Il concorso cadetto sostenuto da Montura – Tasci S.r.l. e dedicato agli studenti degli istituti superiori di Triveneto, Slovenia e Croazia, in questa XI edizione ha invitato i ragazzi a sviluppare il tema “La scoperta del paesaggio” con un elaborato scritto o con un video. Nella Sezione Letteraria sono risultati vincitori Alexia Cautis della classe III B Classico del Liceo Ginnasio Statale “Antonio Canova” di Treviso con “Topografie dell’anima” (primo classificato), Davide Zago della classe V A dell’Istituto Scarpa di San Donà di Piave, Venezia, con “Le ceneri di Ulisse” (secondo classificato) e Chiara Meneghetti della classe V B del Liceo Artistico di Vittorio Veneto, Treviso, con “La notte” (terzo classificato). Nella Sezione Video salgono invece sul podio la classe III BLS del Liceo Scientifico Scienze Applicate dell’Istituto di Istruzione Superiore “Gabriele D’Annunzio” di Gorizia con “Il Paesaggio di una vita” (primo premio), la classe IV A del Liceo Scientifico Dante International College di Vittorio Veneto, Treviso, con “Sì deambulare” (secondo premio) e Neeraj Kumar della classe II E del Liceo Artistico di Treviso con Loris Corbo della classe IV BEA dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Max Planck” di Lancenigo di Villorba, Treviso, con “La natura del paesaggio” (terzo premio).

Premiazioni.

Quest’anno il Premio Giuseppe Mazzotti Juniores avrà una propria esclusiva cerimonia di premiazione, che si svolgerà sabato 27 ottobre alle 16.00 al Palazzo dei Trecento a Treviso.

PODIO VENETO PER IL XXXVI PREMIO GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”:

VINCONO L’ALPINISTA MANOLO, LA FISARMONICISTA FRANCESCA GALLO E IL RICERCATORE ALESSANDRO TASINATO

Dal fiume alle pareti più impervie, passando per i boschi “che suonano”, il fil rouge di questa edizione è il legame uomo – paesaggio che diventa valorizzante per entrambi.

I vincitori saranno premiati nel corso della serata conclusiva sabato 17 novembre al Parco Gambrinus di San Polo di Piave.

Sono stati finalmente annunciati nel corso della conferenza stampa a Palazzo Giacomelli, sede di Assindustria Veneto Centro a Treviso, i vincitori della XXXVI edizione 2018 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” per la letteratura di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie: sono l’alpinista Maurizio Zanolla (conosciuto come Manolo) con “Eravamo immortali” (Fabbri Edizioni, 2018) nella sezione “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, il ricercatore e divulgatore Alessandro Tasinato con “Il fiume sono io” (Bottega Errante Edizioni, 2018) in “Ecologia e paesaggio” e la musicista e artigiana Francesca Gallo con “Phisa Harmonikòs” (Kellermann Editore, 2018) in “Artigianato di tradizione”. E’ stato assegnato anche il Premio speciale della Giuria all’opera “Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis” a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti (Fondazione Giovanni Angelini – Centro Studi sulla Montagna). E non manca in questa edizione nemmeno il Premio Honoris Causa, che verrà consegnato in occasione della cerimonia conclusiva di sabato 17 novembre al Parco Gambrinus di San Polo di Piave, Treviso, a Don Luigi Ciotti.

Quest’anno inoltre il Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores avrà una propria finale, slegata dal Premio Gambrinus: i ragazzi vincitori della sezione letteraria e della sezione video saranno protagonisti della cerimonia in programma sabato 27 ottobre alle 16.00 a Palazzo dei Trecento, a Treviso.

I vincitori del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

Le opere vincitrici sono state selezionate dalla Giuria, composta da scrittori, divulgatori, docenti universitari e alpinisti e presieduta quest’anno dalla giornalista Alessandra Viola, tra i 122 volumi inviati da 65 case editrici italiane, un numero notevole ma soprattutto di elevata qualità. Sono quattro i libri premiati, uno per sezione e uno destinatario del Premio Speciale della Giuria, ed emerge tra essi un legame inaspettato: tutti infatti, pur in modo molto diverso, trattano del legame uomo – paesaggio che diviene per entrambi valorizzante.

E’ il caso di “Eravamo immortali”, autobiografia di uno dei protagonisti assoluti di quella nuova arrampicata che ha visto la luce tra gli anni Settanta e Ottanta, Maurizio Zanolla, alias Manolo, vincitore nella sezione “Alpinismo”: grazie alla libertà gli regala, per Manolo la montagna diviene un mondo verticale da scoprire con responsabilità. Il libro è l’autobiografia dell’alpinista, la storia di un ragazzo che ama la vita, il mettersi alla prova, il sentirsi libero, un ragazzo d’altri tempi nato in anni in cui si possedeva poco o nulla e gli emigranti eravamo noi. Un ragazzo ribelle, anzi quasi selvaggio ma anche, e forse proprio per questo, dotato di una sensibilità non usuale.

Un analogo legame uomo – natura è esaltato in “Io sono il fiume” di Alessandro Tasinato, scelto per la sezione “Ecologia e paesaggio”, un’indagine narrativa che ha come cuore la Rabiosa (oggi Fratta – Gorzone), il fiume mortalmente inquinato dal distretto conciario di Chiampo Arzignano e poi interessato dal cantiere dell’Autostrada Valdastico Sud. Un romanzo che si addentra nel territorio, nel mondo del lavoro e in quello più intimo di Nino Franzin, il protagonista, che ha vissuto la giovinezza in simbiosi con la Rabiosa. Gli studi, la laurea, il miraggio di un’importante carriera lo costringono a dare le spalle all’acqua. Sarà la vita di un piccolo embrione a fargli incontrare di nuovo i destini di un fiume che non c’è più.

Il rispetto e la sintonia con gli alberi dai quali si ricavano preziosi strumenti musicali è un tema portante anche per Francesca Gallo, musicista e artigiana trevigiana costruttrice di fisarmoniche autrice di “Phisa Harmonikòs”, premiato nella sezione “Artigianato di tradizione”. Dentro ogni fisarmonica c’è storia, leggenda, vita quotidiana, incontri e passioni, manualità, antiche sapienze, complicità professionale: l’autrice avrebbe potuto anche non scrivere questo libro, continuando a fare il suo mestiere sino alla fine naturale come è stato per tante altre botteghe, ma la voglia di raccontare il lavoro è stata più forte (prefazione del giornalista Paolo Rumiz).

Infine, il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato nell’ambito nella sezione “Alpinismo” all’opera “Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis” a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti: il gruppo dei Monti della destra Mis (Agneléze, Erèra e Pizzòcco) rappresenta uno scrigno di naturalità e insieme un territorio ampiamente percorso dall’uomo nel passato e quindi ricco di sentieri e di toponimi, purtroppo oggi poco conosciuto e frequentato. La guida descrive dettagliatamente, anche con cartine inedite disegnate a mano, la rete dei sentieri, intensamente battuti da cacciatori, pastori, boscaioli, soldati, così da farli rivivere, e recupera i toponimi ed oronimi dell’area che altrimenti sarebbero andati perduti.

A ciascun vincitore sarà assegnato il premio di euro 2.000,00.

La Giuria, riconosciuto il notevole valore di altre opere finaliste, ha ritenuto di segnalare i seguenti tre libri: nella sezione “Alpinsmo” il volume “L’ascensione del Monte Bianco” di Ludovic Escande (Giulio Einaudi Editore), nella sezione “Ecologia e Paesaggio” “Alberi sapienti, antiche foreste. Come guardare, ascoltare e aver cura del bosco” di Daniele Zovi (Edizioni Utet) e nella sezione “Artigianato di tradizione” “La bellussera. Storia di un’invenzione che innovò la viticoltura” di Diego Tomasi, Gianni Moriani, Attilio Scienza (Antiga Edizioni).

Cinque le opere meritevoli di una menzione: nella sezione “Alpinismo” il volume “L’incanto dei passi di di Alberto Sciamplicotti, (Alpine Studio Editore), “Il peso delle ombre. Racconti veri o false storie” di Mario Casella (Gabriele Capelli Editore), nella sezione “Ecologia e Paesaggio” “Botanica. Viaggio nell’universo” di Stefano Mancuso (Aboca edizioni) e “In nome dell’orso. Il declino e il ritorno dell’Orso bruno sulle Alpi. Storie, cronaca, conflitti e sfide” di Matteo Zeni (Il Piviere Edizioni) e nella sezione “Artigianato di tradizione” “L’arte romanica coniata. Incisori e aree monetarie tra Bressanone e Praga” – AA.VV. (Editore Fondazione Castelli di Bolzano – Athesia Verlag).

Motivazione del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo con il parere unanime della Giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, per il suo appassionato, tenace, coraggioso impegno nei confronti degli esclusi degli ultimi e degli emarginati e per un cambiamento culturale, sociale ed etico finalizzato alla scomparsa di ogni genere di malaffare, di illegalità e di ingiustizia nonché la particolare attenzione  ed efficace coerente responsabile azione rivolta alla difesa dell’ambiente e del paesaggio gravemente minacciati dall’inquinamento, dalla cementificazione selvaggia, dalle discariche abusive, ecc., ha deciso di assegnargli il Premio “Honoris Causa” che verrà consegnato nel corso della cerimonia delle premiazioni della XXXVI edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.


Biografia

Don Luigi Ciotti (Pieve di Cadore, 10 settembre 1945) è il sacerdote che ha fondato il Gruppo Abele e Libera e che per il suo impegno a favore della giustizia e della legalità vive minacciato dalla mafia.

Nato all’ombra dell’Antelao («Sono un montanaro, da sempre iscritto al Club Alpino Italiano, sezione Pieve di Cadore», dice di sé e del legame con le sue origini), nel 1950 è emigrato a Torino con la famiglia.

Attivo nel sociale, nel 1965 ha fondato il gruppo di impegno giovanile Gruppo Abele, che negli anni si è occupato, tra l’altro, delle persone in difficoltà e di combattere dipendenze di ogni tipo (alcolismo, droghe, gioco d’azzardo), aprendo comunità e utilizzando come strumenti soprattutto la comunicazione e la cultura come forme di prevenzione. Nel 1992 fonda il mensile Narcomafie e il suo impegno si amplia al contrasto alle mafie con la nascita nel 1995 di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, che coordina oggi oltre 1.600 realtà nazionali e internazionali che si occupano in vario modo del contrasto alla criminalità organizzata. Con Libera don Ciotti intende promuovere la cultura della legalità, della solidarietà e dell’ambiente. Per questo l’associazione avvia percorsi di collaborazione con università e scuole.

“Dobbiamo ricominciare a parlare di più il linguaggio dell’ambiente – ha dichiarato lo scorso anno – che è poi il linguaggio della cultura e della vita. Riflettere sempre sui diversi aspetti del degrado ambientale significa capire le ragioni culturali e politiche che mettono a rischio la sopravvivenza del nostro pianeta. Bene l’inserimento degli eco-reati nel codice penale, ma dobbiamo essere consapevoli che la tutela dell’ambiente non può essere imposta per decreto: va trasmessa, insegnata, interiorizzata dentro la nostra coscienza”.

Per il sacerdote è fondamentale che l’economia ritrovi un legame con l’ambiente e con l’ecologia. L’ecologia è il fondamento dell’economia, è la visione d’insieme che orienta i processi economici al bene comune, nel rispetto della dignità delle persone, dei ritmi della natura e delle leggi della vita. Se l’economia perde questo riferimento diventa, ribadisce spesso, una forza distruttrice.

Don Ciotti è in prima linea anche contro le ecomafie e le agromafie, che ha definito “le più distruttive tra le attività criminali”: ad esse secondo il sacerdote bisogna opporre la tutela della natura e la legalità ambientale e in questo senso si è battuto per la difesa del Corpo forestale dello Stato, insostituibile presidio nella lotta alle mafie.

Don Ciotti condivide con Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, la visione della terra e dell’alimentazione, ponendo l’accento sull’importanza di scelte consapevoli e mettendo altresì in luce un aspetto sempre troppo poco ricordato: il diritto al gusto ed al piacere della tavola come momento di condivisione di storie, valori e scambio culturale.

Giornalista pubblicista dal 1988, collabora con vari quotidiani e periodici nazionali, tra i quali La Stampa, l’Avvenire, l’Unità, il Manifesto, Il Sole-24 Ore, il Mattino, Famiglia Cristiana.

 

Quasi mai si parla della giuria di un premio letterario; al più si citano i nomi dei suoi membri, ma nulla si sa dell’impegno che essi sono chiamati ad affrontare.

Per lo più leggere è uno svago, un piacere che si consuma lentamente, nei momenti di riposo: tutti l’hanno provato. A chi dunque può interessare conoscere come la giuria legga i libri candidati ad un premio letterario?

Basta uno sguardo al regolamento, e si può capire quale sia la fatica, e lo stress, che s’accompagnano al “lavoro” dei giurati del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”. Bastano due conti: i volumi concorrenti vanno consegnati dagli editori, o dagli autori, entro i primi giorni di giugno. La riunione conclusiva della giuria è fissata per il secondo sabato di settembre. In mezzo c’è l’estate, tempo di vacanza.

Le vacanze che spettano ai giurati sono però diverse da ogni altra vacanza. I loro giorni scorrono non solo nella lettura delle opere, ma soprattutto nella maturazione dei giudizi che vengono stesi con parole a lungo ponderate e calibrate, spesso dopo uno scambio incrociato di pareri sui volumi via via letti.

I libri sono molti, moltissimi. Per fortuna, si deve dire: è un buon segno che l’editoria è ancora vivace, che resiste alla crisi, e ai nuovi strumenti della lettura digitale, grazie proprio al piacere che a molti lettori viene anche dalla manipolazione del libro, dal sentire il suo peso e il profumo della carta e degli inchiostri.

Per i nostri sette giurati ciò sottende, invece, fatica. Una fatica che morde, libro dopo libro, giorno dopo giorno, senza stacchi, senza interruzioni, per tutto il tempo loro concesso.

Un impegno però affrontato con metodo, con pazienza e attenzione, soprattutto con spirito di giustizia ed equità. Le parole che scorrono sotto gli occhi portano infatti con sé l’anima e il cuore di chi le ha scritte, di un autore che ha affidato ad esse pensieri, sentimenti ed emozioni, e li offre al lettore nella speranza di essere compreso ed apprezzato.

Sono attese che non vanno ignorate, o tradite. Per questo ogni libro è letto da capo a fondo, va interpretato, va capito. Anche se la lettura deve procedere svelta, senza sosta, i giurati sanno di dover esprimere un parere equilibrato, il più possibile oggettivo e giusto per tutte le opere che vengono loro sottoposte.

Non è facile impresa. Sette sono i giurati; e sono persone con spirito, interessi, cultura, età e professioni spesso molto distanti l’uno dall’altro. Essi esprimono anche sensibilità differenti, figlie di esperienze talvolta molto lontane. Non è però un limite; anzi, è garanzia di ricchezza interpretativa, e di equilibrio. Quanto ad un giurato può sfuggire, quasi di certo viene colto e apprezzato da altri. Se meritevole, ne resta memoria.

Questo è il motivo che conduce allo scambio frequente di opinioni, alla trasmissione incrociata dei giudizi più positivi, così che ogni giurato ha modo di riconsiderare i propri pareri o di esplicitare i motivi della sua, eventuale, differente valutazione, favorevole o contraria.

Molti giorni prima della riunione conclusiva, si è già dunque delineata una rosa delle opere meglio valutate: sono di fatto quelle su cui si è registrata la maggior convergenza di pareri positivi.
Son queste le opere finaliste, quelle cioè che si contendono i premi destinati al vincitore di ogni sezione.

Nella riunione conclusiva, la giuria stabilisce, dopo serrato confronto dei propri giudizi, quale, tra le finaliste, sia l’opera più meritevole. La prima tra tanta eccellenza.

Franco Viola

Da alcuni anni il premio cadetto, riservato agli studenti degli Istituti superiori di Triveneto, Slovenia e Croazia, si divide in due sezioni: una letteraria e una video. Per questa X edizione (anno scolastico 2016/2017) del Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores, è stato proposto agli studenti di riflettere e produrre un proprio contenuto basandosi sul tema “Tutti abbiamo una patria nel cuore”.

I VINCITORI DELLA SEZIONE LETTERARIA

  • Primo premio a “La parabola del coltellino perduto” di Lorenzo Vergari (classe IV O – Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso);
  • Secondo Premio a “Il mio cuore è ancora là?” della classe IV ALS (Liceo delle scienze applicate “Gabriele D’Annunzio” di Gorizia);
  • Terzo premio a “Il ritorno” di Eleonora Fabris (III H del Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso), già vincitrice nel 2016 del primo premio sempre nella sezione letteraria.

I VINCITORI DELLA SEZIONE VIDEO

Quest’anno per la sezione video sono stati assegnati solo il secondo e il terzo premio.

  • Secondo Premio a “Venice i love you” di Angelica Lucatello (I H del Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso);
  • Terzo premio a “Pola è…” del Gruppo artistico culturale (S)conosciuti (Scuola media superiore italiana “Dante Alighieri” di Pola – Croazia), già vincitore del medesimo premio nel 2016.

Con i nomi dei vincitori della X edizione arriva anche una bella notizia per un elaborato premiato lo scorso anno: “Il dio del mare” di Luca Maggio Zanon della classe II B del liceo classico “Stellini” di Udine, secondo premio nella sezione letteraria nel 2016, è diventato un romanzo edito dalla casa editrice trevigiana Michael Edizioni.


BANDO XI EDIZIONE

Si apre ora la XI edizione (anno scolastico 2017/2018): gli studenti sono invitati a realizzare un elaborato scritto o un breve video sviluppando il tema “La scoperta del paesaggio”, il termine ultimo per l’invio dei contributi è il 12 maggio 2018.

Scarica il bando

Quest’anno viene assegnato il Premio “Honoris Causa” a Kuki Gallmann, scrittrice trevigiana ricordata per il bestseller “Sognavo l’Africa” ed eco-attivista in Kenya fondatrice della Gallmann Memorial Foundation con lo scopo di proteggere l’ambiente naturale, rispettare e conservare le tradizioni locali, alla ricerca di un equilibrio armonioso con le tecniche innovative in ambito agronomico compatibili con la sostenibilità ambientale.

Il Consiglio Direttivo con il parere unanime della Giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, per il suo appassionato tenace impegno e l’eroica resistenza in difesa dell’ambiente nonché le molteplici iniziative e attività da lei promosse tramite la sua Gallamann Memorial Foundation” per preservare quello straordinario lembo di terra africana, ha deciso di insignirla di questo prestigioso riconoscimento, che le verrà consegnato nel corso della Cerimonia delle premiazioni della XXXV edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.

LE OPERE VINCITRICI

Vincitore della sezione “Montagna: cultura e civiltà” è Paesi alti (Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2015) dello scrittore bellunese Antonio Bortoluzzi, romanzo che ci porta nei borghi sperduti di montagna degli anni Cinquanta, una comunità antica e immobile all’alba del boom economico che l’autore ci fa esplorare (a tratti rimpiangere) attraverso lo sguardo e le vicende del giovane Tonìn. La Giuria sottolinea: “(…) Il lettore viene trascinato nei Paesi alti, e sente addosso a sé le stesse fatiche, le privazioni e i sogni del protagonista e dei suoi compagni di disincanto. È un romanzo che lascia segni profondi, che dà luce ad un mondo poco conosciuto e dunque trascurato, che guida a guardare la montagna con occhi e con animo diversi”.

Vincitore della sezione “Esplorazione – viaggi” è “L’ignoto davanti a noi. Sognare terre lontane” (Società editrice Il Mulino, 2017) dello storico del Medioevo e del Mediterraneo Alessandro Vanoli, che ci conduce lontano attraverso le grandi scoperte storiche che possono raccontare qualcosa del rapporto secolare tra scoperta e fantasia, lasciandoci un quesito: “Davvero non abbiamo più nulla da esplorare?”. Secondo Alessandro Vanoli, a ben guardare lungo la via che ha condotto alla scoperta vi sono infiniti elementi di stupore e numerosi spunti da cui ripartire, come dimostrano le altre due opere vincitrici. La Giuria motiva così la scelta: “Libro di viaggi ed esplorazione che si stacca completamente da qualsiasi altro su questi argomenti. Ormai tutto il mondo è stato esplorato e non c’è più niente da scoprire, ma conosciamo poco o niente di molte civiltà del passato e delle migrazioni che in epoche remote hanno popolato i continenti. Senza contare che rimane ancora molto da immaginare e da sognare. Questo libro riempie queste lacune e trascina il lettore lungo un percorso inconsueto tra geografia, storia e letteratura. Eccellente e gradevolissima la scrittura”.

Vincitore della sezione “Finestra sulle Venezie, per opere riguardanti aspetti della civiltà, della cultura territoriale ed ambientale del mondo veneto è “Lagunario” (Editrice Santi Quaranta, 2016) della giornalista e autrice veneziana Isabella Panfido, che ci guida da un’isola all’altra della Laguna veneziana, tracciando per ognuna una mappa singolare ed esauriente. Ciò che ha convinto i giurati è stata la capacità di tracciare “Un inconsueto percorso tra le isole minori e misconosciute della laguna, per ciascuna delle quali vengono delineati, con acuta leggerezza e abili tratti, storia, paesaggio, caratteristiche naturali, che si trasformano in deliziosi “miti” e piccole storie, tra tradizione orale e immaginifica fantasia (…)”.

Le tre opere vincitrici, scelte dalla Giuria tra 132 opere provenienti da 71 case editrici, si contenderanno nel corso della Cerimonia delle Premiazioni che si terrà al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (TV) il 18 novembre 2017, il Super Premio “La Voce dei Lettori” del valore di 3 mila euro, assegnato dalla Consulta dei Lettori, giuria popolare composta da 40 membri scelti in ambito triveneto che rappresentano uno spaccato della società civile: studenti universitari e degli istituti superiori; persone appartenenti al mondo della cultura, della ricerca, dell’economia, dell’associazionismo ambientale e naturalistico; assidui frequentatori di biblioteche e/o librerie; ecc.

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

Quest’anno la Giuria del Premio ha deciso di assegnare anche un Premio speciale della Giuria all’ammirevole densa opera “Guant. L’abbigliamento tradizionale in Val di Fassa” a cura di Fabio Chiocchetti (Istitut Cultural Ladin Editore), “Libro che incanta per la professionalità, la completezza della realizzazione, il fascino che l’argomento trattato emana, per l’alone da leggenda dolomitica di Carlo Felice Wolf che s’insinua tra le pieghe delle lunghe gonne e i preziosi pizzi di polsini e colletti. Raccolta poderosa sulla storia e sull’evoluzione dell’abbigliamento tradizionale della Valle ladina di Fassa dalle origini fino ai giorni nostri. L’opera (in due tomi, 670 pagine e 700 illustrazioni) è straordinariamente ricca, voluta dall’Istitut Cultural Ladin e dalla Regione Autonoma Trentino Alto Adige con il coordinamento di Fabio Chiocchetti che ha diretto un lavoro corale di ben 110 studiosi e ricercatori pescati anche nel vivaio valligiano”.

SEGNALATI

La Giuria, visto il notevole valore di altre opere pervenute, ha anche ritenuto di segnalare altri qualificati volumi: nella sezione “Montagna: cultura e civiltà” il volume “I villaggi dai rami di rovo. Viaggio nel trentino del terzo millennio”, di Alberto Folgheraiter e Gianni Zotta (Curcu & Genovese Editore), nella sezione “Esplorazione – viaggi” “Storie di uomini e di fiumi. Lungo le rive del Fiume Azzurro cercando la Cina di ieri e di oggi” di Stefano Cammelli (Società Editrice Il Mulino), e nella sezione “Finestra sulle Venezie” “Ti presento Venezia…” di Paolo Mameli (Editoriale Programma).

Giovedì 25 maggio 2017 alle ore 19.00 presso il Parco Gambrinus di San Polo di Piave, l’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti” in collaborazione con Michael Edizioni, è particolarmente lieta di inaugurare “I GIOVEDI’ LETTERARI” con la presenza dello straordinario autore, SERGIO BAMBARÉN, “scrittore dell’anima”.

A presentare la serata sarà Mirella Tenderini, scrittrice, curatrice editoriale e membro della Giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

In tale contesto, sarà presentato il cofanetto intitolato “Pensieri ai confini del mare” preziosa raccolta di frasi inedite dello scrittore peruviano, Sergio Bambarén, inserite in una splendida cornice di immagini realizzate dalla raffinatissima fotografa, Ecaterina Leonte, edito dalla benemerita Casa Editrice Michael Edizioni di Treviso, che ha pure stampato il calendario 2017 utilizzando le medesime immagini.

Si tratta di un’occasione eccezionale da non perdere ad ingresso libero, alla quale seguirà un brindisi finale con vari assaggi proposti dal Ristorante Gambrinus di San Polo di Piave, abbinati ai vini offerti dal Consorzio Prosecco Doc e dal Consorzio Vini Venezia.

Per maggiori informazioni:
tel. +39 0422 855609 – email: info@premiomazzotti.it

Per motivi organizzativi è gradita la prenotazione

 


Note bio-bibliografiche dell’autore:

Sergio Bambarén, è un autore naturalizzato australiano, nato in Perù e vissuto molti anni negli Stati Uniti.

Esperto surfista, sensibile alle battaglie ecologiste per la salvaguardia dei mari, si stabilisce a Sydney in Australia dove ha lavorato come responsabile vendite per una multinazionale.

Dopo parecchi anni vissuti in Australia si concede una pausa viaggiando per il sud-est asiatico e la costa africana nonché in Europa sempre in cerca dell’onda perfetta.

E’ stato in Portogallo, in una meravigliosa spiaggia circondata da foreste di pini chiamata Guincho, dove ha scoperto il significato profondo dell’esistenza e ha trovato un amico davvero speciale: un delfino solitario che gli ha ispirato il suo primo romanzo di grande successo “Il Delfino” best-seller tradotto in tutto il mondo con oltre 11 milioni di copie vendute di cui 2 milioni solo in Italia e tradotto in 40 lingue e dialetti.

Ha poi scritto una trentina di opere tra cui L’onda perfetta, Il guardiano del faro, Il fiume di cristallo, La casa di luce e Beati i sognatori pubblicati in Italia da Sperling & Kupfer.

È appena uscito in Italia, il suo ultimo libro “Storia della piccola volpe che mi insegnò il perdono”, un inno ecologico teso a suscitare nell’umanità la consapevolezza del danno che stiamo arrecando alla nostra casa comune, la terra.

La conoscenza dell’ambiente marino e la volontà di salvaguardare i cetacei hanno reso Sergio Bambarén vice-presidente dell’Organizzazione Ecologista Mundo Azul (Blue World) e lo hanno spinto a viaggiare continuamente, nello sforzo costante di preservare gli oceani e le creature che li abitano.

I suoi numerosissimi fan sparsi in tutto il mondo lo seguono su Facebook: Sergio Bambarén.

Trentino Alto Adige protagonista nelle opere vincitrici delle Sezioni “Alpinismo” ed “Ecologia e Paesaggio”. Per l’“Artigianato” vince il volume fotografico dedicato alle Maestranze del Teatro musicale, un viaggio ‘Dietro le quinte’ tra Venezia, Verona, Milano e Torino.

Premiati “Ski Spirit. Sciare oltre le piste” di Giorgio Daidola, torinese docente all’Università di Trento, “Sulla via dell’orso. Un racconto trentino di uomini e natura” di Anna Sustersic e Filippo Zibordi e “Il bel mestiere. Artigiani e maestranze nel teatro dell’opera” Clizia Gurrado (già autrice di “Sposerò Simon Le Bon” nel 1985) e Laila Pozzo.

Le tre opere si contenderanno il Premio Finale “SAN POLO – La Voce dei Lettori”, che sarà assegnato dalla Consulta dei Lettori sabato 19 novembre al Parco Gambrinus di San Polo di Piave – Treviso.

Novità di quest’anno, saranno assegnati anche due Premi speciali della Giuria a “Guide & clienti. Stessa corda | Stessa passione” di Paolo Ascenzi e Alessandro Gogna (Sezione Alpinismo) e a “Paesaggi di villa. Architettura e giardini nel Veneto” di Giuseppe Rallo, Mariapia Cunico e Margherita Azzi Visentini (Sezione Ecologia e Paesaggio).

La Giuria ha anche ritenuto di segnalare altri qualificati volumi: nella sezione “Alpinismo” “Alfabeto verticale. La montagna e l’alpinismo in dieci parole” di Franco Brevini (Società editrice Il Mulino), “Sulla cima dell’Everest. Dal primo tentativo di ascensione al disastro del 2014” di Jon E. Lewis (Newton Compton Editori), “Alpinismo pionieristico tra Lecco e Valsassina” di Pietro Buzzoni, Giacomo Camozzini, Ruggero Meles (Bellavite Editore); nella sezione “Ecologia e Paesaggio” “La luna è dei lupi” di Giuseppe Festa (Salani Editore), “I paesaggi dell’Italia Medievale” di Riccardo Rao (Carocci Editore); nella sezione “Artigianato di Tradizione” “Le artigiane della moda e la creatività femminile. Le esposizioni dei lavori femminili a Firenze, Parigi e Milano (1871-1890 – 1902-1906)” a cura di Zeffiro Ciuffoletti (Aska Editore), “Fare è innovare. Il nuovo lavoro artigiano” di Stefano Micelli (Società editrice Il Mulino) e “Artigianato ligure tra antichi mestieri ed eccellenze” a cura di Paola Castellazzo e Paolo De Ferrari (De Ferrari Editore).

Annunciato anche il podio del “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti Juniores” Se nell’edizione precedente era stato espanso il territorio di riferimento, invitando alla partecipazione anche gli istituti superiori di Slovenia e Croazia, quest’anno è stata introdotta un’altra innovazione: la possibilità di partecipare con un testo scritto ma anche con un filmato. Il podio dunque si sdoppia, con tre vincitori per la sezione letteraria e tre per la sezione video.

Nella sezione letteraria spiccano gli studenti del liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso: primo premio a “Se” di Eleonora Fabris della classe II H e terzo premio a “Cosa pensiamo del Veneto” di Francesco Dalto della classe IV H; il secondo premio è stato invece assegnato a “Il dio del mare” di Luca Maggio Zanon della classe II B del liceo classico “Stellini” di Udine.

Per la sezione video sono stati selezionati invece “Salviamo San Salvaro” della classe II AS indirizzo scientifico del liceo “Giovanni Cotta” di Legnago, Verona (primo), “Pola veneziana” del Gruppo artistico culturale (S)CONOSCIUTI della scuola media superiore italiana “Dante Alighieri” di Pola – Croazia (secondo) e “Giro-vogando per Padova” di Gioia Scarabellin e Arianna Varetto della classe III AT dell’istituto alberghiero Ipssar “Pietro d’Albano” di Abano Terme, Padova.

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Nel 2017 la nostra Associazione celebrerà i suoi primi 35 anni di attività che si focalizza attorno al Premio GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI” e all’organizzazione di varie manifestazioni e iniziative collaterali quali tavole rotonde, incontri-dibattito, convegni, seminari, mostre e pubblicazioni incentrate sulla valorizzazione della montagna in particolare e in generale dell’ambiente e del paesaggio, dei Beni Culturali e il recupero delle testimonianze recenti e remote della civiltà veneta vista in ogni sua espressione.

Tale grande progetto ha potuto realizzarsi soprattutto grazie all’apporto dei nostri soci e simpatizzanti e per tale ragione vogliamo ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno sostenuto i nostri sforzi, lieti di poterne accogliere altri.

In questo momento storico in cui purtroppo si continuano a generare squilibri, la nostra azione portata avanti con passione, rigore, umiltà e determinazione, liberi da qualsiasi condizionamento, costituisce comunque un pur modesto ma nobile significativo tentativo per correggere la rotta sensibilizzando e mobilitando l’opinione pubblica su tali problematiche quanto mai d’attualità. Per farlo abbiamo bisogno del tuo convinto solidale sostegno. Rinnova oggi stesso la tua adesione alla nostra Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti” compilando l’allegata scheda di iscrizione 2016. Saremo molto lieti di annoverarti tra i nostri soci e di poter contare sul tuo contributo di conoscenze ed esperienze professionali che renderà certamente più concreto e incisivo il nostro lavoro basato essenzialmente in un volontariato attivo di persone impegnate a lasciare una traccia profonda nel panorama culturale contemporaneo.

La quota associativa annuale, destinata essenzialmente ai sei Premi assegnati ad autori di libri di montagna, alpinismo, esplorazione-viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e sulla civiltà veneta in senso lato, è di € 50,00 per i Soci ordinari; il contributo per chi intende divenire Socio sostenitore è lasciato alla libertà di ognuno.

Per valorizzare maggiormente i nostri soci e simpatizzanti abbiamo avviato da quest’anno più occasioni d’incontro, coinvolgimento e aggiornamento sull’attività svolta abbinando una stimolante serie di benefici:

– sconto del 50% in occasione del Dinner Party;

– sconto del 20% ai Dinner Party abbinati ai GIOVEDI’ LETTERARI;

– sconto del 15% per i pasti consumati al Parco Gambrinus;

– sconto del 10% sugli acquisti alla Bottega Gambrinus;

– sconto del 10% sugli acquisti effettuati presso il nostro partner, Bravi di Conegliano.

Per facilitare l’ingresso di nuovi soci abbiamo ritenuto opportuno prorogare la Campagna Tesseramenti 2016 fino al prossimo 20 luglio.

Con queste nuove iniziative tese ad allargare la platea dei soci e ad avvicinare nuovi simpatizzanti, auspichiamo infine di far affluire nuove risorse per assicurare al Premio un livello  di assoluto prestigio in ambito nazionale e internazionale.