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Dal nostro archivio su YouTube vi riproponiamo l’intervista a Silvio Antiga, vincitore del Premio Gambrinus 2020 (sezione Artigianato di tradizione) con “Tipoteca. Una storia italiana”.

Silvio Antiga incarna la storia della tipografia italiana. Nel 1969, insieme ai fratelli Franco, Mario e Carlo, fondò l’azienda Grafiche Antiga. Nel 1995 costituì Tipoteca Italiana, fondazione privata che preserva e divulga il patrimonio tipografico nazionale. Attualmente è il più importante museo d’Italia sulla storia della stampa.

Il legame di Silvio Antiga con il Premio Letterario Gambrinus Mazzotti è molto forte. Nel 2020 (38ᵃ edizione) andò a lui il riconoscimento nella sezione Artigianato di tradizione per il libro “Tipoteca. Una storia italiana” (Antiga Edizioni).

Il “faro” Mazzotti

Inoltre Silvio Antiga ha avuto il piacere di conoscere personalmente Giuseppe Mazzotti, come ricordato al termine dell’intervista presente nel nostro canale YouTube e che riportiamo all’attenzione di chi ci legge.

Per noi giovani degli anni Sessanta e Settanta, Mazzotti era un personaggio di straordinaria importanza. Nella zona del Montello avevamo organizzato dei gruppi di persone che sensibilizzavano l’opinione pubblica sul tema delle speculazioni ai danni del territorio. Eravamo allarmati e per questo la domenica mattina andavamo a casa di Bepi, a cui chiedevamo consigli. Per noi era un faro“.

Dialogo con l’autore

L’intervista a Silvio Antiga, realizzata da Ferena Lenzi, trae spunto dalla pubblicazione del volume poi vincitore del Premio Gambrinus 2020. “Tipoteca. Una storia italiana” è un omaggio alla bellezza del libro e all’importanza della tipografia. Tipoteca ha salvato il patrimonio storico rappresentato da svariate macchine da stampa, cadute in disuso, per renderlo fruibile al pubblico.

Tutto è cominciato una trentina d’anni fa – ricorda Antiga nell’intervista – quando gli strumenti dei tipografi avevano cessato di avere valenza, in favore dell’arrivo di nuove tecnologie. Per me e i miei fratelli era un impegno morale recuperare le macchine da stampa, ormai destinate al macero. Per anni mandammo lettere ai tipografi di tutta Italia per farci dare questi strumenti e metterli in un museo“.

Parlando del suo “Tipoteca. Una storia italiana”, Antiga sottolinea: “Oltre che contenere una ricca serie di documentazioni fotografiche di materiali raccolti in tutta la penisola, il libro racconta esattamente la storia delle tipografie italiane. È un’opera che assume un’importanza straordinaria anche per il suo valore in tema di archeologia industriale. Contiene inoltre una serie di speciali inserti, fogli di carta stampati con le antiche tecniche“.

Un lavoro, insomma, che fonde tradizione e modernità. Un libro che, come si legge nella motivazione della Giuria del Premio, “è vera letteratura, fondata sulle parole e sulle immagini, su pagine capaci di trasmettere il profumo degli inchiostri, il calore delle fusioni e il rumore delle macchine via via più potenti: il massimo dell’artigianato.

Vi consigliamo di recuperarlo, magari dopo aver visionato l’intervista al suo autore, tratta dal canale YouTube del Premio e di cui vi abbiamo riportato alcuni passaggi di rilievo.