui dal Presidente Ciampi, l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine “al merito della Repubblica Italiana” per il notevole impegno civile, sociale e culturale a favore della collettività, e dall’Università di Bologna la Laurea honoris causa in Storia dell’Arte. Si batte assieme alle altre Associazioni protezionistiche per la tutela e la difesa del patrimonio artistico, storico e paesaggistico italiano, ed interviene nei temi di interesse nazionale a questi collegati.Attualmente è Presidente Onorario del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. In particolare si sta occupando approfonditamente del problema dell’agricoltura in Italia, cercando di promuovere consapevolezza verso questo settore poco considerato dai media italiani e da gran parte della popolazione quando invece l’agricoltura è una necessità primaria. Inoltre l’agricoltura può essere garante della sicurezza alimentare e allo stesso tempo garantire la salvaguardia dei beni pubblici quali: ambiente, paesaggio, presidio del territorio, tutela delle risorse naturali (acqua, terra), contesti naturali indispensabili per un turismo culturale di qualità con conseguente ricaduta positiva sull’occupazione.
San Polo di Piave, 17 novembre 2012
XXVII Edizione 2009
Richard Samson Odingo
Geografo e climatologo
MOTIVAZIONE:
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti” con il favore unanime della Giuria del Premio GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI” è onorato di conferire il Premio “Honoris Causa” 2009 al decano dei climatologi africani Richard Samson Odingo con questa motivazione:
Nel 1992 la Conferenza di Rio fece entrare per la prima volta il problema della riduzione delle emissioni di gas serra nell’agenda della diplomazia internazionale. A quel tempo la situazione sembrava ancora confusa. La scienza dei cambiamenti climatici non era ancora uscita dalla sua fase embrionale, l’incertezza associata alle previsioni era alta e mancavano precise analisi degli andamenti delle principali variabili climatiche. Oggi la comunità scientifica internazionale è sostanzialmente unanime nel valutare l’origine e la gravità del problema delle emissioni di gas serra. L’evidenza scientifica del cambiamento del clima è molto forte. I numerosi rapporti forniti dai circa 2.500 scienziati di oltre 100 Paesi riuniti nell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, Premio Nobel per la Pace 2007 con l’ex Vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore) formano un mosaico di prove e hanno creato un largo consenso informato sulle connessioni tra attività umane (emissioni di gas serra prodotti dal consumo di combustibili fossili) e riscaldamento globale.
I cambiamenti climatici, peraltro già in atto, anzi in una fase di accelerazione, sono quindi determinati da una forte componente antropica e possono avere effetti devastanti: possono alterare e minacciare le condizioni di vita dell’umanità, possono produrre migrazioni su larga scala e grandi competizioni per le risorse e, soprattutto, nelle nazioni che sono già vulnerabili, aumentano il rischio di conflitti. Queste previsioni appaiono preoccupanti e non possono lasciarci indifferenti. Bisogna agire in fretta, prima che la situazione sfugga al controllo umano.
Per il suo contributo alla comprensione dei cambiamenti climatici e per il suo appello al senso dell’urgenza in grado di vincere la febbre del pianeta e mettere in moto i grandi cambiamenti che il genere umano e la società moderna sono capaci di generare nei momenti di crisi in modo da ripartire verso uno sviluppo sostenibile, sano e duraturo con una Green Economy, il Consiglio Direttivo dell’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti” conferisce il Premio “Honoris Causa” a Richard Samson Odingo, fino al 2008 Vice Presidente dell’IPCC, decano degli studiosi africani di climatologia, docente all’Università di Nairobi (Kenya) che, dalla terra che fu culla dell’umanità e tappa d’avvio della lunga marcia dell’Homo sapiens sapiens, ha studiato le cause della siccità in Africa non più saltuaria come nel passato ma ormai regolare; ha lanciato più volte il suo grido d’allarme in difesa dell’ambiente del Kenya, del continente africano e del pianeta, con determinazione ma non con atteggiamento bellicoso, con prove scientifiche ma non con posizioni demagogiche, con dialogo ma non con condanna, con forza di convinzioni ma non cocciutaggine cieca.
Con questo riconoscimento si vuole premiare, insieme allo scienziato rigoroso e anticipatore su vari fronti anche l’uomo onesto illuminato da questo suo pensiero: “Quando andrò in pensione, sarò orgoglioso di aver partecipato alle attività delle organizzazioni scientifiche internazionali, nonostante tutte le difficoltà incontrate. Anche se sono povero materialmente, mi considero un uomo ricco dal punto di vista intellettuale perché, come risultato di tutto questo lavoro, sono diventato un’autorità nel campo dell’ambiente, del clima e di tutto ciò che la società deve fare per mantenerli datori di vita”.
Grazie, professor Odingo, per il suo tenace impegno e per continuare a lanciare questo messaggio all’uomo d’oggi affinché cerchi un clima che renda la vita di noi tutti meno pericolosa e più gioiosa: “Sii più sobrio, sii più solidale. O almeno provaci. E Madre Natura te ne sarà grata”.
San Polo di Piave, 21 novembre 2009
XXVI Edizione 2008
ANDREA ZANZOTTO
Poeta
MOTIVAZIONE:
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione “PREMIO LETTERARIO GIUSEPPE MAZZOTTI” con il favore unanime della Giuria del Premio GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”ha deciso di insignire il poeta Andrea Zanzotto del Premio “Honoris Causa” 2008 con la seguente motivazione:
I molti riconoscimenti ricevuti e i costanti apprezzamenti della critica e dei lettori hanno ormai collocato l’opera poetica di Andrea Zanzotto in una posizione assai eminente nell’ambito della letteratura italiana.
La nostra Associazione ha tuttavia rilevato che questa particolare qualità artistica si è sempre associata ad una grande sensibilità per il paesaggio, l’ambiente e più in generale il contesto naturale e antropico che ci circonda.
Erano queste le attenzioni e le preoccupazioni su cui fin dall’inizio si sono sviluppate l’amicizia e l’intesa tra il poeta, Giuseppe e Nerina Mazzotti.
Dalle prime composizioni del 1951 contenute nella raccolta Dietro il paesaggio, quando la modernità non aveva ancora avviato la sua azione eversiva nei confronti del territorio, fino alla più recente produzione in versi e in prosa, appare costante la tensione di Andrea Zanzotto nei riguardi del contesto che raccoglie le nostre memorie, che consente le nostre relazioni, che conforta le nostre esistenze.
Questo sentimento è diventato sempre più doloroso negli anni al crescere delle trasformazioni e delle distruzioni, avvertite come una lacerazione personale, come una offesa insopportabile.
Andrea Zanzotto ha allora iniziato una continua, determinata, strenua battaglia per difendere dalla minaccia ogni lacerto di natura, ogni profilo di collina, ogni veduta panoramica, sicuro che quella era anche una scelta in favore degli uomini e delle donne dell’oggi e del domani.
E’ questa testimonianza umana che la nostra Associazione, composta in larga parte da conterranei e contemporanei di Andrea Zanzotto, intende evidenziare con la solennità di un premio d’onore dato alla coerenza e all’onestà della produzione letteraria e della presenza civile.
Non senza un commosso ringraziamento al Poeta che con le sue parole ha sempre denunciato il pericolo dell’imbarbarimento e insieme nutrito la speranza nella consapevolezza e nella responsabilità.
San Polo di Piave, 15 novembre 2008
XIV Edizione 2006
PIERO ANGELA
Giornalista e scrittore
MOTIVAZIONE:
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione “PREMIO LETTERARIO GIUSEPPE MAZZOTTI” con il favore unanime della Giuria del Premio GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI” ha assegnato il Premio “Honoris Causa” 2006 a Piero Angela, con la seguente motivazione:
Giornalista e scrittore, in mezzo secolo di attività, è divenuto il più grande divulgatore scientifico, non solo in Italia, ma anche in altri paesi di lingua tedesca, inglese e spagnola.
La sua attività di studio e ricerca si realizza nella produzione di oltre trenta libri e in una serie di programmi televisivi, tra i quali la rubrica scientifica QUARK da lui inventata, e che, oltre a rappresentare la prima trasmissione televisiva di divulgazione scientifica rivolta al grande pubblico, ha dato vita a una serie di trasmissioni, sempre sotto la stessa sigla, con orizzonti estesi a tutti gli interessi dell'umanità: dalla natura, alla scienza, all'economia e a tutti gli aspetti del vivere sociale.
In questo ampio quadro, che va dallo spazio più vasto agli angoli più profondi e remoti del nostro pianeta nella sua storia, nella sua attualità, nella sua vita, Piero Angela svolge la sua missione di comunicatore e di “educatore – formatore” accomunando il rigore scientifico alla capacità della divulgazione, senza facili accondiscendenze alle tentazioni di dubbia attendibilità.
Spinto dalla curiosità istintiva di conoscere per sapere, e di capire per comunicare, è entrato ovunque ci fosse l’opportunità di vedere e la necessità di comprendere, per farne parte alla comunità civile; ed è giunto a tutti noi per recare questi messaggi e per aiutarci ad essere partecipi del mondo in cui siamo chiamati a dare e a ricevere.
La sua partecipazione per oltre dieci anni alla Giuria del Premio GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI” e alle manifestazioni collaterali promosse dall’Associazione che lo gestisce, ha costituito una serie di felici occasioni per la condivisione di ideali e di temi che accomunano il pensiero di Giuseppe Mazzotti e l'opera di formazione rivolta con particolare attenzione al mondo giovanile.
Tralasciando di elencare - in quanto sono ben noti i titoli e le materie delle sue molte realizzazioni, nonché i riconoscimenti ottenuti in Italia e all'estero - ci sembra significativo ricordare il Premio Internazionale Kalinga, conferitogli dall'Unesco per la divulgazione scientifica.
Ma un'ulteriore merito del tutto particolare, di cui Piero Angela è portatore e depositario - e che è sempre meno frequente ritrovare, e vuole essere sottolineato da questo "Honoris Causa" - è la sempre presente cortesia del tratto, segnato da un attento rispetto per l'interlocutore: doti di alta valenza didattica, che, nel delicato ruolo che egli svolge, definiscono un modo di pensare e di porsi che acuisce il desiderio dell'incontro e la gratitudine per il suo essere sempre disponibile a realizzarlo e di consentirne il ripetersi.
San Polo di Piave, 18 novembre 2006
XXII Edizione 2004
Comitato
"Cittadini di Fanzolo per Fanzolo"
in Comune di Vedelago - Provincia di Treviso
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Comune di Vedelago |
Villa Emo Capodilista |
MOTIVAZIONE:
Al Comitato " Cittadini di Fanzolo per Fanzolo " per aver saputo dare corpo a un ideale , dimostrando a sè stessi che è ancora possibile sperare , e agli altri che è necessario continuare a credere.
PRESENTAZIONE:
Più volte, nel corso delle ventidue edizioni del Premio, l’Associazione che l’organizza ha voluto onorare con il Premio “Honoris Causa”, persone o enti particolarmente benemeriti nei vari campi, che il Premio GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI statutariamente contempla.
Quest’anno la scelta si differenzia alquanto dalla consueta prassi elettiva. Più che un singolo personaggio o una ben definita istituzione ciò che si è inteso premiare è propriamente un’idea: un’idea buona, esemplarmente condotta verso un traguardo di rara civiltà, in tempi di fin troppo facili manomissioni di preziose realtà naturali o artistiche. Il merito discende ovviamente dall’idea ai protagonisti che l’hanno concepita e realizzata.
In questa prospettiva il Premio “Honoris Causa” viene assegnato quest’anno al Comitato “Cittadini di Fanzolo per Fanzolo”, in comune di Vedelago (Treviso) che, responsabilmente, si sono fatti protagonisti in un’azione di salvaguardia del loro “paesaggio”, secolarmente consolidatosi nel felice connubio di Villa Emo Capodilista, opera dell’insigne Architetto Andrea Palladio, e dei terreni circostanti da sempre conservati a vocazione agricola.
Allo scopo di evitare che improvvide azioni di compravendita potessero portare a disdicevoli cambi di destinazione di una così notevole parte del terreno del paese, i “Cittadini di Fanzolo per Fanzolo” – duemila anime dell’omonina frazione – han fatto gruppo per promuovere un’iniziativa intesa ad ottenere che l’intera area venisse convenientemente vincolata dalla competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, dichiarando intanto la disponibilità ad un acquisto collettivo.
Allo scopo, detto Comitato ha felicemente coinvolto Parrocchia, Comune e il locale “Credito Cooperativo Trevigiano”, che, valutata la situazione, si è sentito responsabilmente “chiamato in causa” facendo proprie le esigenze della comunità di Fanzolo; e per bocca del suo Presidente, ha proposto condizioni di vantaggio per quanti volessero acquistare i terreni con l’impegno di mantenerli a vocazione agricola.
E’ poi accaduto che, per una specie di “contagio del bene”, la buona idea iniziale venisse ulteriormente sviluppata dallo stesso Istituto di Credito che, nell’intento di conservare nella sua integrità originaria tutto il comparto agricolo residenziale, ha già provveduto esso medesimo all’acquisto della splendida dimora.
“Una doppia vittoria” – come giustamente è stato scritto – scaturita da una responsabile iniziativa dei “Cittadini di Fanzolo”, che bene operando “per Fanzolo, hanno anche offerto un chiaro esempio di civile intervento dal basso, che ci si augura possa venire imitato, per analoghe situazioni di salvaguardia, da altri gruppi o comitati similari.

