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FOSCO MARAINI – Honoris Causa 1998

Etnologo, orientalista, alpinista

 

Nato a Firenze nel 1912 da padre italiano e madre inglese, Fosco Maraini si è laurea nel 1937 in Scienze Naturali con una specializzazione in antropologia; subito dopo parte per il Tibet al seguito del famoso orientalista Giuseppe Tucci che considererà sempre suo grande maestro. Nel 1938, grazie ad una borsa di studio, si reca in Giappone, ammesso come assistant professor all’Università di Hokkaido (Sapporo).
Tre anni più tardi, gli sconvolgimenti causati dallo scoppio della seconda guerra mondiale non gli consentono di rientrare in Italia ed accetta la nomina di lettore d’italiano presso l’Università di Kyoto. Rifiutatosi di aderire alla Repubblica di Salò, negli anni fra il 1943 e il 1945, viene internato come nemico dalle autorità giapponesi nel campo di concentramento di Tempaku presso Nagoya, insieme alla moglie Topazia Alliata e alle tre figlie, Dacia, Yuki e Toni: riuscirà a fare ritorno in Italia solo nel 1946. Due anni più tardi riparte per il suo secondo viaggio in Tibet, immancabilmente al fianco del Prof. Tucci. L’incontro con la spiritualità e le tradizioni tibetane gli dischiuse le porte dell’Asia, il continente a cui Fosco Maraini ha dedicato buona parte della sua vita. Da questa esperienza nascerà, dopo qualche anno di gestazione, Segreto Tibet, un classico della letteratura di viaggio, presentato nel 1951, quando si stava concludendo l’occupazione delle truppe di Pechino. Il libro, di grande successo e tradotto in dodici lingue, descriveva una nazione, un paese, un popolo fermo in un Medioevo altamente e raffinatamente civile, privo di quelle scoperte, di quegli strumenti resi disponibili dalla scienza e dalla tecnologia ma che trovava nella propria antica civiltà religiosa, artistica, letteraria, teatrale e musicale i mezzi per trascorrere un’esistenza ricca di soddisfazioni fino allo stravolgimento causato dalla colonizzazione cinese.
Nel 1953, Maraini ritorna in Giappone dove gira una serie di importantissimi documentari etnografici, alcuni dei quali, purtroppo andati perduti. e raccoglie numeroso materiale che adopererà per la pubblicazione di tre volumi fondamentali: Ore giapponesi del 1956 (tradotto in cinque lingue), L’isola delle Pescatrici del 1969 (tradotto in sei lingue) e, infine, Japan.Patterns of Continuity (1971), monografia illustrata sul Giappone, ristampata più volte e tradotta in diverse lingue. In ragione della sua quasi ventennale permanenza nel paese, Fosco Maraini sarà insignito dal Governo del Giappone della Stella dell’Ordine del Sol Levante e ha ricevuto il Premio della Japan Foundation “Per la diffusione della cultura giapponese all’estero”.
Nel 1958 partecipa, in qualità di membro del CAAI (Club Alpino Accademico Italiano), alla spedizione nazionale al Gascherbrum IV (Karakorum), straordinaria avventura che racconterà in G4, Karakorum (1960); nell’anno successivo, dirige un’altra importante spedizione del CAI al Saraghrar nell’Hindu-Kush, che descriverà in Paropàmiso.
Negli anni successivi Maraini divide la sua vita tra il Giappone dove ritorna diverse volte per incarichi di studio e insegnamento, l’Italia e l’Asia. Risiederà parecchi mesi anche a Gerusalemme e di questo periodo è testimonianza uno dei libri più belli mai scritti sulla città, Jerusalem, Rock of Ages, pubblicato dalla Harcourt Brace di New York.
Le sue esperienze e i suoi studi sono testimoniati dai numerosi libri di prestigio internazionale, che consacrano e testimoniano un’intera esistenza vissuta e osservata con gli occhi curiosi ed esperti del fotografo, dell’etnologo, del poeta, del viaggiatore e dell’alpinista.
A quasi quarant’anni di distanza dalla prima pubblicazione, nel 1998, cura un’edizione aggiornata, pubblicata da Corbaccio, del suo primo grande successo, Segreto Tibet, riproponendo le immagini ed il racconto di un tempo, inquadrati e messi a fuoco nel contesto della realtà contemporanea, con tutte le sue implicazioni storiche, sociali e culturali.
Negli ultimi tempi, profondamente colpito dalla strage delle Torri Gemelle, si dedica con appassionato impegno allo studio dei rapporti tra Islam e Occidente, riconsiderando le sue esperienze dirette di incontro con la cultura islamica.
Fosco Maraini muore a Firenze martedì 8 giugno 2004.

MOTIVAZIONE

“Grande testimone del nostro tempo, insigne orientalista, etnologo e antropologo, valente esploratore, alpinista, poeta della fotografia, scrittore di notorietà internazionale, viaggiatore incantato nei più remoti angoli della terra, spirito avventuroso, fortemente preso dalla passione per la scoperta e la conoscenza di culture lontane, ricche sempre di caratteristici valori spirituali, delle quali egli ha saputo acutamente cogliere l’anima profonda, traducendone poi le ricche suggestioni in opere splendide, impreziosite da una scrittura fresca ed efficace, generatrice di intense emozioni.
Citiamo fra tutte “Segreto Tibet”, del 1951, divenuto ormai un classico della letteratura di viaggio, tradotto in dodici lingue, riproposto quest’anno da Corbaccio in edizione aggiornata; e “Ore giapponesi”, del 1956, altra opera esemplare che, fin nel titolo, rammenta la sua intensa frequentazione di quel paese orientale, nel quale ha trascorso un ventennio della propria vita.”