Un’analisi de “L’inventario delle nuvole” di Faggiani, vincitore del 41° Premio Gambrinus (sez. Montagna) e del Premio “La Voce dei Lettori”.

Franco Faggiani, con “L’inventario delle nuvole” (Fazi Editore, 2023), è stato il personaggio vincente della scorsa edizione, la 41ª, del Premio Letterario Gambrinus Mazzotti. Lo scrittore e giornalista milanese – lo ricordiamo – si era imposto nella Sezione Montagna: cultura e civiltà, vincendo anche il Super Premio “La Voce dei Lettori”.

“L’inventario delle nuvole” ha conquistato con merito il plauso complessivo dei nostri giurati, che avevano premiato il libro di Faggiani con le seguenti motivazioni: “(…) Il valore dell’opera risiede nell’originalità dell’argomento, inedito nella letteratura sia generale che vernacolare; nello stile e nel procedere della narrazione, lineare nello sviluppo temporale che rende agevole e piacevole la lettura; nella forte caratterizzazione dei protagonisti e dell’ottima descrizione del contesto ambientale, sia naturale che storico e umano.

Faggiani, stimato giornalista, si è imposto all’attenzione generale come scrittore con “La manutenzione dei sensi” (Fazi Editore, 2018). “L’inventario delle nuvole“, edito anche in Francia all’inizio di quest’anno, ha rappresentato una nuova conferma del suo talento. I libri dell’autore milanese sono stati pubblicati anche in altri Paesi stranieri (Paesi Bassi, Bulgaria, Ucraina).

Di cosa parla “L’inventario delle nuvole”

Analizziamo ora in dettaglio l’opera “pigliatutto” dell’ultima edizione del nostro Premio Gambrinus. “L’inventario delle nuvole” è ambientato in Val Maira, in Piemonte, negli anni della Prima guerra mondiale. Al centro della storia le vicende di Giacomo Cordero, giovane protagonista e voce narrante del romanzo.

Giacomo vive con il nonno Girolamo, severo capofamiglia ed abile commerciante, la madre Lunetta e l’anziana Desideria, moglie di Girolamo in seconde nozze. Il padre del ragazzo, emigrato in Spagna per lavoro, aveva conosciuto in una miniera iberica una tragica morte, finendo sepolto sotto un cumulo di rocce precipitate da una montagna.

A Giacomo, esonerato dal servizio militare per un lieve problema ad una gamba, viene affidato dal nonno un compito molto delicato: la raccolta dei pels, i capelli. Questi vengono lavorati dalle donne del luogo durante la stagione invernale per poi essere venduti, in primavera, agli atelier delle città di confine per farne parrucche.

Un mestiere antico ed insolito, quello appreso dal protagonista, che Faggiani descrive con cura e partecipazione emotiva. I caviè (come venivano chiamati) della zona partivano da Elva, nel Cuneese, all’inizio dell’autunno e andavano alla ricerca di donne disposte a farsi tagliare la chioma in cambio di soldi, stoffa o utensili.

Gradualmente Giacomo diventa molto abile in questo lavoro, creandosi una rete di rapporti in Francia. Qui conosce, tra gli altri, lo scafato venditore Natale Rebaudi, che gli rivela alcuni segreti sullo sfortunato papà.

Il valore dell’opera

“L’inventario delle nuvole” si configura come un romanzo di formazione, avvincente e commovente. La montagna, da sempre una seconda casa per l’autore, riveste un ruolo “attivo” in un libro che racconta un microcosmo antico e di grandi valori umani. Gli ambienti montani vengono descritti da Faggiani con il talento che tutti noi gli riconosciamo.

La natura si presenta come una forza affascinante ed imperscrutabile ed i personaggi vengono tratteggiati con grande abilità narrativa. In definitiva, “L’inventario delle nuvole” è un’opera che consigliamo a tutti coloro che cercano una lettura stimolante ed emozionante.