Francesco Iori
Opera segnalata Premio Gambrinus 2024
Sezione Artigianato di tradizione
“Antichi mestieri del Veneto”
Opera segnalata Premio Gambrinus 2024
Editoriale Programma
Editoriale Programma
Presentazione dell’opera
Un viaggio nella memoria dei veneti, dedicato ai vecchi mestieri sopravvissuti per secoli e oggi travolti dall’onda lunga della modernità, con qualche eccezione che riesce a resistere all’usura del tempo. Un capitolo a sé è dedicato allo straordinario e unico scenario veneziano, raccontato da storie individuali e collettive che ancora oggi sopravvivono e sorprendono.
Motivazione della Giuria
“Si tratta di un’affascinante rievocazione, per parole e immagini (le splendide fotografie in bianco e nero di Stefano Scapin accompagnano i suggestivi testi di Francesco Iori), degli antichi mestieri veneti (tra i quali “marangòn” o falegname, “latàro” o distributore del latte, “stramassàro” o aggiusta materassi, “caregher” o riparatore di sedie, “fiolèr” o lavoratore del vetro, “merletàre” o lavoratrici di merletti, e via dicendo), alcuni definitivamente superati dalla modernità, altri ancor oggi praticati, con nuove tecniche e denominazioni, che aiuta a capire una vasta gamma di curiosi, e a volte assai interessanti, risvolti della vita e della società di un tempo.”
Profili biografici
Francesco Iori, classe 1946, laureato in Scienze Politiche all’università di Padova, è giornalista professionista dal 1967. Ha lavorato a “Il Resto del Carlino”, “Il Mattino di Padova”, “Il Gazzettino”, dove è stato inviato speciale e vicedirettore. Attualmente è editorialista dei quotidiani del gruppo Nem. Ha vinto il Premio Rizzi alla carriera giornalistica 2014, il premio alla carriera Ordine Giornalisti 2018, il premio alla carriera Brunacci per la divulgazione storica 2023. È autore di numerosi testi sul Nordest, tra cui “Di Nordest non ce n’è uno” (Marsilio); “Dalla Liga alla Lega” (Marsilio); “Il sud del nord” (Biblioteca dell’Immagine”; “Il primo ghetto” (Biblioteca dell’Immagine); “Storia del Veneto” (Biblioteca dell’Immagine); “Veneti, ricettario della memoria” (Biblioteca dell’Immagine); “Giacomo Matteotti, figlio del Polesine” (Apogeo); “Antichi mestieri del Veneto” (Editoriale Programma); “Marco Polo, la vita è viaggio” (Editoriale Programma).
Stefano Scapin (autore delle fotografie del libro), nato a Venezia nel 1980, ha frequentato il liceo classico e successivamente conseguito la laurea in economia. Dirigente d’azienda per lavoro, fotografo appassionato nel tempo libero: lo scopo della sua fotografia è documentare attraverso un approccio di derivazione umanista e comprimere il reale visivo in un racconto emozionale, sovente con finalità sociologiche. Non a caso il punctum dei suoi scatti è sempre l’essere umano: i gesti, i comportamenti e le emozioni legati indissolubilmente al contesto socio-ambientale. Ha partecipato a diverse mostre collettive e progetti; una sua fotografia selezionata da Francesco Zizola è esposta permanentemente al MAVI, Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia (AV).