“Nel castello delle storie”: riscopriamo il libro di Marco Albino Ferrari, vincitore nel 2020 del Gambrinus e del premio La Voce dei Lettori.

Marco Albino Ferrari è un nome di primo piano nel mondo della cultura di montagna. Scrittore e giornalista, ha vinto il Premio Letterario Gambrinus Mazzotti (sezione Alpinismo) nel 2020 con “Nel castello delle storie. Montagne, ghiacciai, foreste da oggi al 1778“. L’opera ha conquistato anche il riconoscimento “La Voce dei Lettori“.

“Nel castello delle storie” è un libro che “unisce rigore scientifico a letture appassionanti in dodici ricostruzioni ambientate sulle montagne di tutto il mondo“, come si legge nella motivazione ufficiale della Giuria. Marco Albino Ferrari conduce per mano il lettore in un viaggio dall’attualità al Settecento: “Una serie di racconti che uno storico e romantico come Bepi Mazzotti avrebbe letto con estremo interesse“.

Il senso del libro

Dell’opera parla lo stesso autore nell’intervista concessa a Ferena Lenzi e presente nel canale YouTube del Premio. L’idea di partenza è rispondere ad “una grande domanda, perché ci si espone ai pericoli della natura selvaggia. Leggendo la letteratura sull’alpinismo, si vede che essa corre su due registri, da un lato testimoniare ciò che si è fatto e dall’altro spiegare perché si rischia la vita.

La risposta a quest’ultimo quesito, secondo lo scrittore, “è variegata. Prevale l’attrazione per le esperienze estreme, in assonanza con la temperie culturale del momento“. “Nel castello delle storie” ripercorre a ritroso un lungo percorso di sviluppo: “Verso la fine del Settecento nasce l’alpinismo, figlio dell’Illuminismo, per placare la sete di conoscenza delle alte quote. Il Romanticismo rappresenta invece una forma di estetizzazione della natura come luogo alternativo al mondo imbruttito dalla civiltà industriale“.

Le tematiche di rilievo

Uno dei temi di spicco del libro di Marco Albino Ferrari è la paura: “Essa viene sacralizzata, fa parte della cultura dell’alpinismo e trova uno sfogo ben preciso in una concezione all’insegna del vitalismo. Rappresenta una regressione verso l’infanzia, l’adolescenza, fasi in cui la morte viene rimossa, come se non dovesse accadere“.

Tra le dodici storie raccontate, l’autore ama citare “quella degli anni Settanta, un’epoca di minimalismo, in cui si riducevano all’osso le spedizioni, con pochi componenti. Si pensava che la capacità di un alpinista fosse inversamente proporzionale al peso del suo zaino. Meglio andare leggeri sulle montagne, lì si vede la vera bravura“.

“Nel castello delle storie” è stato scritto alla vigilia dell’apertura del museo Cast, ospitato nel Castello Masegra di Sondrio e di cui Marco Albino Ferrari è curatore: “Il percorso espositivo si sviluppa su tre livelli, arrampicata, alpinismo ed ambiente. È un museo narrativo, che si basa soprattutto su racconti, fotografie, filmati ed installazioni progettate da Studio Azzurro, gruppo di ricerca artistica milanese“.

Vi invitiamo a recuperare il libro di Marco Albino Ferrari, partendo dalla visione dell’intervista sottostante, che vi invoglierà sicuramente ad approfondire l’argomento.