Nonostante l’attuale situazione di emergenza, che ci costringe a sospendere ogni attività esterna, la nostra Associazione continua, comunque, a lavorare seguendo gli sviluppi dei Bandi di Concorso per la partecipazione ai premi letterari.
Nel frattempo, questo tempo sospeso ci offre l’opportunità di ripercorrere e far conoscere attraverso i libri e gli autori vincitori dei premi letterari e gli altri prestigiosi  riconoscimenti, i nostri 38 anni di storia e le nostre radici, Giuseppe Mazzotti e il suo lascito umano e culturale.
Vi invitiamo a consultare il nostro sito Internet e a seguirci sui canali social che ci stiamo organizzando per riattivare.
Nives Meroi Premio Honoris Causa 2019 Mazzotti

Nives Meroi, destinataria dell’ Honoris Causa nell’ambito del XXVII Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” lo scorso 16 novembre, e il marito e compagno di scalate Romano Benet hanno ricevuto al Mendi Film Festival di Bilbao il WOP2019, premio che riconosce la difesa e la trasmissione dei valori dell’alpinismo sociale, assegnato dalla The Walk on Project Foundation, che finanzia progetti di ricerca delle malattie neuro degenerative.

Il riconoscimento consacra l’impegno della coppia nella difesa e nella trasmissione dei valori dell’alpinismo: un premio singolare ed ambito, che non riguarda solo l’aspetto sportivo e che si inserisce nel solco di quello che il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” ha assegnato a Nives Meroi e a Romano Benet lo scorso novembre a San Polo di Piave, Treviso, per il loro alpinismo leggero e pulito, senza l’ausilio di bombole d’ossigeno, climbing sherpa e campi prefissati.

I nostri complimenti a Nives e a Romano!

Premiazione Gambrinus 2019 vincitori

Una cerimonia frizzante quella che si è tenuta nella tensostruttura del parco Gambrinus sabato 16 novembre in occasione delle premiazioni per la XXXVII edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.

Merito di un programma ben cadenzato, della conduzione scattante di Alice Montagner e Andrea Vidotti, oltre che del lavoro sincronizzato dei volontari, quasi invisibili ma preziosi.

Per la terna di quest’anno sono stati premiati: 

Erica Giopp con Un anno in Barcastop (Alpinestudio, 2019) nella sezione “Esplorazione–viaggi” – vincitrice anche del superpremio “San Polo La voce dei Lettori”.
Fabio Andina con La pozza del Felice (Rubbettino, 2018) per la sezione “Montagna: cultura e civiltà”.
Francesco Erbani con Non è triste Venezia (Manni Editore, 2018) nella sezione “Finestra sulle Venezie”.

Il Premio Honoris Causa è stato invece assegnato all’alpinista Nives Meroi.

Si può senza dubbio affermare che ognuno dei vincitori abbia almeno un tratto in comune con Giuseppe Mazzotti, a cui il premio è dedicato.
Andiamo quindi a conoscere più da vicino i protagonisti e le loro opere.

NIVES MEROI
Premio Honoris causa 2019

Nives Meroi Premio Honoris Causa 2019 Mazzotti

40 anni di alpinismo puro, quattordici 8 mila metri conquistati con il marito senza l’ausilio di ossigeno o sherpa, e un’umiltà che spiazza.

È nel sorriso sincero di Nives Meroi che risiede l’anima genuina e “pulita” dell’alpinismo. Quello fatto da persone capaci di compiere imprese inimmaginabili e di conservare le forze per riportare puntualmente i rifiuti al campo base.

Perché la montagna per Nives è natura, natura autentica e come tale va conservata. Una visione che si avvicina quasi alla perfezione a quella del Mazzotti, alla quale la “signora degli Ottomila” aggiunge un particolare:

“Sono solo un’alpinista, però con l’apostrofo. Quell’apostrofo è la mia bandierina di donna che faccio sventolare lassù. Lassù (…) sono Madre Natura che visita l’ultimo gradino sotto al cielo. Lassù so che il mondo è di genere femminile. La cima per me è il punto di congiunzione con tutto il femminile della natura.”

 

ERICA GIOPP – Un anno in Barcastop

Cosa spinge una 26enne di Pieve di Cadore a mollare tutto e a partire Un anno in Barcastop?

Lei lo riassume così:

“Crescere con le cime davanti agli occhi ti pone di fronte a un obiettivo, ma ti ricorda anche i tuoi limiti aiutandoti a sviluppare la voglia di superarli.”

E così Erica parte, con il desiderio di “strambare il mondo”.

Offrendo il suo lavoro a bordo in cambio di un passaggio in barca a vela, percorre 17.000 miglia, attraversando l’Atlantico, poi il Pacifico, fino ad arrivare a Bali.

Per un anno vive le gioie e i dolori di quella vita essenziale, selvaggia e mutevole come il vento che accomuna i barcastoppisti: tra la ricerca del passaggio e del capitano giusto, tra nausea, sudore, duro lavoro, bonaccia ed emozioni che solo l’oceano può dare.

Un anno in Barcastop Premio Mazzotti 2019

L’opera prima di Erica è il racconto crudo, leggero e ironico delle sue avventure/disavventure, una “guida non convenzionale per barcastoppisti”, che con una folata spazza via lo storytelling artefatto – e vissuto con tutti i comfort – di molti travel blogger “avventurieri”.

Scopri altre opere premiate per la sezione “Esplorazione – viaggi” nel corso degli anni.

Scopri il Mazzotti esploratore.

 

FRANCESCO ERBANI – Non è triste Venezia

Francesco Erbani Premiazioni Premio Mazzotti

Con Non è triste Venezia, il giornalista di Repubblica Francesco Erbani tocca un tema di eccezionale attualità, dedicando alla città “un libro per capire cosa si perde se si perde Venezia”.

La sua opera è “un reportage narrativo da una città che deve ricominciare”. Una città fragile, maltrattata, snaturata. Dal turismo e dallo spopolamento di massa, dalle Grandi Navi e dalle grandi opere, dall’acqua alta e dalla marea di B&B spuntati in questi anni.

Non-è-triste-Venezia-Premio-Mazzotti-2019

La chiave della rinascita di Venezia, secondo Erbani, è nel diventare “un concentrato di progetti di riurbanizzazione” capace di far ritornare i giovani e attrarre, anche temporaneamente, chi la città la vuole vivere e non sfruttare: artigiani, ricercatori internazionali, artisti.

Gli spazi ci sono, il desiderio e la richiesta anche.
Solo il tempo stringe, affinché Venezia non diventi un non luogo, finto come le ricostruzioni di Disney World, Las Vegas e Macao.

Scopri altre opere premiate nella sezione “Finestra sulle Venezie”.

Scopri il Mazzotti promotore della cultura veneta.

 

FABIO ANDINA – La pozza del Felice

Fabio Andina Premio Giuseppe Mazzotti montagna

La Pozza del Felice è un romanzo che sa di montagna, “scritto in baita” e ambientato in una valle alpina.

È una fuga dal caos cittadino e una riscoperta dei ritmi e dei riti delle genti di montagna. E di una persona in particolare: il Felice.

La Pozza del Felice Premio Mazzotti 2019 montagna

Per otto giorni il protagonista prova a vivere come lui, lo segue nei suoi interminabili giri, si rifugia con lui al caldo della Sarina, la stufa a legna, partecipa alla quotidianità della valle, tra discussioni al bar e baratti di cachi con formagelle.

Il Felice è di poche parole ma sono i suoi gesti, sapientemente descritti dall’autore – con un passato di studi cinematografici –, a rivelarci la sua filosofia di vita: essenziale, silenziosa, a volte cruda, ma profondamente in sintonia con la natura.

Scopri altre opere premiate nella sezione “Montagna: cultura e civiltà”.

Scopri il legame di Mazzotti con la montagna.

 

I premi speciali della Giuria

La Giuria ha scelto di assegnare anche premi speciali a due opere di particolare spessore culturale, che portano avanti, ognuna a suo modo, la visione del Mazzotti.

Un Premio Speciale è stato assegnato all’opera fotografica Racconti di un fotografo della terra del Piave (Ronzani Editore, 2019) di Paolo Lorenzon.

Paolo Lorenzon Premio Mazzotti 2019                     Premio Speciale della Giuria Mazzotti 2019

Il volume è un racconto autoriale in bianco e nero del territorio del Piave, a partire dagli anni ’60. Dietro l’obiettivo si percepisce un cuore che pulsa per questa terra, che soffre per il paesaggio che cambia ma in cui la natura, volente o nolente, è ancora protagonista.

Un’opera che si inserisce a pieno titolo nel solco del Mazzotti, che con le sue fotografie ha testimoniato, e spesso denunciato, i cambiamenti del paesaggio.

Meritatissimo Premio Speciale anche al volume collettivo Treviso Urbs Picta (Fondazione Benetton Studi Ricerche / Antiga Edizioni, 2017) a cura di Rossella Riscica e di Chiara Voltarel.

Riscica Voltarel Premio Mazzotti 2019                   Treviso Urbs Picta Premio Speciale Mazzotti 2019

Una testimonianza approfondita e interessantissima della bellezza di Treviso, attraverso le facciate affrescate della città dal XIII al XXI secolo.

Un viaggio attraverso un patrimonio architettonico unico, con l’obiettivo nobile di ricordare la sua preziosità e quanto sia importante la sua tutela.

 

Al prossimo anno per scoprire le opere vincitrici per terna dell’edizione XXXVIII del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”: Alpinismo, Ecologia e Paesaggio, Artigianato di tradizione.

 

libri montagna premio mazzotti


Nel solco dell’opera del Mazzotti, che fu appassionato amante e
difensore della montagna, la Giuria del Premio Gambrinus ha voluto dare visibilità negli anni alle migliori opere dedicate alla cultura di montagna, dal punto di vista storico, antropologico, culturale e letterario.

In questo articolo condivideremo solo una piccola selezione di titoli interessanti, scelti tra i volumi premiati dalla prima edizione del 1983 ad oggi.

Popoli antichi e popoli di oggi

libri cultura montagna Premio Mazzotti

Alcune delle opere premiate negli anni sono dedicate alle popolazioni di montagna, antiche o attuali.

Un esempio rimarchevole è Storia dei Walser di Enrico Rizzi (Premio sezione “Montagna” 1993), una monografia storica che indaga e mette chiarezza sulle origini di questa popolazione.

Interessantissimo è il volume Architettura rurale nelle Dolomiti Venete (Premio Unico 1988) del grande architetto Edoardo Gellner, che con inserti fotografici e schede tipologiche ci fa conoscere da vicino le caratteristiche e le tecniche dell’edilizia rurale nella società dolomitica.

Di taglio antropologico è l’opera di Pier Paolo Viazzo Comunità alpine – Ambiente, popolazione, strutture sociali nelle Alpi dal XVI secolo ad oggi (Premio Unico 1991), che ci illustra l’evoluzione dei villaggi alpini e la trasformazione demografica delle comunità dal tardo Medioevo a oggi.

Di antichi e spesso scomparsi mestieri parlano invece le opere Uomini delle Alpi. Contadini e pastori della Valtellina (Premio Speciale della Giuria 1983) e Gli “altri” mestieri delle valli alpine occidentali (Premio Speciale della Giuria 1987).

La grande storia delle Alpi

libri montagna premiati premio Mazzotti

Le Alpi nel corso dei secoli hanno rivestito molti “ruoli” e conoscerne la storia può aiutare a comprendere meglio l’importanza di preservarle.

La Giuria ha così voluto premiare negli anni opere di ricerca importanti, capaci di offrire un quadro approfondito e a volte inedito della grande storia delle Alpi.

Esempi autorevoli sono rappresentati da Le Alpi nella storia d’Europa di Luigi Zanzi, I grandi passi delle Alpi Occidentali del francese Samivel, oppure Storia e civiltà delle Alpi di Paul Guichonnet, che rappresenta tutt’oggi la più ricca e completa enciclopedia storica dell’arco alpino.

Il volume The Queen of the Alps (Premio sezione Montagna 1998) è dedicato invece ai pionieri dell’alpinismo, a quel movimento di escursionisti, alpinisti e turisti inglesi che nell’Ottocento “riscoprirono” le Alpi.

Un tema affrontato anche in Alpinismo e non Alpinismo, dove Mazzotti ironizza sullo stupore che devono aver suscitato i primi alpinisti sugli abitanti delle montagne, che si chiedevano cosa andassero a fare “su per quei brutti sassi”.

Narrativa di montagna

Paesi Alti premio Gambrinus Mazzotti 2017Oltre alla saggistica, la Giuria ha voluto dare spazio negli anni anche a opere di narrativa legate alle alte quote.

Un esempio è l’opera vincitrice dell’edizione 2017, Paesi alti di Antonio Giacomo Bortoluzzi.

Il romanzo si inserisce in una trilogia fitta di storie di nuda realtà e sguardi d’autore, che ha come sfondo la vita contadina nelle comunità di montagna, dal dopoguerra ad oggi.

Una vita dura e cruda, cristallizzata in borghi sperduti e vallate chiuse fuori dal mondo e al mondo, ma non per questo priva di poesia e bellezza.

 

La motivazione della Giuria:

Bortoluzzi ci regala quadri di vivace immediatezza usando magistralmente parole semplici, chiare, dirette, che si fanno poesia per trasmettere suggestioni, per donare vere emozioni. Il lettore viene trascinato nei Paesi alti, e sente addosso a sé le stesse fatiche, le privazioni e i sogni del protagonista e dei suoi compagni di disincanto. È un romanzo che lascia segni profondi, che dà luce ad un mondo poco conosciuto e dunque trascurato, che guida a guardare la montagna con occhi e con animo diversi.”

Nota a margine: Antonio Giacomo Bortoluzzi è membro accademico del GISM – Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, associazione recentemente premiata ad Asolo con il Lampadiere dell’ambiente all’interno del progetto “Mazzotti contemporaneo”.

 

Concludiamo citando un altro romanzo dedicato alla montagna: La pozza del Felice di Fabio Andina, premiato nell’edizione 2019 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.

Misurina Premio Mazzotti Montagna

Quello per la montagna, fu per Giuseppe Mazzotti un amore precoce, appassionato e lungo una vita.

Lo visse in prima persona, da alpinista cittadino ma sempre pronto ad andar per monti.
Come scrittore, colto e pungente. E infine come divulgatore e promotore della tutela dell’ambiente alpino.

In questo fu sicuramente uno dei primi, e senza dubbio tra i più ferventi.

La visione del Mazzotti

Nei tanti scritti del Mazzotti dedicati alla montagna emerge un approccio di rispetto quasi spirituale verso l’ambiente montano.

La montagna è bellezza, contemplazione, ispirazione, elevazione.
È natura allo stato primitivo, è incontro tra l’uomo e qualcosa di più grande e tra l’uomo e se stesso. È fatica e conquista, piacere e pena, è la più pura e accessibile forma di felicità.

E se Mazzotti esplora, divulga e condivide i pensieri e le emozioni di chi come lui è legato da un vincolo profondo con la montagna, non perde occasione anche di comunicare, spesso con la consueta ironia, cosa la montagna per lui non dovrebbe essere.

Ne La montagna presa in giro ci offre un’esilarante panoramica di quella grande varietà di casi umani che popolavano, e continuano a farlo ancora oggi, le montagne: dagli “alpinisti di ferragosto” ai “leoni da montagna”, lupi di mare d’alta quota.

Un suo bersaglio frequente sono gli “arrampicatori acrobatici” per i quali conta solo la sfida tecnica e il grado di difficoltà, troppo concentrati sulla roccia per rendersi conto di quanta bellezza ci sia in un fiore alpino.

Giuseppe Mazzotti montagna tutela ambiente alpino

Si badi bene. Mazzotti era uno scalatore navigato e in gioventù si cimentò in imprese non da tutti – famosa è la prima ascensione della parete Est del Cervino nel 1932.

Ma faceva parte di quella categoria di alpinisti che pur di non intaccare la purezza della montagna si riportava a casa i chiodi da scalata.

L’impegno verso la montagna

Per tutta la vita Mazzotti si impegnò nel promuovere la salvaguardia dell’ambiente alpino.

Sono molti gli articoli pubblicati negli anni sulle riviste del Touring Club Le vie di Italia e Qui Touring.

Consistente è anche la produzione saggistica: dalla Montagna presa in Giro a Introduzione alla montagna, passando per Alpinismo e non alpinismo fino alla Grande parete, solo per citare i più conosciuti.

Fu inoltre tra i soci del G.I.S.M. (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) e fondatore della sezione CAI di Treviso. Importantissima è l’opera di sensibilizzazione portata avanti come accademico del CAI, che risultò nell’inserimento all’interno dello statuto della tutela dell’ambiente alpino, oggi di primaria importanza per l’associazione.

Il ruolo e il “peso” dell’azione del Mazzotti può però essere stimato correttamente solo tenendo conto di un fattore non poco rilevante: all’epoca, non esisteva alcun movimento, rivista o associazione – con esclusione del CAI – legati alla tutela della montagna.

mazzotti cultura montagna

Chi ha portato e porta avanti il pensiero del Mazzotti

Sul fronte della divulgazione letteraria e “sentimentale” nei confronti della montagna, va assolutamente citato il Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, premiato proprio recentemente ad Asiago con il premio “Lampadiere dell’ambiente.

Altri alpinisti coevi del Mazzotti condividevano con lui, ognuno a modo suo, la visione naturalistica e quasi mistica delle alte cime.
Parliamo di Tita Piaz, Armando Aste, Emilio Comici e Walter Bonatti – con quest’ultimo in particolare ci fu sempre sintonia di vedute.

Mazzotti purtroppo non fece in tempo a vedere la nascita del movimento per la Mountain Wilderness in Italia, con il quale avrebbe condiviso molti aspetti, e molto probabilmente avrebbe apprezzato l’approccio esplorativo e rispettoso di molti praticanti del trekking.

Siamo però sicuri che oggi sarebbe fiero del lavoro di Fausto De Stefani, Reihnold Messner e Nives Meroi per la diffusione del rispetto e la salvaguardia dell’ambiente montano.

Proprio a quest’ultima, tra una settimana verrà assegnato il Premio Honoris Causa, durante la cerimonia di premiazione della XXXVII edizione del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti.

 

Sostenibilità, fede e artigianato, tre concetti fortemente connessi che devono orientare oggi l’operato dei diversi attori sociali: per avviare una riflessione su questa tematica, l’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti, promotrice del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, con Confartigianato Imprese Veneto e Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, in stretta collaborazione con la Diocesi di Vittorio Veneto, organizza l’incontro dal titolo Per la cura della Casa Comune. La “Laudato si’” e le sfide della sostenibilità, venerdì 8 novembre alle 18.00 al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso).

L’appuntamento, che si inserisce nel ricco programma delle iniziative collaterali al XXXVII Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti, si aprirà con i saluti di Roberto De Martin, presidente del prestigioso riconoscimento, Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Agostino Bonomo, presidente Confartigianato Imprese Veneto, e con il saluto di Monsignor Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto; quindi la parola passerà ai due relatori, Simone Morandini, teologo ed esperto di etica ambientale, e Ermete Realacci, fondatore di Symbola, network che riunisce personalità del mondo scientifico, accademico, istituzionale, associativo e imprenditoriale che promuovono azioni concrete, per aumentare la coesione sociale, il benessere e la competitività del Paese. Modererà l’incontro Don Alessio Magoga, direttore de L’Azione.

La riflessione si svilupperà a partire dai contenuti fondamentali dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco (2015), un’analisi attenta dei legami fra clima e sviluppo, che esprime la profetica e attenta consapevolezza di un papa che accetta il consenso degli scienziati sui cambiamenti climatici, che dichiara la necessità di un’alleanza tra scienze e religioni per la cura dell’ambiente in cui siamo chiamati a vivere.

Con questo appuntamento prosegue l’attenzione e la riflessione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” verso l’ambiente e i cambiamenti climatici, dopo che lo scorso settembre ad Asiago (Vicenza) ha inaugurato un nuovo percorso, il progetto Mazzotti contemporaneo, volto a individuare personalità contemporanee che si spendono per invertire la marcia promuovendo comportamenti sostenibili.

Ragazzi premiati Premio Juniores Mazzotti Treviso

Sabato 19 ottobre 2019, nella bellissima cornice del Palazzo del Trecento a Treviso si è tenuta la premiazione per la XII edizione del Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores.

A contendersi i premi per la sezione letteraria e video sono stati gli Istituti Superiori del Triveneto, Slovenia e Croazia.
Tema di quest’anno, il viaggio, interpretato dai ragazzi con originalità e profondità.

Andiamo quindi subito a presentare i protagonisti dell’evento: i ragazzi premiati.

I RAGAZZI VINCITORI – SEZIONE LETTERARIA


Michele Pieretti primo classificato Premio Juniores Giuseppe Mazzotti
Il primo premio della sezione letteraria va a Michele Pieretti, della classe IV C del Liceo Artistico Statale “Bruno Munari” di Vittorio Veneto.

Nel suo racconto I bagliori riflessi, il viaggio è l’esperienza di una vita, è la scoperta del mai visto, è il mezzo che dalla monotonia porta verso emozioni nuove. È il desiderio di un “anziano della collina” di vedere per la prima volta i bagliori del mare e di sentirsi, finalmente e con un sorriso, vecchio.

 

Beatrice Moretta seconda classificata premio Juniores Mazzotti 2019Il racconto secondo classificato, scritto da Beatrice Moretta della III AL del Liceo Scientifico “Giorgio Dal Piaz” di Feltre (Belluno), è invece un viaggio immaginario che un nonno dedica alla sua nipotina costretta in un letto d’ospedale.

Un viaggio oltre le paure della mente e i limiti del fisico, verso la vetta di una montagna – da qui il titolo Una cima per la vita. Con amore e immaginazione, il nonno regalerà alla nipote un sogno, imparando a sua volta una lezione importante sulla vita.

 

Chiara Meneghetti Premio letterario Mazzotti JunioresGià vincitrice nella passata edizione del Premio Mazzotti Juniores, Chiara Meneghetti, classe V B sempre del Liceo Artistico di Vittorio Veneto, torna a vincere con un nuovo racconto, Rondini a settembre, terzo classificato.

Attraverso il diario di un’adolescente nell’Italia degli anni ’50, Chiara tocca un argomento molto attuale: quello dei migranti.

Come le rondini a settembre, anche la protagonista è destinata a “migrare, o meglio emigrare”, e prima della partenza affronta le diverse emozioni condivise dai migranti di ieri e di oggi; compresi quei quattro milioni di italiani che nel primo decennio del Dopoguerra “hanno lasciato la propria casa in cerca di qualche fortuna in giro per il mondo”.

Leggi i racconti premiati

 

I RAGAZZI VINCITORI – SEZIONE VIDEO

Social Guys vincitori sezione video

Il primo premio nella sezione video è stato aggiudicato dal corto prodotto dai Social Guys della II Liceo Scientifico – Scuola Ladina di Fassa di San Giovanni di Fassa (Trento) dal titolo “Solo meno soli”. Si tratta di un vero viaggio nella vita dei ragazzi di oggi, tra bullismo, messaggi whatsapp e la difficoltà di essere accettati.

Interessante la visione dei ragazzi sui social network, che diventano strumento di incontro e di creazione di rapporti umani.

 

Francesco Giacomo Bozzato vincitore sezione video

Il secondo premio va invece al cortometraggio “Un bicchiere d’acqua”, ideato da Francesco Giacomo Bozzato della classe V H del Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso. Un bel lavoro di regia, che riesce a restituire lo straniamento del protagonista, e dell’uomo, in viaggio lungo il tempo e la vita.

 

 

GLI OSPITI D’ONORE

Toccante, ma allo stesso tempo pieno di positività, è stato il contributo di Gholam Najafi, giovane scrittore afghano.
Gholam ha condiviso con gli studenti la sua fuga dall’Afghanistan, cercando di alleggerire con le sue parole le sofferenze subite durante il suo lungo e travagliato viaggio.

Partito bambino, solo, senza un soldo, senza nessuna formazione scolastica, Gholam ha finalmente trovato una casa a Murano, grazie alla famiglia che lo ha accolto. Con il supporto della sua professoressa di lettere, ha poi scoperto nella scrittura un rifugio e un modo per raccontare al mondo la speranza di un futuro migliore.

Padre Onore Gholam Najafi Premio Giuseppe Mazzotti Juniores 2019

Il secondo ospite d’onore è stato invece Giovanni Onore, amico storico del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, nonché primo promotore e coordinatore del progetto Otonga per la salvaguardia della foresta pluviale in Ecuador, nato proprio in seno al premio venti anni fa.

Frate marianista e stimato entomologo, Padre Onore ha condiviso con i ragazzi l’inizio dei suoi viaggi oltremare, regalando al pubblico qualche aneddoto simpatico e trasmettendo la sua passione per la natura.

 

UN PREMIO PER GIOVANI, FATTO DA GIOVANI

Premio Giuseppe Mazzotti Juniores premiazioniOltre a ringraziare il Comune di Treviso e Montura, sponsor dell’evento, riteniamo doveroso dedicare un ringraziamento speciale ai tanti giovani collaboratori che hanno contribuito a rendere speciale la premiazione.

Innanzitutto la giovanissima presentatrice Daniela Piccolo dell’Accademia Da Ponte, che ha condotto la cerimonia in modo frizzante e impeccabile.

Gli attori Margherita De Luca e Giacomo Pierobon, sempre dell’Accademia Da Ponte, che hanno fatto “vivere” al pubblico con la loro lettura, i racconti vincitori.

I ragazzi dell’Istituto Scarpa Mattei, che hanno filmato la cerimonia.

I giovani talenti musicali del Quartetto Palladiano e gli studenti dell’Istituto Alberghiero Lepido Rocco che hanno curato il buffet finale.

E ovviamente tutti i volontari che hanno contribuito al buono svolgimento della cerimonia, davanti e dietro le quinte.

 

Concludiamo rilanciando il tema per l’edizione 2019-2020 del Premio Mazzotti Juniores: l’artigianato, nella sua originalità, unicità e creatività.

opere dedicate cultura veneta Mazzotti

Con questo articolo vogliamo condividere alcune opere dedicate alla cultura veneta premiate negli anni dal Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.

Sul solco della grande opera di valorizzazione del Mazzotti, la sezione “Finestra sulle Venezie” premia con cadenza biennale i migliori contributi narrativi e saggistici “riguardanti aspetti della civiltà e della cultura territoriale e ambientale del mondo veneto”.

Qui ne riportiamo solo una minima selezione, un piccolo invito alla lettura e alla scoperta di aspetti della cultura veneta spesso sconosciuti o poco valorizzati.

A lezione con Carlo Scarpa

Premio Giuseppe Mazzotti opera letteraria Veneto A lezione con Carlo Scarpa - Finestra sulle VenezieSi intitola proprio così l’opera a cura di Franca Semi dedicata al grande architetto veneziano.

Attraverso la registrazione e trascrizione delle lezioni universitarie tenute durante l’ultimo biennio di insegnamento, l’autrice ci regala un contributo importante per tratteggiare un ritratto professionale e umano di Carlo Scarpa. Un ritratto senza filtri, dal quale emerge l’esperienza, la conoscenza, la visione e l’umanità di una delle figure culturali venete più importanti del secolo scorso.

Sguardi su Venezia

Libri cultura veneta opere letterarie Premio MazzottiDi libri su Venezia ne sono stati scritti migliaia e quando si parla di cultura veneta non si può non citare la Serenissima. Il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” ha voluto premiare negli anni le opere letterarie dedicate a Venezia capaci di offrire sguardi inediti su aspetti culturali della città.

Un esempio è il bellissimo Lagunario di Isabella Panfido, un viaggio poetico, amoroso e originale alla scoperta delle isole e isolette che popolano la Laguna.

Del rapporto – spesso problematico e controverso – tra la Dominante e lo Stato da Terra parla invece il volume Venezia e la Terraferma di Ivone Cacciavillani.

Con l’occhio del giurista, lo studioso svela la storia di Venezia da un altro punto di vista, quello del contado che dalla Terraferma era costretto a subire ed accettare le decisioni e le riforme imposte dalla Dominante.

Alla scoperta della Venezia più misteriosa ed enigmatica ci porta Alberto Toso Fei, con il suo VeneziaEnigma. Tra curiosità, segni e codici arcani, il lettore è accompagnato attraverso 6 sestieri e 13 secoli di eventi misteriosi, leggende, fatti di cronaca e aneddoti legati a personaggi e luoghi della città.

Cambiando totalmente registro e argomento, vorremmo segnalare anche l’opera di Carlo Favero Il vino nella storia di Venezia. Un volume prezioso, arricchito dai contribuiti di alcuni tra i massimi conoscitori del rapporto storico tra Venezia e il vino.

vino nella cultura veneta Carlo Favero Premio Gambrinus

All’opera è stato conferito il premio “Finestra sulle Venezie” 2015, con la seguente motivazione:

A Venezia, città d’acqua, la vigna non si coltiva, ma fin dalla nascita della città il suo prodotto, il vino, veniva acquistato da mercanti veneziani per essere esportato nelle città del Mediterraneo e da lì fino ai porti lontani dell’Oriente e del Mare del Nord. La ricostruzione delle origini e degli sviluppi di questa attività fiorente illustrata attraverso documenti storici sui traffici e i regolamenti, permette di vedere da un’angolatura molto particolare secoli di storia di Venezia e dei suoi rapporti con l’entroterra oltre che dei commerci e degli scambi con le città d’oltremare”

 

La manualità nella cultura veneta

opera valorizzazione cultura veneta contadina Premio Mazzotti

Alla “cultura materiale del mondo agricolo veneto” è dedicato un copioso volume di Dino Coltro: La Terra e l’Uomo.

Presentando tecniche, attrezzi e sapienza della tradizione contadina, l’autore offre un’esauriente esplorazione nella manualità e contadinità veneta, spaziando dalle montagne al mare, fino all’incontro-scontro con la tecnologia.

Il tesoro della Marca Trevigiana

In chiese, oratori e chiesette campestri del territorio trevigiano – e non solo – è custodito un patrimonio artistico di inestimabile valore, sotto forma di meravigliosi affreschi.

A questo tesoro, spesso poco conosciuto, l’insigne prof. Giorgio Fossaluzza ha dedicato un’opera monumentale, realizzando un minuzioso censimento della pittura a fresco dal Duecento al Quattrocento.

4 tomi di 400 pagine ciascuno, arricchiti da un repertorio fotografico di grande valore documentario, testimoniano quanto la Marca sia stata per secoli terreno fertile per l’arte e territorio di incontro tra culture figurative diverse.

L’opera è intitolata Gli affreschi nelle chiese della Marca Trevigiana. Dal Duecento al Quattrocento ed è stata premiata nel 2004 nella sezione “Finestra sulle Venezie”.

 

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Selezionati tra 130 volumi inviati da 68 case editrici italiane, sono stati finalmente annunciati nel corso della conferenza stampa nella sede della Camera di Commercio Treviso Belluno, i vincitori della XXXVII edizione 2019 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” per la letteratura di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie. Sono Fabio Andina conLa pozza del Felice” (Rubbettino, 2018) vince nella sezione “Montagna: cultura e civiltà”, Erica Giopp conUn anno in barcastop” (Alpinestudio, 2019) nella sezione “Esplorazione – viaggi” e Francesco Erbani conNon è triste Venezia. Pietre, acque, persone. Reportage narrativo da una città che deve ricominciare (Manni Editore, 2018) nella sezione “Finestra sulle Venezie”.

Saranno destinatarie del Premio speciale della Giuria invece due opere trevigiane, Racconti di un fotografo della terra del Piavedi Paolo Lorenzon (Ronzani Editore, 2019), volume fotografico che presenta immagini fortemente evocative di un paesaggio che non esiste più, e Treviso Urbs Picta a cura di Rossella Riscica e Chiara Voltarel (Antiga Edizioni/Fondazione Benetton Studi Ricerche, 2017), preziosa ricerca dedicata alle decorazioni pittoriche dei palazzi del centro storico di Treviso.

E non manca in questa edizione il Premio Honoris Causa, che sarà consegnato in occasione della cerimonia conclusiva di sabato 16 novembre al Parco Gambrinus di San Polo di Piave, Treviso, a Nives Meroi, signora dei 14 ottomila metri del pianeta.

Il Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores, invece, avrà una propria finale: i ragazzi vincitori della sezione letteraria e della sezione video saranno protagonisti della cerimonia di sabato 19 ottobre alle 16.00 a Palazzo dei Trecento, a Treviso.

 

Leggi il comunicato stampa

promozione valorizzazione cultura veneta Giuseppe Mazzotti prosecco

Quando si parla di valorizzazione della cultura veneta a tutto tondo, è quasi impossibile non citare almeno una volta Giuseppe Mazzotti. 

Se oggi il radicchio rosso e il Prosecco sono conosciuti in tutto il mondo, se le Ville Venete, alcune tradizioni popolari e molti paesaggi naturali sono stati salvati dall’oblio o dal degrado, un po’ di merito va alla passione e alla perseveranza del buon Bepi Mazzotti.

Fu una battaglia, la sua, vissuta quasi sempre in solitaria, potendo contare solo sul sostegno morale e culturale della cerchia di brillanti personalità e amici di una vita: da Andrea Zanzotto a Dino Buzzati, da Mario Rigoni Stern a Orio Vergani.

E seppur per il suo impegno ottenne pochissimi riconoscimenti in vita, questo non lo dissuase dal continuare la sua opera di valorizzazione della cultura veneta. Con mille battaglie, per molte delle quali fu un vero pioniere.

La valorizzazione dell’enogastronomia veneta

radicchio rosso valorizzazione cucina veneta Giuseppe Mazzotti

Mazzotti è stato il primo promotore dell’enogastronomia veneta e sicuramente uno dei suoi più grandi estimatori e conoscitori.

Al termine della Seconda guerra mondiale, lancia il primo Festival dedicato alla cucina veneta e si fa portavoce di una sfida rivoluzionaria per l’epoca: convincere il mondo intero che quella cucina considerata semplice e povera sia un patrimonio da preservare e valorizzare.

Comincia dal Km 0, dalla sua terra, e presto riesce a conquistare l’attenzione degli chef dell’epoca, che iniziano a introdurre nelle loro creazioni spunti presi dai piatti e dagli ingredienti tipici del territorio.

Parliamo del radicchio rosso, dell’asparago bianco, dei funghi del Montello, che valicati i confini territoriali diventano protagonisti dei piatti più raffinati e innovativi.

Quest’opera di valorizzazione coinvolge ovviamente anche molti vini autoctoni. 

Chi non conosce le Strade dei Vini diffuse oggi in tutta Italia? Eppure pochi sanno che la prima fu creata proprio dal Mazzotti, quando dirigeva l’Ente provinciale per il Turismo di Treviso.

Dalle Ville Venete alla promozione dell’arte

Ville venete valorizzazione cultura veneta Giuseppe Mazzotti

Anno 1952. La prima mostra sulle Ville Venete. Mazzotti condivide il frutto della sua ricerca fotografica e catalografica, cercando di attrarre l’interesse dell’opinione pubblica su un patrimonio inestimabile quando abbandonato a se stesso. 

La mostra-denuncia fa il giro del mondo, genera attenzione e coinvolgimento. Nel frattempo il buon Bepi continua la sua avventura di scoperta e catalogazione con una passione tale che l’amico Orio Vergani lo definirà affettuosamente Il Robinson delle ville venete. Alcuni anni più tardi, nel ’58, i suoi sforzi si concretizzeranno con la nascita del primo Ente, che oggi prende il nome di Istituto Regionale delle Ville Venete.

Con lo stesso entusiasmo, Giuseppe Mazzotti si impegna nel promuovere e valorizzare il patrimonio artistico veneto. Organizza mostre su grandi pittori come Cima da Conegliano, Giorgione o Bellini. E nello stesso, dà visibilità agli artisti contemporanei: da Arturo Martini a Toni Benetton, da Sante Cancian a Guido Rossi.

La difesa del paesaggio e delle tradizioni venete

Dai canti popolari alle tecniche artigianali meno conosciute, passando per paesaggi naturali a rischio: per la loro difesa Mazzotti impegna tutti i suoi talenti.

Organizza esposizioni, scrive articoli e saggi, scatta migliaia di fotografie, un archivio – custodito dalla Fondazione Mazzotti – che oggi ancor più di allora ha un valore documentario innegabile.

Trascorre letteralmente la vita in prima linea per il sapere e la bellezza della sua terra.

E se oggi esiste un movimento “istituzionalizzato” di valorizzazione della cultura veneta e di salvaguardia del territorio, composto da decine di Enti e Associazioni, sarebbe ingiusto non attribuire una parte del merito agli sforzi e alle imprese in cui il Mazzotti si cimentò, più di 70 anni fa.

 

Finestra sulle Venezie” – la sezione del premio che ogni due anni seleziona le migliori opere sulla cultura veneta, sotto l’aspetto culturale, artistico ed enogastronomico – vuole proprio essere un omaggio a un uomo che ha consacrato la sua vita alla difesa e alla valorizzazione della cultura e del Veneto.

E anche un modo per premiare chi oggi continua la sua missione.

Scopri alcune delle opere premiate nella sezione “Finestra sulle Venezie” del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.