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Quando si parla di valorizzazione della cultura veneta a tutto tondo, è quasi impossibile non citare almeno una volta Giuseppe Mazzotti. 

Se oggi il radicchio rosso e il Prosecco sono conosciuti in tutto il mondo, se le Ville Venete, alcune tradizioni popolari e molti paesaggi naturali sono stati salvati dall’oblio o dal degrado, un po’ di merito va alla passione e alla perseveranza del buon Bepi Mazzotti.

Fu una battaglia, la sua, vissuta quasi sempre in solitaria, potendo contare solo sul sostegno morale e culturale della cerchia di brillanti personalità e amici di una vita: da Andrea Zanzotto a Dino Buzzati, da Mario Rigoni Stern a Orio Vergani.

E seppur per il suo impegno ottenne pochissimi riconoscimenti in vita, questo non lo dissuase dal continuare la sua opera di valorizzazione della cultura veneta. Con mille battaglie, per molte delle quali fu un vero pioniere.

La valorizzazione dell’enogastronomia veneta

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Mazzotti è stato il primo promotore dell’enogastronomia veneta e sicuramente uno dei suoi più grandi estimatori e conoscitori.

Al termine della Seconda guerra mondiale, lancia il primo Festival dedicato alla cucina veneta e si fa portavoce di una sfida rivoluzionaria per l’epoca: convincere il mondo intero che quella cucina considerata semplice e povera sia un patrimonio da preservare e valorizzare.

Comincia dal Km 0, dalla sua terra, e presto riesce a conquistare l’attenzione degli chef dell’epoca, che iniziano a introdurre nelle loro creazioni spunti presi dai piatti e dagli ingredienti tipici del territorio.

Parliamo del radicchio rosso, dell’asparago bianco, dei funghi del Montello, che valicati i confini territoriali diventano protagonisti dei piatti più raffinati e innovativi.

Quest’opera di valorizzazione coinvolge ovviamente anche molti vini autoctoni. 

Chi non conosce le Strade dei Vini diffuse oggi in tutta Italia? Eppure pochi sanno che la prima fu creata proprio dal Mazzotti, quando dirigeva l’Ente provinciale per il Turismo di Treviso.

Dalle Ville Venete alla promozione dell’arte

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Anno 1952. La prima mostra sulle Ville Venete. Mazzotti condivide il frutto della sua ricerca fotografica e catalografica, cercando di attrarre l’interesse dell’opinione pubblica su un patrimonio inestimabile quando abbandonato a se stesso. 

La mostra-denuncia fa il giro del mondo, genera attenzione e coinvolgimento. Nel frattempo il buon Bepi continua la sua avventura di scoperta e catalogazione con una passione tale che l’amico Orio Vergani lo definirà affettuosamente Il Robinson delle ville venete. Alcuni anni più tardi, nel ’58, i suoi sforzi si concretizzeranno con la nascita del primo Ente, che oggi prende il nome di Istituto Regionale delle Ville Venete.

Con lo stesso entusiasmo, Giuseppe Mazzotti si impegna nel promuovere e valorizzare il patrimonio artistico veneto. Organizza mostre su grandi pittori come Cima da Conegliano, Giorgione o Bellini. E nello stesso, dà visibilità agli artisti contemporanei: da Arturo Martini a Toni Benetton, da Sante Cancian a Guido Rossi.

La difesa del paesaggio e delle tradizioni venete

Dai canti popolari alle tecniche artigianali meno conosciute, passando per paesaggi naturali a rischio: per la loro difesa Mazzotti impegna tutti i suoi talenti.

Organizza esposizioni, scrive articoli e saggi, scatta migliaia di fotografie, un archivio – custodito dalla Fondazione Mazzotti – che oggi ancor più di allora ha un valore documentario innegabile.

Trascorre letteralmente la vita in prima linea per il sapere e la bellezza della sua terra.

E se oggi esiste un movimento “istituzionalizzato” di valorizzazione della cultura veneta e di salvaguardia del territorio, composto da decine di Enti e Associazioni, sarebbe ingiusto non attribuire una parte del merito agli sforzi e alle imprese in cui il Mazzotti si cimentò, più di 70 anni fa.

 

Finestra sulle Venezie” – la sezione del premio che ogni due anni seleziona le migliori opere sulla cultura veneta, sotto l’aspetto culturale, artistico ed enogastronomico – vuole proprio essere un omaggio a un uomo che ha consacrato la sua vita alla difesa e alla valorizzazione della cultura e del Veneto.

E anche un modo per premiare chi oggi continua la sua missione.

Scopri alcune delle opere premiate nella sezione “Finestra sulle Venezie” del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.