"...Qualcuno ha detto: «Basterebbe che in Italia ci fossero cento uomini come Mazzotti, e il nostro patrimonio artistico e le nostre bellezze naturali non avrebbero più niente a temere.»

Ha perfettamente ragione…”


Dino Buzzati, 1958

Giuseppe Mazzotti

Giuseppe Mazzotti nacque a Treviso il 18 marzo del 1907. Ebbe una formazione culturale alquanto variegata: dopo aver frequentato l’Istituto tecnico-matematico Riccati, si iscrisse alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova, senza mai terminare gli studi. Nel mentre iniziò a seguire i corsi della Scuola libera del nudo all’Accademia di Belle Arti a Venezia: un modo per dare libero sfogo alla propria creatività, al punto da intraprendere una carriera di pittore, poi abortita ma non priva di valore. In quegli anni entrò in contatto con alcuni dei giovani protagonisti della vita culturale trevigiana, tra i quali Arturo Martini, Gino Rossi, Toni Benetton, Juti Ravenna, Sante Cancian, Arturo Malossi e gli scrittori Giovanni Comisso e Dino Buzzati, con il quale condivideva una sfrenata passione per le Dolomiti.
Tali relazioni lo spinsero ad impegnarsi attivamente come critico d’arte. Dal 1927 al 1942 fu il responsabile delle Mostre d’arte trevigiana. Nel corso della sua vita curò l’organizzazione di importanti mostre sia in Italia che all’estero, tra cui la prima personale del pittore Gino Rossi nel 1933 e, nel 1967, la rassegna (ben 300 sculture) dell’opera di Arturo Martini.
Scrisse diversi libri tradotti in varie lingue. Risale al 1931 la sua opera d’esordio, “La montagna presa in giro”. Sempre al tema montano, dedicò due lavori molto apprezzati, “La grande parete” (1938) e “Introduzione alla montagna” (1946). Del primo, lo scrittore ed alpinista francese Emile Robert Blanchet ebbe a dire: “Vous avez dans ces pages hallucinantes accompli le plus grand tour de force de toute la littérature alpine… (“In queste strabilianti pagine avete compiuto il più grande tour de force di tutta la letteratura alpina…”)”.
Tra i più apprezzati scrittori di montagna della sua generazione, nel 1951 Mazzotti ricevette il Premio Saint Vincent grazie a “Montagnes valdôtaines”, uno dei libri più ispirati, dedicato all’alpinista Amilcare Crétier.

Risale invece al 1952 la prima pubblicazione de “Le ville venete”, testo in cui pose l’accento sull’urgenza di un intervento di tutela del patrimonio locale. La successiva mostra fotografica, tenutasi a Treviso (e poi riproposta a Milano, Roma, Parigi, Londra, L’Aja e Vienna), influenzò la nascita di un movimento d’opinione che portò, nel 1958, alla fondazione dell’ Ente per le Ville Venete.

Intellettuale a tutto tondo, Mazzotti fu anche un brillante alpinista e divenne membro del Club Alpino Accademico Italiano: è datata 1932 la sua maggiore impresa, ovvero la scalata della parete est del Cervino. La fortunata spedizione fu fonte d’ispirazione per la seconda opera letteraria, “Grandi imprese sul Cervino”, pubblicata due anni dopo, nel 1934.
Tra i numerosi interessi del Mazzotti, non va dimenticata la fotografia. Come dichiarato nell’introduzione al volume “Immagini della Marca Trevigiana” (forse il suo principale lavoro fotografico, edito nel 1957), non si considerò mai un artista né un professionista dello scatto, limitandosi ad utilizzare la macchina fotografica come strumento di documentazione e denuncia. I suoi scatti, mai banali e dal grande potere comunicativo, contribuirono in maniera rilevante a catalogare le bellezze del territorio.

Scrisse un gran numero di articoli e saggi per giornali e riviste sui temi a lui più cari, tra cui arte (anche minore), enogastronomia, artigianato, turismo e tradizioni popolari. Con i suoi lavori anticipò molte delle odierne riflessioni sui musei etnografici.
Nel corso degli anni assunse una serie di cariche di grande prestigio:

  • Consigliere nazionale del Touring Club Italiano, a partire dal 1951;
  • Presidente del Rotary Club di Treviso dal 1973; presidente della Sezione trevigiana di Italia Nostra;
  • Vicepresidente dell’Associazione Scrittori Veneti; ispettore onorario ai Monumenti;
  • Delegato dell’Accademia Italiana della cucina, all’interno della quale fondò la Sezione trevigiana;
  • Membro della Società Europea di Cultura.


Ricoprì inoltre il ruolo di Direttore dell’Ente Provinciale per il Turismo di Treviso fino al 1974. L’ente ereditò il ruolo, dal 1935 in poi, della Camera di Commercio trevigiana: fu proprio Mazzotti a dare l’input per la creazione delle celebri Strade del Vino Bianco e del Vino Rosso, percorsi enologici di grande valore culturale e turistico.
Dedicò gran parte della sua esistenza a mostre sull’arte popolare, sui castelli veneti e su altre tematiche di grande spessore storico-artistico. Per il fervido impegno profuso nei tanti settori di interesse, fu insignito del Premio “Città di San Liberale”, riservato ai cittadini trevigiani benemeriti. Si spense a Treviso il 28 marzo 1981 all’età di 74 anni, da poco compiuti, lasciando una scia di cordoglio e commozione nell’intero mondo culturale italiano. Già all’indomani della scomparsa fiorì una serie di iniziative e premi in suo nome: ad oltre quarant’anni di distanza, la memoria dello scrittore è più viva che mai, grazie alla fraterna collaborazione tra la Fondazione Giuseppe Mazzotti per la Civiltà Veneta di Treviso e l’Associazione Premio Letterario Gambrinus Mazzotti, che ogni novembre raduna a San Polo di Piave vecchi e nuovi amici del grande “Bepi”.

Bibliografia Essenziale

Il Grappa

Treviso, 1928

Canti strapaesani

Treviso, Vianello, 1930

Il Giardino delle rose

Torino, Montes, 1931

La montagna presa in giro

Torino, Edizioni Alpinismo, 1931

Grandi imprese sul Cervino

Milano, L’Eroica, 1934

Treviso Piave Grappa Montello

Novara, De Agostini, 1938

La grande parete

Milano, L’Eroica, 1938

Cento canzoni popolari della Marca Trevisana

Treviso, Longo & Zoppelli, 1938

Le Fiere di San Luca in Treviso

Treviso, SAT Vianello, 1940

Treviso e la sua provincia

Roma, Guide d’Italia, 1940

Alpinismo e non alpinismo

Treviso, Canova, 1946

Introduzione alla montagna

Treviso, Canova, 1946

Una scoperta: gli affreschi della Chiesa di S. Caterina e della Cappella degli Innocenti a Treviso

Treviso, Canova, 1947

Montagnes Valdôtaines

Treviso, Canova, 1951

Le Ville Venete (Catalogo)

Treviso, Canova, 1952

Sagre Trevisane

Treviso, EPT, 1953

Ville Venete

Roma, Bestetti, 1957

Immagini della Marca Trevigiana

Milano, Silvana, 1957

Incisori Veneti contemporanei

Treviso, Canova, 1957

Il Pittore Sante Cancian

Treviso, Canova, 1959

La montagna nel manifesto pubblicitario

Treviso, Canova, 1959

El mondo roverso

Treviso, Canova, 1964

Invito al Cansiglio

Treviso, Canova, 1965

L’Artigianato nella Marca Trevigiana

Azzate, La Varesina, 1965

La montagna nei manifesti e nei francobolli di ieri e di oggi

Treviso, Canova, 1967

Catalogo della Mostra di Arturo Martini

Treviso, Canova-Neri Pozza, 1967

Case rustiche e architetture spontanee nella Marca Trevigiana

Treviso, Canova, 1970

Feltre

Treviso, Canova-Castaldi, 1973

Colloqui con Gino Rossi

Treviso, Canova, 1974

Le Delizie del fiume Brenta

Milano, Bestetti, 1974

Omaggio a Giorgione

Treviso, Cassa di Risparmio, 1978

Tomaso da Modena a Treviso

Treviso, Cassa di Risparmio, 1979

Arturo Martini, scultore del nostro secolo

Treviso, Cassa di Risparmio, 1980

Gino Rossi

Treviso, Cassa di Risparmio, 1981