Sabato 17 novembre alle 16.30 al Parco Gambrinus di San Polo di Piave, Treviso, si svolgerà la cerimonia finale della XXXVI edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”: saranno premiati l’alpinista feltrino Maurizio Zanolla (conosciuto come Manolo) vincitore con “Eravamo immortali” (Fabbri Edizioni, 2018) nella sezione “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, il ricercatore e divulgatore padovano Alessandro Tasinato con “Il fiume sono io” (Bottega Errante Edizioni, 2018) in “Ecologia e paesaggio” e la musicista e artigiana trevigiana Francesca Gallo con “Phisa Harmonikòs” (Kellermann Editore, 2018) in “Artigianato di tradizione”. Sarà assegnato anche il Premio speciale della Giuria all’opera “Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis” a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti (Fondazione Giovanni Angelini – Centro Studi sulla Montagna). E non mancherà in questa edizione nemmeno il Premio Honoris Causa, che verrà consegnato a Don Luigi Ciotti, prete di origine cadorina, combattente in prima linea contro tutte le mafie, fondatore del “Gruppo Abele” e ideatore di “Libera”, per il suo impegno verso l’ambiente.
Nel corso della cerimonia la Giuria dei quaranta lettori, composta da personalità provenienti da vari ambiti della cultura, con votazione e spoglio in diretta assegnerà il Super Premio “La Voce dei Lettori” di 3.000,00 euro ad uno dei tre vincitori delle altrettante sezioni di gara attraverso votazione e spoglio in diretta.
Anticiperà la finale, alle 16.00 nella Galleria del Parco Gambrinus, l’inaugurazione della mostra fotografica “Luoghi di vita e d’Arte di Arturo Martini a Vado Ligure, Savona e Albisola Mare” a cura di Ester Nichele e Alberto Leoncini, dedicata al celebre scultore amico di Giuseppe Mazzotti, con l’introduzione di Eugenio Manzato, già direttore dei musei trevigiani. Dalle 16.00 alle 22.00, inoltre, nell’Auditorium Parco Gambrinus vi sarà la speciale emissione del XIII annullo postale su 11 cartoline che richiamano le opere vincitrici della XXXVI edizione 2018 e della precedente XX edizione 2002, una Iniziativa promossa in collaborazione con il Gruppo Filatelici di Montagna (G.F.M.) del Club Alpino Italiano (C.A.I.) Sezione “Luigi Rizzardi” Auronzo di Cadore.
L’ingresso alla cerimonia è libero e gratuito, la partecipazione al buffet successivo è a pagamento e su prenotazione.

Aspettando il gran finale con la cerimonia conclusiva del Premio, sabato 10 novembre alle 9.30 nella Sala Teatrale del Patronato Don Bosco di San Polo di Piave, saranno premiati i tre vincitori dell’VIII edizione del Premio Letterario Giuseppe Mazzotti Ragazzi, riservato agli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado degli Istituti Comprensivi di Codognè, Mareno di Piave e Vazzola, Motta di Livenza, Oderzo, Ponte di Piave, Salgareda e San Polo di Piave.
Il tema di quest’anno è “La mia idea – progetto per prendermi cura dell’ambiente”.
La Giuria ha esaminato 116 elaborati, giunti da 29 classi di 12 plessi scolastici e ha assegnato il primo premio ad Arianna Puppin, della classe III C del plesso scolastico “Giovanni Girardini” di Motta di Livenza, il secondo premio è invece stato meritato all’elaborato di Joi Da Dalto, della classe III C del plesso scolastico “Giovanni XXIII” di Ormelle, il terzo premio è stato vinto dall’elaborato di Barbara Girardi, della classe III B del plesso scolastico di Cimadolmo.
Ai tre vincitori sarà consegnato un premio in denaro e ai loro istituti di appartenenza una fornitura in materiale scolastico offerto da Savno.

Venerdì 9 novembre il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” rende omaggio al grande regista Ermanno Olmi scomparso esattamente sei mesi fa, colui che celebrò l’importanza delle radici e delle piccole cose della vita: al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso) alle 18.00 è in programma l’appuntamento “Ermanno Olmi artigiano del racconto”, durante il quale sarà proiettato il docufilm “Artigiani veneti”.
Il lungometraggio è stato realizzato dal maestro nel 1986: si tratta una fotografia delle molteplici e varie forme di artigianato del nostro territorio,realizzata per la Regione Veneto in collaborazione con Confartigianato Imprese Veneto, un’opera straordinariamente attuale e di rara intensità, che si temeva perduta ed è stata invece recentemente ritrovata.
La proiezione sarà seguita da un dibattito che vedrà protagonisti il presidente del Premio Roberto De Martin, il presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana Vendemiano Sartor, il sociologo Ulderico Bernardi e l’architetto e storico dell’arte Amerigo Restucci e il figlio del regista Fabio Olmi, moderati dal giornalista e scrittore Salvatore Giannella.
L’appuntamento è realizzato in collaborazione con Confartigianato del Veneto.

La troupe del Tg1 Persone, rubrica del sabato mattina di Rai Uno condotta da Angelo Angelastro, martedì 6 novembre è arrivata a Villa Emo a Fanzolo di Vedelago (Treviso) per raccontare due “gioielli” del territorio trevigiano: la villa palladiana e il salvatore del patrimonio delle ville venete, Giuseppe Mazzotti.
La troupe Rai è stata coinvolta e affiancata dall’ufficio stampa del Premio per veicolare la contemporaneità della figura di Giuseppe Mazzotti, che fu precursore delle grandi battaglie per la tutela del territorio e promotore nei primi anni Cinquanta della prima, grande mostra sulle ville Venete che aveva l’obiettivo di far conoscere queste bellezze per poterle salvaguardare. La mostra fece tappa prima a Treviso, al Salone dei Trecento, al Palazzo Reale di Milano, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, per approdare poi a Londra al Reale Istituto degli architetti britannici, in altre 12 città inglesi e infine a Copenaghen.
A parlare di Mazzotti e del suo ruolo nella salvaguardia delle ville è intervenuta Margherita Azzi Visentini, già docente di storia dell’architettura al Politecnico di Milano, grande esperta di Andrea Palladio e delle sue opere e fino al 2011 componente della giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.
La puntata di Tg1 Persone girata nella Marca andrà in onda sabato 10 novembre alle 8.00 su Rai Uno.

Il concorso cadetto sostenuto da Montura – Tasci S.r.l. e dedicato agli studenti degli istituti superiori di Triveneto, Slovenia e Croazia, in questa XI edizione ha invitato i ragazzi a sviluppare il tema “La scoperta del paesaggio” con un elaborato scritto o con un video. Nella Sezione Letteraria sono risultati vincitori Alexia Cautis della classe III B Classico del Liceo Ginnasio Statale “Antonio Canova” di Treviso con “Topografie dell’anima” (primo classificato), Davide Zago della classe V A dell’Istituto Scarpa di San Donà di Piave, Venezia, con “Le ceneri di Ulisse” (secondo classificato) e Chiara Meneghetti della classe V B del Liceo Artistico di Vittorio Veneto, Treviso, con “La notte” (terzo classificato). Nella Sezione Video salgono invece sul podio la classe III BLS del Liceo Scientifico Scienze Applicate dell’Istituto di Istruzione Superiore “Gabriele D’Annunzio” di Gorizia con “Il Paesaggio di una vita” (primo premio), la classe IV A del Liceo Scientifico Dante International College di Vittorio Veneto, Treviso, con “Sì deambulare” (secondo premio) e Neeraj Kumar della classe II E del Liceo Artistico di Treviso con Loris Corbo della classe IV BEA dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Max Planck” di Lancenigo di Villorba, Treviso, con “La natura del paesaggio” (terzo premio).

Premiazioni.

Quest’anno il Premio Giuseppe Mazzotti Juniores avrà una propria esclusiva cerimonia di premiazione, che si svolgerà sabato 27 ottobre alle 16.00 al Palazzo dei Trecento a Treviso.

PODIO VENETO PER IL XXXVI PREMIO GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”:

VINCONO L’ALPINISTA MANOLO, LA FISARMONICISTA FRANCESCA GALLO E IL RICERCATORE ALESSANDRO TASINATO

Dal fiume alle pareti più impervie, passando per i boschi “che suonano”, il fil rouge di questa edizione è il legame uomo – paesaggio che diventa valorizzante per entrambi.

I vincitori saranno premiati nel corso della serata conclusiva sabato 17 novembre al Parco Gambrinus di San Polo di Piave.

Sono stati finalmente annunciati nel corso della conferenza stampa a Palazzo Giacomelli, sede di Assindustria Veneto Centro a Treviso, i vincitori della XXXVI edizione 2018 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” per la letteratura di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie: sono l’alpinista Maurizio Zanolla (conosciuto come Manolo) con “Eravamo immortali” (Fabbri Edizioni, 2018) nella sezione “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, il ricercatore e divulgatore Alessandro Tasinato con “Il fiume sono io” (Bottega Errante Edizioni, 2018) in “Ecologia e paesaggio” e la musicista e artigiana Francesca Gallo con “Phisa Harmonikòs” (Kellermann Editore, 2018) in “Artigianato di tradizione”. E’ stato assegnato anche il Premio speciale della Giuria all’opera “Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis” a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti (Fondazione Giovanni Angelini – Centro Studi sulla Montagna). E non manca in questa edizione nemmeno il Premio Honoris Causa, che verrà consegnato in occasione della cerimonia conclusiva di sabato 17 novembre al Parco Gambrinus di San Polo di Piave, Treviso, a Don Luigi Ciotti.

Quest’anno inoltre il Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores avrà una propria finale, slegata dal Premio Gambrinus: i ragazzi vincitori della sezione letteraria e della sezione video saranno protagonisti della cerimonia in programma sabato 27 ottobre alle 16.00 a Palazzo dei Trecento, a Treviso.

I vincitori del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

Le opere vincitrici sono state selezionate dalla Giuria, composta da scrittori, divulgatori, docenti universitari e alpinisti e presieduta quest’anno dalla giornalista Alessandra Viola, tra i 122 volumi inviati da 65 case editrici italiane, un numero notevole ma soprattutto di elevata qualità. Sono quattro i libri premiati, uno per sezione e uno destinatario del Premio Speciale della Giuria, ed emerge tra essi un legame inaspettato: tutti infatti, pur in modo molto diverso, trattano del legame uomo – paesaggio che diviene per entrambi valorizzante.

E’ il caso di “Eravamo immortali”, autobiografia di uno dei protagonisti assoluti di quella nuova arrampicata che ha visto la luce tra gli anni Settanta e Ottanta, Maurizio Zanolla, alias Manolo, vincitore nella sezione “Alpinismo”: grazie alla libertà gli regala, per Manolo la montagna diviene un mondo verticale da scoprire con responsabilità. Il libro è l’autobiografia dell’alpinista, la storia di un ragazzo che ama la vita, il mettersi alla prova, il sentirsi libero, un ragazzo d’altri tempi nato in anni in cui si possedeva poco o nulla e gli emigranti eravamo noi. Un ragazzo ribelle, anzi quasi selvaggio ma anche, e forse proprio per questo, dotato di una sensibilità non usuale.

Un analogo legame uomo – natura è esaltato in “Io sono il fiume” di Alessandro Tasinato, scelto per la sezione “Ecologia e paesaggio”, un’indagine narrativa che ha come cuore la Rabiosa (oggi Fratta – Gorzone), il fiume mortalmente inquinato dal distretto conciario di Chiampo Arzignano e poi interessato dal cantiere dell’Autostrada Valdastico Sud. Un romanzo che si addentra nel territorio, nel mondo del lavoro e in quello più intimo di Nino Franzin, il protagonista, che ha vissuto la giovinezza in simbiosi con la Rabiosa. Gli studi, la laurea, il miraggio di un’importante carriera lo costringono a dare le spalle all’acqua. Sarà la vita di un piccolo embrione a fargli incontrare di nuovo i destini di un fiume che non c’è più.

Il rispetto e la sintonia con gli alberi dai quali si ricavano preziosi strumenti musicali è un tema portante anche per Francesca Gallo, musicista e artigiana trevigiana costruttrice di fisarmoniche autrice di “Phisa Harmonikòs”, premiato nella sezione “Artigianato di tradizione”. Dentro ogni fisarmonica c’è storia, leggenda, vita quotidiana, incontri e passioni, manualità, antiche sapienze, complicità professionale: l’autrice avrebbe potuto anche non scrivere questo libro, continuando a fare il suo mestiere sino alla fine naturale come è stato per tante altre botteghe, ma la voglia di raccontare il lavoro è stata più forte (prefazione del giornalista Paolo Rumiz).

Infine, il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato nell’ambito nella sezione “Alpinismo” all’opera “Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis” a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti: il gruppo dei Monti della destra Mis (Agneléze, Erèra e Pizzòcco) rappresenta uno scrigno di naturalità e insieme un territorio ampiamente percorso dall’uomo nel passato e quindi ricco di sentieri e di toponimi, purtroppo oggi poco conosciuto e frequentato. La guida descrive dettagliatamente, anche con cartine inedite disegnate a mano, la rete dei sentieri, intensamente battuti da cacciatori, pastori, boscaioli, soldati, così da farli rivivere, e recupera i toponimi ed oronimi dell’area che altrimenti sarebbero andati perduti.

A ciascun vincitore sarà assegnato il premio di euro 2.000,00.

La Giuria, riconosciuto il notevole valore di altre opere finaliste, ha ritenuto di segnalare i seguenti tre libri: nella sezione “Alpinsmo” il volume “L’ascensione del Monte Bianco” di Ludovic Escande (Giulio Einaudi Editore), nella sezione “Ecologia e Paesaggio” “Alberi sapienti, antiche foreste. Come guardare, ascoltare e aver cura del bosco” di Daniele Zovi (Edizioni Utet) e nella sezione “Artigianato di tradizione” “La bellussera. Storia di un’invenzione che innovò la viticoltura” di Diego Tomasi, Gianni Moriani, Attilio Scienza (Antiga Edizioni).

Cinque le opere meritevoli di una menzione: nella sezione “Alpinismo” il volume “L’incanto dei passi di di Alberto Sciamplicotti, (Alpine Studio Editore), “Il peso delle ombre. Racconti veri o false storie” di Mario Casella (Gabriele Capelli Editore), nella sezione “Ecologia e Paesaggio” “Botanica. Viaggio nell’universo” di Stefano Mancuso (Aboca edizioni) e “In nome dell’orso. Il declino e il ritorno dell’Orso bruno sulle Alpi. Storie, cronaca, conflitti e sfide” di Matteo Zeni (Il Piviere Edizioni) e nella sezione “Artigianato di tradizione” “L’arte romanica coniata. Incisori e aree monetarie tra Bressanone e Praga” – AA.VV. (Editore Fondazione Castelli di Bolzano – Athesia Verlag).

Motivazione del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo con il parere unanime della Giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, per il suo appassionato, tenace, coraggioso impegno nei confronti degli esclusi degli ultimi e degli emarginati e per un cambiamento culturale, sociale ed etico finalizzato alla scomparsa di ogni genere di malaffare, di illegalità e di ingiustizia nonché la particolare attenzione  ed efficace coerente responsabile azione rivolta alla difesa dell’ambiente e del paesaggio gravemente minacciati dall’inquinamento, dalla cementificazione selvaggia, dalle discariche abusive, ecc., ha deciso di assegnargli il Premio “Honoris Causa” che verrà consegnato nel corso della cerimonia delle premiazioni della XXXVI edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.


Biografia

Don Luigi Ciotti (Pieve di Cadore, 10 settembre 1945) è il sacerdote che ha fondato il Gruppo Abele e Libera e che per il suo impegno a favore della giustizia e della legalità vive minacciato dalla mafia.

Nato all’ombra dell’Antelao («Sono un montanaro, da sempre iscritto al Club Alpino Italiano, sezione Pieve di Cadore», dice di sé e del legame con le sue origini), nel 1950 è emigrato a Torino con la famiglia.

Attivo nel sociale, nel 1965 ha fondato il gruppo di impegno giovanile Gruppo Abele, che negli anni si è occupato, tra l’altro, delle persone in difficoltà e di combattere dipendenze di ogni tipo (alcolismo, droghe, gioco d’azzardo), aprendo comunità e utilizzando come strumenti soprattutto la comunicazione e la cultura come forme di prevenzione. Nel 1992 fonda il mensile Narcomafie e il suo impegno si amplia al contrasto alle mafie con la nascita nel 1995 di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, che coordina oggi oltre 1.600 realtà nazionali e internazionali che si occupano in vario modo del contrasto alla criminalità organizzata. Con Libera don Ciotti intende promuovere la cultura della legalità, della solidarietà e dell’ambiente. Per questo l’associazione avvia percorsi di collaborazione con università e scuole.

“Dobbiamo ricominciare a parlare di più il linguaggio dell’ambiente – ha dichiarato lo scorso anno – che è poi il linguaggio della cultura e della vita. Riflettere sempre sui diversi aspetti del degrado ambientale significa capire le ragioni culturali e politiche che mettono a rischio la sopravvivenza del nostro pianeta. Bene l’inserimento degli eco-reati nel codice penale, ma dobbiamo essere consapevoli che la tutela dell’ambiente non può essere imposta per decreto: va trasmessa, insegnata, interiorizzata dentro la nostra coscienza”.

Per il sacerdote è fondamentale che l’economia ritrovi un legame con l’ambiente e con l’ecologia. L’ecologia è il fondamento dell’economia, è la visione d’insieme che orienta i processi economici al bene comune, nel rispetto della dignità delle persone, dei ritmi della natura e delle leggi della vita. Se l’economia perde questo riferimento diventa, ribadisce spesso, una forza distruttrice.

Don Ciotti è in prima linea anche contro le ecomafie e le agromafie, che ha definito “le più distruttive tra le attività criminali”: ad esse secondo il sacerdote bisogna opporre la tutela della natura e la legalità ambientale e in questo senso si è battuto per la difesa del Corpo forestale dello Stato, insostituibile presidio nella lotta alle mafie.

Don Ciotti condivide con Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, la visione della terra e dell’alimentazione, ponendo l’accento sull’importanza di scelte consapevoli e mettendo altresì in luce un aspetto sempre troppo poco ricordato: il diritto al gusto ed al piacere della tavola come momento di condivisione di storie, valori e scambio culturale.

Giornalista pubblicista dal 1988, collabora con vari quotidiani e periodici nazionali, tra i quali La Stampa, l’Avvenire, l’Unità, il Manifesto, Il Sole-24 Ore, il Mattino, Famiglia Cristiana.

 

Quasi mai si parla della giuria di un premio letterario; al più si citano i nomi dei suoi membri, ma nulla si sa dell’impegno che essi sono chiamati ad affrontare.

Per lo più leggere è uno svago, un piacere che si consuma lentamente, nei momenti di riposo: tutti l’hanno provato. A chi dunque può interessare conoscere come la giuria legga i libri candidati ad un premio letterario?

Basta uno sguardo al regolamento, e si può capire quale sia la fatica, e lo stress, che s’accompagnano al “lavoro” dei giurati del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”. Bastano due conti: i volumi concorrenti vanno consegnati dagli editori, o dagli autori, entro i primi giorni di giugno. La riunione conclusiva della giuria è fissata per il secondo sabato di settembre. In mezzo c’è l’estate, tempo di vacanza.

Le vacanze che spettano ai giurati sono però diverse da ogni altra vacanza. I loro giorni scorrono non solo nella lettura delle opere, ma soprattutto nella maturazione dei giudizi che vengono stesi con parole a lungo ponderate e calibrate, spesso dopo uno scambio incrociato di pareri sui volumi via via letti.

I libri sono molti, moltissimi. Per fortuna, si deve dire: è un buon segno che l’editoria è ancora vivace, che resiste alla crisi, e ai nuovi strumenti della lettura digitale, grazie proprio al piacere che a molti lettori viene anche dalla manipolazione del libro, dal sentire il suo peso e il profumo della carta e degli inchiostri.

Per i nostri sette giurati ciò sottende, invece, fatica. Una fatica che morde, libro dopo libro, giorno dopo giorno, senza stacchi, senza interruzioni, per tutto il tempo loro concesso.

Un impegno però affrontato con metodo, con pazienza e attenzione, soprattutto con spirito di giustizia ed equità. Le parole che scorrono sotto gli occhi portano infatti con sé l’anima e il cuore di chi le ha scritte, di un autore che ha affidato ad esse pensieri, sentimenti ed emozioni, e li offre al lettore nella speranza di essere compreso ed apprezzato.

Sono attese che non vanno ignorate, o tradite. Per questo ogni libro è letto da capo a fondo, va interpretato, va capito. Anche se la lettura deve procedere svelta, senza sosta, i giurati sanno di dover esprimere un parere equilibrato, il più possibile oggettivo e giusto per tutte le opere che vengono loro sottoposte.

Non è facile impresa. Sette sono i giurati; e sono persone con spirito, interessi, cultura, età e professioni spesso molto distanti l’uno dall’altro. Essi esprimono anche sensibilità differenti, figlie di esperienze talvolta molto lontane. Non è però un limite; anzi, è garanzia di ricchezza interpretativa, e di equilibrio. Quanto ad un giurato può sfuggire, quasi di certo viene colto e apprezzato da altri. Se meritevole, ne resta memoria.

Questo è il motivo che conduce allo scambio frequente di opinioni, alla trasmissione incrociata dei giudizi più positivi, così che ogni giurato ha modo di riconsiderare i propri pareri o di esplicitare i motivi della sua, eventuale, differente valutazione, favorevole o contraria.

Molti giorni prima della riunione conclusiva, si è già dunque delineata una rosa delle opere meglio valutate: sono di fatto quelle su cui si è registrata la maggior convergenza di pareri positivi.
Son queste le opere finaliste, quelle cioè che si contendono i premi destinati al vincitore di ogni sezione.

Nella riunione conclusiva, la giuria stabilisce, dopo serrato confronto dei propri giudizi, quale, tra le finaliste, sia l’opera più meritevole. La prima tra tanta eccellenza.

Franco Viola

Da alcuni anni il premio cadetto, riservato agli studenti degli Istituti superiori di Triveneto, Slovenia e Croazia, si divide in due sezioni: una letteraria e una video. Per questa X edizione (anno scolastico 2016/2017) del Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores, è stato proposto agli studenti di riflettere e produrre un proprio contenuto basandosi sul tema “Tutti abbiamo una patria nel cuore”.

I VINCITORI DELLA SEZIONE LETTERARIA

  • Primo premio a “La parabola del coltellino perduto” di Lorenzo Vergari (classe IV O – Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso);
  • Secondo Premio a “Il mio cuore è ancora là?” della classe IV ALS (Liceo delle scienze applicate “Gabriele D’Annunzio” di Gorizia);
  • Terzo premio a “Il ritorno” di Eleonora Fabris (III H del Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso), già vincitrice nel 2016 del primo premio sempre nella sezione letteraria.

I VINCITORI DELLA SEZIONE VIDEO

Quest’anno per la sezione video sono stati assegnati solo il secondo e il terzo premio.

  • Secondo Premio a “Venice i love you” di Angelica Lucatello (I H del Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso);
  • Terzo premio a “Pola è…” del Gruppo artistico culturale (S)conosciuti (Scuola media superiore italiana “Dante Alighieri” di Pola – Croazia), già vincitore del medesimo premio nel 2016.

Con i nomi dei vincitori della X edizione arriva anche una bella notizia per un elaborato premiato lo scorso anno: “Il dio del mare” di Luca Maggio Zanon della classe II B del liceo classico “Stellini” di Udine, secondo premio nella sezione letteraria nel 2016, è diventato un romanzo edito dalla casa editrice trevigiana Michael Edizioni.


BANDO XI EDIZIONE

Si apre ora la XI edizione (anno scolastico 2017/2018): gli studenti sono invitati a realizzare un elaborato scritto o un breve video sviluppando il tema “La scoperta del paesaggio”, il termine ultimo per l’invio dei contributi è il 12 maggio 2018.

Scarica il bando

Quest’anno viene assegnato il Premio “Honoris Causa” a Kuki Gallmann, scrittrice trevigiana ricordata per il bestseller “Sognavo l’Africa” ed eco-attivista in Kenya fondatrice della Gallmann Memorial Foundation con lo scopo di proteggere l’ambiente naturale, rispettare e conservare le tradizioni locali, alla ricerca di un equilibrio armonioso con le tecniche innovative in ambito agronomico compatibili con la sostenibilità ambientale.

Il Consiglio Direttivo con il parere unanime della Giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, per il suo appassionato tenace impegno e l’eroica resistenza in difesa dell’ambiente nonché le molteplici iniziative e attività da lei promosse tramite la sua Gallamann Memorial Foundation” per preservare quello straordinario lembo di terra africana, ha deciso di insignirla di questo prestigioso riconoscimento, che le verrà consegnato nel corso della Cerimonia delle premiazioni della XXXV edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.