Giuseppe Mazzotti fu un ambientalista convinto in un’epoca in cui questo termine non aveva di certo l’importanza attuale.

Nei primi anni Sessanta del Novecento la parola ecologista non voleva dire nulla. Ce lo ricorda, nel video presente sul nostro canale YouTube, dal titolo “Mazzotti Contemporaneo: l’Ecologista“, il giornalista Salvatore Giannella, ex giurato del Premio Gambrinus e voce narrante del filmato.

Eppure, già in quegli anni, c’era un uomo, una sorta di ideale Lampadiere, che indicava agli altri il sentiero della conoscenza. Si trattava, naturalmente, di Giuseppe Mazzotti. Un ambientalista in anticipo sui tempi, un pioniere dell’ecologia.

Mazzotti ambientalista: il contesto

La prima associazione ambientalista italiana, Italia Nostra, nacque soltanto nel 1955. Ci vollero poi altri dieci anni per vedere sorgere la Lipu e il WWF, rispettivamente nel 1965 e nel 1966. Ma fu solo nel decennio successivo che l’ecologia diventò la bandiera di un nuovo corso basato su tecnologie più dolci e meno violente verso l’ambiente.

In quegli anni avanzò un nuovo pensiero che proponeva inoltre rapporti più equi tra Paesi ricchi e Paesi poveri, con una contestuale critica alla società dei consumi più sfrenati. Bepi Mazzotti, allora Direttore dell’Ente Provinciale per il Turismo di Treviso (carica assunta fino al 1974), ravvisava nella città e nella Marca circostante gli elementi per contrastare uno sviluppo senza regole, non sostenibile.

Il Mazzotti carismatico

Mazzotti era descritto, da chi lo conosceva bene, come un instancabile alpinista, che ogni tanto si arrampicava sul Cervino o sulle cime inviolate delle Ande. Ma era anche il leader carismatico di una cerchia di persone di varia estrazione, ognuna di esse con una propria visione contraria al consumo selvaggio del territorio.

Tra queste persone, vi erano il poeta Andrea Zanzotto e Freya Stark, la prima donna esploratrice nel Medio Oriente, che poi scelse di vivere proprio in Italia, ad Asolo. La scrittrice inglese, grande amica di Mazzotti, condivideva con lui l’amore per i paesaggi del Veneto e per le montagne. Nella sua visione Bepi era il cavaliere della battaglia per la difesa del territorio: una battaglia durissima, da portare avanti pian piano, senza aspettarsi improbabili successi definitivi.

L’omaggio di Buzzati

Come scrisse Dino Buzzati nel 1958 su “Vie d’Italia“, la rivista mensile del Touring Club Italiano, “basterebbero cento persone come Mazzotti e il patrimonio culturale e le bellezze naturali di questa nostra straordinaria Italia non avrebbero più paura dei pericoli da correre“.

Di seguito, vi proponiamo il video integrale “Mazzotti Contemporaneo: l’Ecologista”. Non ci resta che augurarvi buona visione!