Serenella Iovino

Serenella Iovino
Opera segnalata Premio Gambrinus 2024

Sezione Ecologia e paesaggio

Il Saggiatore Editore

 

Presentazione dell’opera

In un appassionato viaggio lungo la Penisola, Serenella Iovino ci mostra il paesaggio italiano: i resti di Gibellina su cui oggi sorge il Cretto di Burri, i territori porosi di Napoli e la bellezza anfibia di Venezia, le terre dolenti dell’Irpinia e dell’Aquila, e poi le Langhe, dove vigneti sterminati si intrecciano al passato partigiano. Di ognuno di questi paesaggi riesce a portare alla luce le ferite e i riscatti, le amnesie e le memorie che dicono chi siamo e chi vogliamo essere. Fin dalle prime pagine di Paesaggio civile, Serenella Iovino chiarisce subito che il paesaggio non è mai semplicemente un’esperienza estetica o una porzione di territorio catturata dal nostro sguardo. Ridurlo a questo significherebbe tradirlo. Il paesaggio, invece, è la sintesi dei corpi e delle storie che nel tempo ne hanno determinato la forma, e insieme è l’anima di comunità e luoghi che aspirano al futuro. Il paesaggio è un noi, un orizzonte politico che include tutti, e raccontarlo signi!ca parlare delle violenze e degli abusi che lo sfigurano, ma anche dei sogni e dei progetti artistici che rispondono a queste violenze e abusi, e si impongono come necessari gesti di resistenza.

Il libro di Serenella Iovino è un appassionato viaggio ecocritico nel paesaggio italiano che esplora i lati oscuri del Belpaese, le ferite profonde che certi equivoci rapporti tra eventi naturali e scelte politiche hanno inferto al territorio italiano. La dimensione autobiografica, la ricerca letteraria e artistica e la passione civile si intrecciano richiamando l’attenzione sulla necessità di leggere con maggior attenzione e consapevolezza i complessi processi che costruiscono i paesaggi in cui viviamo, alla ricerca di un modo diverso di impostare il rapporto tra umanità e pianeta.

Profilo biografico

Vesuviana, classe 1971, Serenella Iovino è James Gordon Hanes Distinguished Professor in Humanities alla University of North Carolina at Chapel Hill, dove dirige il programma di Ph.D. in Italian Studies. Tra i suoi libri, usciti in italiano e in inglese, ricordiamo Filosofie dell’ambiente (Carocci, 2004), Ecologia letteraria (Edizioni Ambiente, 2006, 2015), e Italy and the Environmental Humanities: Natures, Landscapes, Ecologies (University of Virginia Press, 2018). Il suo ultimo lavoro, Gli animali di Calvino. Storie dall’Antropocene (Treccani, 2023, prima edizione Italo Calvino’s Animals: Anthropocene Stories, Cambridge University Press, 2021) ha vinto il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica per le Scienze Umanistiche ed è stato finalista al Green Book Award. Paesaggio civile. Storie di ambiente cultura e resistenza (Il Saggiatore, 2022) è la versione italiana ampliata di Ecocriticism and Italy: Ecology, Resistance, and Liberation (Bloomsbury, 2016), vincitore del Book Prize dell’American Association for Italian Studies e del Modern Language Association Prize for Italian Studies. Iovino ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo internazionale dell’ecocritica e delle Scienze umane per l’ambiente, promuovendo il dibattito in questi campi quando ancora non erano al centro dell’attenzione accademica. È stata co-fondatrice e presidente della European Association for the Study of Literature, Culture and Environment e collabora regolarmente con la Repubblica e il suo supplemento Robinson, dove si occupa di rendere accessibili al grande pubblico i temi ambientali attraverso la letteratura e la filosofia.