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Quando si parla di valorizzazione della cultura veneta a tutto tondo, è quasi impossibile non citare almeno una volta Giuseppe Mazzotti. 

Se oggi il radicchio rosso e il Prosecco sono conosciuti in tutto il mondo, se le Ville Venete, alcune tradizioni popolari e molti paesaggi naturali sono stati salvati dall’oblio o dal degrado, un po’ di merito va alla passione e alla perseveranza del buon Bepi Mazzotti.

Fu una battaglia, la sua, vissuta quasi sempre in solitaria, potendo contare solo sul sostegno morale e culturale della cerchia di brillanti personalità e amici di una vita: da Andrea Zanzotto a Dino Buzzati, da Mario Rigoni Stern a Orio Vergani.

E seppur per il suo impegno ottenne pochissimi riconoscimenti in vita, questo non lo dissuase dal continuare la sua opera di valorizzazione della cultura veneta. Con mille battaglie, per molte delle quali fu un vero pioniere.

La valorizzazione dell’enogastronomia veneta

radicchio rosso valorizzazione cucina veneta Giuseppe Mazzotti

Mazzotti è stato il primo promotore dell’enogastronomia veneta e sicuramente uno dei suoi più grandi estimatori e conoscitori.

Al termine della Seconda guerra mondiale, lancia il primo Festival dedicato alla cucina veneta e si fa portavoce di una sfida rivoluzionaria per l’epoca: convincere il mondo intero che quella cucina considerata semplice e povera sia un patrimonio da preservare e valorizzare.

Comincia dal Km 0, dalla sua terra, e presto riesce a conquistare l’attenzione degli chef dell’epoca, che iniziano a introdurre nelle loro creazioni spunti presi dai piatti e dagli ingredienti tipici del territorio.

Parliamo del radicchio rosso, dell’asparago bianco, dei funghi del Montello, che valicati i confini territoriali diventano protagonisti dei piatti più raffinati e innovativi.

Quest’opera di valorizzazione coinvolge ovviamente anche molti vini autoctoni. 

Chi non conosce le Strade dei Vini diffuse oggi in tutta Italia? Eppure pochi sanno che la prima fu creata proprio dal Mazzotti, quando dirigeva l’Ente provinciale per il Turismo di Treviso.

Dalle Ville Venete alla promozione dell’arte

Ville venete valorizzazione cultura veneta Giuseppe Mazzotti

Anno 1952. La prima mostra sulle Ville Venete. Mazzotti condivide il frutto della sua ricerca fotografica e catalografica, cercando di attrarre l’interesse dell’opinione pubblica su un patrimonio inestimabile quando abbandonato a se stesso. 

La mostra-denuncia fa il giro del mondo, genera attenzione e coinvolgimento. Nel frattempo il buon Bepi continua la sua avventura di scoperta e catalogazione con una passione tale che l’amico Orio Vergani lo definirà affettuosamente Il Robinson delle ville venete. Alcuni anni più tardi, nel ’58, i suoi sforzi si concretizzeranno con la nascita del primo Ente, che oggi prende il nome di Istituto Regionale delle Ville Venete.

Con lo stesso entusiasmo, Giuseppe Mazzotti si impegna nel promuovere e valorizzare il patrimonio artistico veneto. Organizza mostre su grandi pittori come Cima da Conegliano, Giorgione o Bellini. E nello stesso, dà visibilità agli artisti contemporanei: da Arturo Martini a Toni Benetton, da Sante Cancian a Guido Rossi.

La difesa del paesaggio e delle tradizioni venete

Dai canti popolari alle tecniche artigianali meno conosciute, passando per paesaggi naturali a rischio: per la loro difesa Mazzotti impegna tutti i suoi talenti.

Organizza esposizioni, scrive articoli e saggi, scatta migliaia di fotografie, un archivio – custodito dalla Fondazione Mazzotti – che oggi ancor più di allora ha un valore documentario innegabile.

Trascorre letteralmente la vita in prima linea per il sapere e la bellezza della sua terra.

E se oggi esiste un movimento “istituzionalizzato” di valorizzazione della cultura veneta e di salvaguardia del territorio, composto da decine di Enti e Associazioni, sarebbe ingiusto non attribuire una parte del merito agli sforzi e alle imprese in cui il Mazzotti si cimentò, più di 70 anni fa.

 

Finestra sulle Venezie” – la sezione del premio che ogni due anni seleziona le migliori opere sulla cultura veneta, sotto l’aspetto culturale, artistico ed enogastronomico – vuole proprio essere un omaggio a un uomo che ha consacrato la sua vita alla difesa e alla valorizzazione della cultura e del Veneto.

E anche un modo per premiare chi oggi continua la sua missione.

Scopri alcune delle opere premiate nella sezione “Finestra sulle Venezie” del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.

Chi porta oggi avanti il lavoro di salvaguardia ambientale, tema particolarmente caro al Mazzotti?

Per scoprirlo, ti invitiamo ad Asiago (VI) venerdì 20 e sabato 21 settembre, per una due giorni tutta dedicata all’ambiente.

L’iniziativa  – legata al progetto “Mazzotti Contemporaneo”, coordinato dal giornalista e storico direttore di Airone Salvatore Giannella – è organizzata in collaborazione con il Premio Rigoni Stern e patrocinata dal Comune di Asiago, con il supporto del Fondo Ambiente Italiano (F.A.I.), del Club Alpino Italiano (C.A.I) e del Touring Club Italiano (T.C.I.), e degli sponsor Stiga Spa, Valcucine, Driade, FontanaArte e Toscoquattro.

 


IL CONVEGNO

Si comincia venerdì 20 settembre con un momento di analisi della situazione attuale mondiale e dei futuri approcci possibili.

Il convegno “Mai più l’ambiente preso in giro” (titolo che parafrasa l’opera di Mazzotti “La montagna presa in giro”, del 1931), in programma alle 17.00 al Teatro Millepini di Asiago, sarà introdotto dal sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern, dal presidente del Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi Sergio Frigo, dal presidente del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” Roberto De Martin, dal coordinatore del progetto “Mazzotti Contemporaneo” Salvatore Giannella e dai rappresentanti del Fondo Ambiente Italiano, del Club Alpino Italiano e del Touring Club.

Interverranno Luca Mercalli, noto meteorologo (ospite fisso di Che tempo che fa – Rai 1), che analizzerà il mutamento climatico in atto suggerendo possibili rimedi, il glaciologo e climatologo Claudio Smiraglia, che tratterà il tema della fuga dei ghiacciai, il Premio Nobel 2007 per l’Ambiente Richard Samson Odingo (già Premio Honoris Causa 2009 Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”), che si concentrerà sull’impatto dei mutamenti climatici sull’Africa, e l’entomologo docente alla Pontificia Università di Quito (Ecuador) e promotore della “Foundacion Otonga” Padre Giovanni Onore, che valuterà invece la situazione nel continente americano.

 


IL PREMIO “LAMPADIERI DELL’AMBIENTE”

I lavori riprenderanno sabato 21 settembre alle 9.30 al Teatro Millepini, con l’annuncio dei nomi dei quattro “Lampadieri dell’Ambiente”, ovvero “quattro personalità che, a vario titolo, si battono per la salvaguardia del clima e dell’ambiente”.

Si tratta di un’iniziativa legata al progetto “Mazzotti Contemporaneo” pensata per dare il giusto merito a chi si impegna oggi a portare avanti l’azione di tutela dell’ambiente cominciata oltre 70 anni fa dal Mazzotti.

Ecologista, cacciatore di teste, marketing manager… fu queste e molte altre cose Giuseppe Mazzotti, prima che queste professioni fossero codificate, visse, si potrebbe dire, con 40 anni (e forse anche qualcuno in più) di anticipo: il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, a lui dedicato, quest’anno si è proposto di valorizzare la carica anticipatoria dell’intellettuale trevigiano sviluppando con l’agenzia trevigiana Koiné Comunicazione il progetto video Mazzotti contemporaneo, che è stato presentato ufficialmente allo Spazio Regione Veneto all’Hotel Excelsior al Lido di Venezia sabato 31 agosto, durante la 76^ Mostra internazionale d’arte cinematografica.

Alla presentazione dei primi tre video (che fanno parte di un progetto globale di nove) sono intervenuti il presidente del Premio Roberto De Martin, il giornalista e coordinatore del progetto Mazzotti contemporaneo (in cui rientrano i filmati) Salvatore Giannella, le ideatrici del format video Ilaria Tonetto e Alessandra Gobbo dell’agenzia Koiné Comunicazione; ha coordinato l’incontro la giornalista Elena Filini.

L’obiettivo è quello di riscoprire la capacità di innovare e precorrere i tempi di Mazzotti e i tre filmati proposti sabato 31 agosto puntano i riflettori su altrettanti specifici suoi ambiti di interesse. Con il primo, Mazzotti contemporaneo – L’ecologista si esplora la non comune attenzione di Bepi Mazzotti per l’ambiente e il paesaggio capace di tradursi in azioni concrete e interventi determinanti, il suo essere “ecologista” prima che l’ecologia entrasse nella sensibilità comune. Il secondo, su cui verrà posto l’accento al Lido, è intitolato Mazzotti contemporaneo – Il Robinson delle ville venete, riprendendo la definizione che diede di lui Orio Vergani sul Corriere della Sera: nel dopoguerra Mazzotti intuì che Veneto e Friuli Venezia Giulia possedevano un patrimonio unico e inestimabile, le ville venete, che versava in un profondo degrado; per sensibilizzare l’Italia e il mondo intero organizzò una grande mostra fotografica itinerante che aprì gli occhi all’opinione comune e portò all’istituzione dell’Ente per la salvaguardia delle Ville Venete (oggi evolutosi nell’Istituto Regionale Ville Venete). Il terzo, Mazzotti contemporaneo – Il tracciatore di vie, infine, riguarda la montagna: negli anni Cinquanta gli scalatori affrontavano le alture in una logica di sfida, con l’ambizione di raggiungere la vetta ad ogni costo, ma Mazzotti, che fu un abile alpinista prima e un acuto giornalista di montagna poi, già metteva in guardia esperti e turisti sul fatto che l’ambiente montano andava affrontato con responsabilità e rispetto.

autori e libri di viaggio ed esplorazione centroamerica

Apriamo questo articolo dedicato ai libri di viaggio ed esplorazione legati al Premio Gambrinus Mazzotti con una provocazione: se tutto il mondo è già stato esplorato che futuro ha la letteratura di viaggio e d’esplorazione?

Il giornalista Giovanni Caprara ci inviterebbe a puntare gli occhi oltre il cielo ipotizzando un futuro sbarco dell’uomo su Marte, a cinquant’anni dall’anniversario di quello sulla Luna.

libri di viaggio ed esplorazione Premio Gambrinus Mazzotti 2017 Alessandro Vanoli, L’ignoto davanti a noi Il senso della nostra provocazione però è un altro ed è contenuto nel saggio di Alessandro Vanoli, L’ignoto davanti a noi, ultimo vincitore per la sezione “Esplorazione – Viaggi” (2017).

Nella sua opera, Vanoli riprende vari viaggi di esplorazione – reali, letterari o immaginari – per invitarci a ragionare sul concetto di ignoto e di viaggio, sul desiderio – quasi necessità – dell’uomo di scoprire terre nuove, fuori o dentro la propria mente.

Dopotutto, non è forse lo scopo stesso della letteratura e della lettura la scoperta del non conosciuto?

Con questa domanda, ti auguriamo buona lettura.

Autori e libri di viaggio ed esplorazione premiati

Chi conosce la vita di Giuseppe Mazzotti, a cui il Premio è dedicato, saprà che anche lui a suo modo è stato un esploratore.

Negli anni la Giuria del Premio ha avuto il privilegio e la fortuna di leggere, premiare e segnalare alcuni dei principali libri e autori della letteratura di viaggio ed esplorazione.

Partendo da Freya Stark, pioniera del travel writing, che ha trascorso buona parte della vita tra il Medio Oriente e Asolo (TV).

Libri di viaggio ed esplorazione grandi esploratori legati al Premio Mazzotti Freya Stark

libri di viaggio ed esplorazione Thor Heyerdahl esploratore Premio Letterario MazzottiUn altro grande esploratore a cui il Premio Gambrinus Mazzotti ha reso omaggio è l’antropologo e navigatore norvegese Thor Heyerdahl, protagonista di innumerevoli imprese, tra cui l’audace traversata del Pacifico sulla zattera precolombiana Kon Tiki.

Con il suo Il mistero delle Maldive, Premio Speciale della Giuria nel 1988, ci guida alla scoperta del ruolo di queste isole nel passato, rivelando tracce del passaggio di popoli antichi, tra simboli solari e piramidi mesopotamiche.

Gli oceani: tra naufragi e scoperte

Altro libro di viaggi che ha come cornice l’oceano è l’opera dello scrittore Nathaniel Philbrick Il cuore dell’Oceano che ripercorre la vera e tragica storia della baleniera Essex, fonte di ispirazione per Herman Melville per il suo Moby Dick.

Di un altro naufragio realmente avvenuto, questa volta nelle gelide acque del Mar Artico, racconta Jennifer Niven con Prigionieri dei ghiacci.

Il richiamo dell’Himalaya

libri di esplorazione viaggi

Molto al di sopra del livello del mare, sono invece ambientati i libri di viaggio ed esplorazione di Giancarlo Castelli Gattinara (Viaggio in Himalaya) e Christofer Hale (La crociata di Himmler), che ci offrono storie di viaggio e punti di vista completamente diversi dell’Himalaya presente, seppure sullo sfondo, anche nell’opera Tre tazze di Tè di Greg Mortenson e David Oliver Relin.

Libri di viaggio per il Centroamerica

autori e libri di viaggio ed esplorazione centroamerica

Facendo un salto dall’altra parte del mondo troviamo alcuni esempi di letteratura di viaggio legati al Centroamerica nelle opere di Luis Sepúlveda (Patagonia Express), Pino Cacucci (Le balene lo sanno) e Silvia Metzeltin – per diversi anni membro della Giuria –, autrice insieme al marito Gino Buscaini di Patagonia.

Libri di esplorazione “locali”

Tornando a casa nostra, segnaliamo due autori che sono stati premiati e riconosciuti per la capacità di regalarci uno sguardo nuovo sul conosciuto.

Parliamo del giornalista e viaggiatore Paolo Rumiz, che con Morimondo ci rivela aspetti inediti del fiume Po, facendoci incontrare nel suo racconto di viaggio alcuni personaggi e personalità che il fiume lo vivono e lo amano.

libro di esplorazione e viaggio Morimondo Paolo Rumiz Premio letterario Mazzotti


L’antropologo Giovanni Kezich con
Carnevale Re d’Europavincitore nella sezione “Esplorazione – Viaggi” 2015 e del Premio Veneto Banca “La voce dei lettori” – ci accompagna invece alla scoperta di una festa tra le più conosciute, individuando rituali e radici comuni dei popoli europei, frutto di una ricerca antropologica sul campo durata otto anni.

letteratura di viaggio ed esplorazione Carnevale Re d'Europa Premio Letterario Mazzotti

Concludiamo questo giro del mondo della letteratura di viaggio ed esplorazione ricordando che a ottobre durante la cerimonia di premiazione verrà indicato il vincitore della sezione “Esplorazione – Viaggi” del Premio Gambrinus Mazzotti (XXXVII edizione) e insieme verranno comunicati i vincitori del Premio Juniores, che quest’anno ha come tema proprio il viaggio.

giovani attivisti ecologisti premio juniores Mazzotti

Ragazzi che cambiano il mondo, giovani attivisti che un po’ già lo hanno cambiato e che sono destinati a farlo. Noi abbiamo voluto chiamarli la Changeneration, la generazione del cambiamento.

Ringraziamo Greta Thunberg perché oltre a essere riuscita a far ascoltare le sue idee ha rivelato al mondo adulto – europeo, ma soprattutto italiano – l’esistenza di un enorme movimento di giovani impegnati attivamente nel cambiare davvero il mondo.

Tra di loro, ci sono alcuni giovani attivisti che con la loro tenacia, energia e a volte incoscienza sono riusciti a coinvolgere altri ragazzi, realizzando insieme qualcosa di grande.

Scopriamone qualcuno.

Melati e Isabel Wijsen (17 e 15 anni, Indonesia)

Melati e Isabel sono due sorelle balinesi che si sono messe in testa di liberare il mondo dalla plastica. Insieme hanno creato nel 2013 Bye Bye Plastic Bags.

Per cambiare il mondo da qualche parte bisogna pur cominciare e le due giovani attiviste scelgono di farlo partendo dalle buste di plastica, una sfida alla portata di due ragazze che all’epoca avevano rispettivamente 10 e 12 anni.

Cominciano da casa loro, dalle spiagge di Bali e dell’Indonesia, paese con il più alto tasso di rifiuti di plastica dopo la Cina.

Con il sorriso e la tenacia, riescono a ottenere il permesso per promuovere la loro causa all’Aeroporto di Bali. Arrivano a raccogliere 100.000 firme, ma non ottengono nessuna reazione dal Governo.

Ispirate da un viaggio alla casa del Mahatma Gandhi, decidono di cominciare uno sciopero della fame e tempo 24 ore riescono finalmente a essere invitate dal governatore, che si prende l’impegno di liberare Bali dalle buste di plastica in 4 anni.

Sono le stesse Melati e Isabel ha raccontare in un TED Talk la loro storia e missione:

Per chi non parla inglese sono disponibili i sottotitoli in italiano.

Katie Eder (19 anni, Stati Uniti)

Divoratrice di libri, a tredici anni Katie fonda Kid Tales, un’associazione non-profit che offre gratuitamente ai bambini dei corsi di scrittura creativa tenuti da adolescenti.
Dalla sua fondazione, Kid Tales è riuscita a coinvolgere più di 400 ragazzi-insegnanti e pubblicato più di 90 antologie con le storie scritte dagli stessi bambini dei corsi.

Insieme ad altri studenti della sua scuola, organizza poi 50 Miles More, una serie di
lunghe marce collettive contro la presenza di armi, dentro e fuori le scuole.

Queste esperienze le confermano che i ragazzi della sua generazione, insieme, possono davvero cambiare le cose.
Fonda così Future Coalition, un network di giovani e studenti che riunisce più associazioni giovanili. L’obiettivo è sostenere le idee dei ragazzi per “un futuro migliore e più sicuro”, facendo massa critica per smuovere gli adulti e cambiare il mondo.
Idea dopo idea.

Aran Cosentino (17 anni, Italia)

Aran Cosentino vive in un piccolo comune friulano al confine con la Slovenia, Savogna.

A 14 anni, scopre per caso su internet che una società intende costruire un mini impianto idroelettrico sul vicino torrente Alberone.

Quello che non convince Aran è l’utilità della piccola centrale elettrica, considerata la portata modesta e irregolare del torrente. In più, l’Alberone è uno dei pochi torrenti incontaminati dell’arco alpino, “casa” per molte specie protette.

Fonda quindi un gruppo Facebook e poi un comitato locale, gli “Amici del torrente Alberone”, composto al principio dagli abitanti del territorio, fino a quel momento ignari dell’esistenza del progetto regionale.

Coinvolge nella sua battaglia anche altri comitati dell’arco alpino e associazioni ambientaliste come il WWF e Legambiente. Grazie al loro supporto, viene presentata alla Regione una petizione che dimostra l’impatto ambientale e la scarsa utilità della centrale.

Aran vince la sua – prima – battaglia e Legambiente lo premia nel 2017 con il riconoscimento “Bandiera verde – Buona pratica nel territorio alpino”.

Xiuhtezcatl Roske-Martinez (19 anni, Stati Uniti)

Xiuhtezcatl (il nome è azteco) è il giovane portavoce di Earth Guardians, un’associazione che invita i ragazzi a unirsi e a impegnarsi in prima persona per l’ambiente.

In pochi anni, gruppi di Guardiani della Terra spuntano in tutto il mondo, portando avanti in autonomia micro progetti locali e sensibilizzando altri giovani attraverso l’arte e la musica – lo stesso Xiuhtezcatl ha composto diversi brani hip hop con tematiche ecologiste.

Oggi l’associazione è formata da 264 Crew distribuite in 50 paesi del mondo, ha formato più di 10.000 giovani leader e continua a crescere.

Il segreto di questo successo lo si deve anche alle idee e alla verve di Xiuhtezcatl che a 15 anni era già stato invitato a parlare di fronte ai leader mondiali alle Nazione Unite, ricevendo dall’ex presidente Obama il premio “Youth Change Maker of The Year”.

Rene Silva (24 anni, Brasile)

Dalle favelas di Rio de Janeiro a giovane attivista più influente della comunità brasiliana.

Nato in uno dei più poveri agglomerati urbani di Rio, Rene comincia a fare attivismo prestissimo e anche lui riesce a far conoscere il suo messaggio grazie alla risonanza sui social media.

A 11 anni, fonda un giornale chiamato Voz das Comunidades che contiene articoli sulle favelas, inaccessibili per gli operatori dei media tradizionali.

L’obiettivo del giornale è “mostrare il bello e il brutto delle favelas” sensibilizzando chi vive al di fuori di quel mondo ma anche gli stessi abitanti.

Grazie all’impegno dei volontari del periodico, vengono realizzate moltissime iniziative culturali e sportive così come campagne di prevenzione delle malattie e contro l’abbandono scolastico.

Voz das Comunidades è diventato così la voce delle favelas e anche un punto di riferimento per le notizie in tempo reale, grazie a Twitter e ai gruppi whatsapp formati dai giovani del territorio.

Letteratura di viaggio ed esplorazione Premio letterario Giuseppe Mazzotti

Tra le varie sezioni che si alternano ogni due anni, il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” ha voluto riservare un particolare riconoscimento alla letteratura di viaggio ed esplorazione.

La ragione di questa scelta è presto detta.
Giuseppe Mazzotti, a cui il premio è dedicato, fu a suo modo un esploratore e un pioniere.

Nel 1932, per primo scalò la parete Est del Cervino, montagna alla quale dedicherà l’opera Grandi imprese sul Cervino.
Due anni dopo, come cronista del Resto del Carlino, partecipò alla spedizione italiana sulle Ande, esplorando in particolare il Cerro Aconcagua, la vetta più alta di tutto il continente americano.

Chi volesse provare l’emozione di trovarsi a 6.962 metri di altezza, su uno dei tetti del mondo, può godersi qui sotto un piccolo tour virtuale sulla cima dell’Aconcagua.

Esplorazione meno avventurosa, ma crediamo altrettanto emozionante, è quella che Mazzotti condusse alla ricerca delle Ville Venete, molte delle quali nascoste, decadenti, irriconoscibili, talvolta persino trasformate in fienili.

La sezione “Esplorazione – Viaggi” del premio è quindi dedicata al suo spirito curioso e al suo impegno divulgativo.

Qualità che siamo sicuri abbiano animato anche il grande Folco Quilici e che animano tutt’oggi il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, entrambi in passato membri prestigiosi della Giuria e figure molto simili al Mazzotti.

LETTERATURA DI VIAGGIO ED ESPLORAZIONE – INVITO ALLA LETTURA

Sono tantissimi i libri legati alla letteratura di viaggio ed esplorazione che hanno concorso per il premio dalla sua prima edizione nel 1983.

Qui vogliamo presentare solo una piccolissima selezione di tre opere, riservando a un prossimo articolo una rassegna più estesa dei libri premiati e segnalati.

Il primo libro che presentiamo – per chi non lo avesse già letto – è Isabelle, amica del deserto, opera di Mirella Tenderini, scrittrice, traduttrice, voce esperta di letteratura di viaggio e dal 2015 membro della giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.

Isabelle amica del deserto mirella tenderini premio gambrinus giuseppe mazzotti letteratura di viaggio ed esplorazione

Con Isabelle, amica del deserto ripercorriamo gli intrepidi percorsi della vita di Isabelle Eberhardt.

Tra esplorazioni nel deserto, scorci nella vita delle comunità del Maghreb, scontri con i ribelli, sospetti di spionaggio e infuocate relazioni amorose, Mirella Tenderini ci invita alla scoperta di una donna libera e intraprendente, che all’inizio del Novecento viaggiò per il Nord Africa travestita da cavaliere arabo per poter accedere a territori altrimenti interdetti alle visitatrici europee.

 

Il secondo libro che segnaliamo è In Asia di Tiziano Terzani che ci porta a scoprire le mille facce, molte delle quali sconosciute, di un continente ricco di contrasti e bellezza.

premio letterario letteratura di viaggi In Asia Tiziano Terzani Premio Gambrinus Mazzotti

Al grande giornalista e scrittore, è dedicato un prestigioso premio letterario che si tiene ogni anno a Udine.

 

L’ultimo libro di viaggio che consigliamo è Antartide. Inferno e Paradiso, opera con la quale Reinhold Messner racconta una delle sue leggendarie imprese: la traversata delle fredde e inospitali terre polari (3.000 km in 120 giorni) insieme all’amico Arved Fuchs.
Un testo interessante che coniuga l’avventura in terre inesplorate con l’esplorazione dei limiti e delle emozioni umani, scopo non secondario della letteratura di viaggio ed esplorazione.

viaggi ed esplorazioni antartide premio letterario Mazzotti Gambrinus

Nel prossimo articolo approfondiremo gli autori e i libri di letteratura di viaggio ed esplorazione premiati durante gli anni.

 

Il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, prestigioso concorso “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie sulla civiltà veneta”, sarà presentato sabato 11 maggio alle 14.30 nello stand della Regione del Veneto (Padiglione 3S-101) al Salone Internazionale del Libro di Torino, nell’ambito della Rete dei premi letterari del Veneto. All’incontro parteciperanno il presidente del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” Roberto De Martin e il segretario Antonio Beltrame, che illustreranno andamento e novità della XXXVII edizione del riconoscimento dedicato alla figura e all’opera di Giuseppe Mazzotti, eclettico intellettuale trevigiano che scrittore, alpinista, gastronomo, salvatore delle ville venete, per lunghi anni consigliere del Touring Club Italiano.
Il Premio partecipa da diversi anni assieme alla Regione del Veneto al Salone Internazionale del Libro di Torino: la costante presenza a questo fondamentale appuntamento del settore letterario concorre a rafforzare la percezione di cui il riconoscimento gode livello nazionale.

Ancora tre settimane di tempo per gli allievi degli istituti superiori di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Slovenia e Croazia che desiderano partecipare al Premio Giuseppe Mazzotti Juniores.
La scadenza del bando è stata prorogata al 22 maggio2019: gli studenti hanno dunque un’occasione in più per partecipare al prestigioso concorso promosso dall’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti con la collaborazione di Montura, che ha l’obiettivo di stimolare la riflessione dei ragazzi su temi legati ai molteplici interessi di Giuseppe Mazzotti e oggi ancora fortemente attuali: montagna e tutela del paesaggio, patrimonio architettonico locale, artigianato, enogastronomia e arte.
Quest’anno il Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, che da dodici anni affianca lo storico Premio Gambrinus“Giuseppe Mazzotti” dedicato a scrittori affermati, invita i ragazzi a riflettere sul tema “Un viaggio non comincia con la partenza, ma molto prima”, realizzando un componimento scritto (per concorrere nella Sezione letteraria) o un video (per concorrere nella Sezione video) che racconti l’esperienza dell’andare, le attese e i sogni che la precedono, i desideri, i progetti le scoperte.

Il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” e Confartigianato Imprese Veneto in collaborazione con Confartigianato Marca Trevigiana rendono omaggio al maestro artigiano Rolando Segalin (Noventa di Piave, Venezia, 1932 – Venezia, 2014) con l’incontro “Storie di un calègher”, che si terrà venerdì 23 novembre alle 18.00 all’Auditorium del Parco Gambrinus di San Polo di Piave, Treviso.

Segalin, caleghèr che non costruiva solo calzature ma amava profondamente il suo lavoro: raggiunse il culmine del successo con la creazione degli stivali da donna alti fino alla coscia che negli anni Settanta solo lui realizzava e vinse due volte il primo premio con la medaglia d’oro all’Accademia Italiana della calzatura a Torino, nel 1972 e nel 1975. Nella seconda parte della sua carriera si dedicò con particolare successo alla creazione di calzature adatte al Carnevale ricalcando i modelli in uso nel settecento veneziano. Cessò l’attività nel 2000 lasciando diversi allievi a proseguire la sua opera.

Il suo libro è una raccolta di pensieri, molti dedicati alle donne, amate a tal punto da essere state scelte come principali eredi della sua arte: la città di Venezia ha un numero fuori dal comune di donne gestori di un negozio di scarpe su misura, tutte passate come apprendiste dalla bottega di Rolando.

Nel corso della cerimonia conclusiva del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, lo scorso sabato a San Polo di Piave, Segalin è stato premiato con una menzione speciale alla memoria e al figlio Luca è stata consegnata una targa a lui dedicata.
Il libro, l’arte artigiana di un tempo e la sua declinazione in chiave moderna saranno al centro del dibattito al quale parteciperanno Massimo Cacciari, filosofo, accademico ed ex sindaco di Venezia che ha curato la prefazione del libro, Stefano Micelli, docente di International Management all’Università Ca’ Foscari di Venezia e autore di “Futuro Artigiano”, Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, e Luca Segalin, figlio di Rolando. Interpreterà alcuni brani tratti dal libro l’attrice Chiarastella Serravalle.

A conclusione della serata gli organizzatori omaggeranno i presenti con una copia del volume e offriranno piatti tipici sapientemente realizzati nelle cucine del Parco Gambrinus.
Incontro a ingresso libero e gratuito, è consigliata la prenotazione compilando il modulo on line.

Con l’avvicinarsi dell’appuntamento con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre domenica 25 novembre, vogliamo riproporvi l’elaborato “La notte” di Chiara Meneghetti, terzo classificato quest’anno nella Sezione Letteraria del Premio Giuseppe Mazzotti Juniores.

Chiara immagina la silenziosa e segreta ribellione di una ragazza afghana, che di notte indossa i pantaloni e esce di casa all’insaputa di tutti cercando di vivere, protetta dall’oscurità, la vita che vorrebbe.

“Non è quell’edificio di pietra nella periferia del villaggio, non sono quei muri che mi opprimono e che sembrano stringersi sempre più attorno a me fino a soffocarmi: è quello il vero ambiente sterile, dove non può essere coltivato alcun tipo di affetto. E per nessun motivo chiamerei famiglia le persone con le quali condivido quelle stanze dalle finestre oscurate. Loro cancellano la mia voce, i miei pensieri; nascondono i miei zigomi olivastri e le mie caviglie ossute con strati di veli soffocanti. Loro non sono la mia famiglia, il significato della parola “famiglia” non coincide con essi. Se mi vedessero ora, qui, con I pantaloni rigirati fino alle ginocchia e senza il burqa a nascondermi il viso, non oso pensare la sorte a cui dovrei sottostare”.

Il testo integrale è scaricabile qui