Si deve all’impegno di Giuseppe Mazzotti l’avvio di una battaglia concreta per il recupero e la valorizzazione delle Ville Venete.

Tra i numerosi meriti di Giuseppe Mazzotti vi è quello di aver contribuito in prima persona alla salvaguardia delle Ville Venete. Un patrimonio immenso, che nel secondo dopoguerra fu minacciato dall’incuria, dal degrado e dalla speculazione edilizia.

Come raccontato dallo stesso Mazzotti nel video a fondo articolo, presente sul nostro canale YouTube, erano più di duemila le ville censite quando è iniziata l’azione per la loro conservazione. Molte ville decaddero a case coloniche e altre ancora, a causa della guerra, erano ridotte in condizioni pietose.

Le Ville Venete: una battaglia internazionale

Nel 1951, per iniziativa degli enti provinciali per il turismo del Veneto, si tenne una mostra sulle Ville Venete nel Salone dei Trecento a Treviso che riscosse un grande successo di stampa e visitatori. Mazzotti capì che questa battaglia doveva diventare pubblica e per questo l’esposizione “emigrò” a Milano, a Roma e all’estero (Parigi, Londra, Vienna).

Queste mostre sollevarono l’opinione pubblica d’Europa e del mondo. Oltre cinquemila articoli trattarono in maniera approfondita il tema. Il Governo italiano dell’epoca decise quindi di approvare una legge per l’istituzione dell’Ente per le Ville Venete, con il compito di restaurare e valorizzare questi edifici.

Le azioni per la salvaguardia

Esistono esempi, sia pubblici che privati, di gestione virtuosa in linea con il dettato di Giuseppe Mazzotti. Tra i vari esempi di Mazzotti contemporaneo, possiamo citare il Conte Alberto Passi, proprietario (insieme ai fratelli) della Villa Tiepolo Passi, un piccolo motore economico del territorio.

Come evidenziato dal Conte Passi, nel Nord Italia abbiamo oltre quattromila ville tra il Garda e l’Isonzo: forse il più grande patrimonio culturale che il mondo conosca. Un’azione opportuna sarebbe quella di costituire una rete culturale delle Ville Venete, sul modello dei Castelli della Loira in Francia.

Per mantenere in vita il patrimonio delle ville, è necessario che l’ente pubblico affianchi il proprietario privato della dimora. Peraltro, l’intero territorio deve partecipare attivamente a questa collaborazione, contribuendo a creare opportunità in ambito turistico.

Le date fondamentali

Grazie al lavoro di Mazzotti e dei suoi amici e colleghi, nel 1958 fu istituito l’Ente Ville Venete per la tutela e la salvaguardia di un patrimonio architettonico e artistico eccezionale. Nel 1994, poi, l’Unesco dichiarò le Ville Palladiane patrimonio dell’umanità. Oggi, invece, l’azione di tutela è preciso compito dell’Istituto Regionale per le Ville Venete.