Imprenditore e ambientalista

“Imprenditore del cashmere, attento per quanto ho potuto a produrre senza provocare danni al Creato, a mantenere costante l’armonia tra il profitto e il dono”. Si presenta così Brunello Cucinelli, imprenditore umbro che è riuscito a declinare il lusso made in Italy in chiave etica, creando nel borgo medievale di Solomeo (in provincia di Perugia) un nuovo modo di fare business, che lui chiama “capitalismo umanistico”.

Tra i molti motivi che hanno reso Cucinelli una figura nota e ammirata in questi anni c’è il suo sforzo di trovare un senso a ciò che facciamo. Ha iniziato a parlare di dignità (anche economica) del lavoro artigianale e di attenzione e tutela dell’ambiente da parte di tutti – singole persone e aziende – quando in pochi ne parlavano, forse proprio per timore di essere tacciati di idealismo o, peggio, di essere scambiati per sognatori. 

In oltre quarant’anni ha costruito un’azienda e un marchio made in Italy di alta gamma, diventati oggi globali. Ma ha anche creato una struttura produttiva diffusa, si è impegnato a preservare il patrimonio artigianale, artistico e culturale della sua regione e non solo. Ha costruito scuole e laboratori. Ha dimostrato che un modello di “fabbrica”, di “produzione”, più rispettoso delle persone e dell’ambiente è possibile.

Nel 2020, quando tutto il mondo è stato investito dalla pandemia da coronavirus, ha subito intravisto nella crisi un’opportunità di crescita a livello umano. A luglio, infatti, ha fondato il progetto Brunello Cucinelli for Humanity per donare i capi invenduti per effetto del Covid-19 (pari ad un valore di 30 milioni di euro) ai più bisognosi. A settembre, poi, ha ribadito l’intenzione di non alzare i prezzi nonostante le perdite dei mesi precedenti, oltre all’importanza di sviluppare il percorso di sostenibilità ambientale e sociale innescato dalla pandemia. E a novembre ha firmato una lettera aperta per dire a tutti che, ora più che mai, è necessario stringere una nuova alleanza con il Creato e prendersi cura del nostro Pianeta.

“Mi piace sognare – ha scritto – che le generazioni future potranno vivere dove riterranno di riconoscere la loro patria, e avranno il mondo intero come scelta libera. Se sapranno vedere nelle grandi migrazioni delle genti un’opportunità piuttosto che un pericolo. Se per loro la riparazione e il riuso degli oggetti prevarrà sulla tentazione dello scarto. Se lo Stato e le leggi non saranno ritenuti obblighi imposti ma mezzi di vita civile da rispettare per una vita più giusta. Se sapranno sviluppare tecnologia e umanità come sorelle amabili. Se ogni angolo del pianeta sarà considerato patrimonio di tutti e di ciascuno. Se sapranno considerare i libri come i granai dell’anima, saranno felici. Tale è il contratto sociale che mi piacerebbe stipulare con il Creato, tale l’aiuto che sento di voler dare come risposta amabile ad un custode così premuroso. Grazie, che il Creato illumini il nostro cammino”.

MOTIVAZIONE

Il Consiglio Direttivo, con il parere unanime della Giuria del Premio GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”, conferisce il riconoscimento “Honoris Causa” 2020 all’imprenditore Brunello Cucinelli per il suo appassionato, tenace e coraggioso impegno nel delineare un capitalismo umanistico, mettendo la sua azienda al centro della “vita comune” e realizzando quel proposito che identifica un’impresa non soltanto in una proprietà privata ma in un intero “bene sociale” per la collettività;

Nella sua figura e nel suo operato, nel segno del Bello e della Restituzione, i giurati del premio nato nel Veneto vedono concretizzarsi le parole con cui da Venezia nel lontano Quattrocento un economista da poco riscoperto, Benedetto Cotrugli, definiva l’imprenditoria “alla stregua di un’arte” e il Mercante perfetto “quell’uomo di cultura che – guidato dalla doverosa rettitudine – è così sensibile da interessarsi ai luoghi nei quali opera, sapendone valutare la situazione politica, il diritto e le consuetudini vigenti, al fine di condurre con successo i propri affari”.