Anche quest’anno il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” si sposta in Val di Zoldo, ai piedi del Pelmo e Civetta, tanto amati da Bepi Mazzotti, per la presentazione di uno dei libri vincitori del Premio, edizione 2019, nella sezione “Finestra sulle Venezie”.

Il libro sarà Non è triste Venezia. Pietre, acque, persone. Reportage narrativo da una città che deve ricominciare (Manni Editore, 2018) di Francesco Erbani.

La scelta, tra la terna di opere vincitrici, è caduta su questo testo, tenendo conto dello speciale e antico legame tra Zoldo e Venezia, messo già in risalto dalla mostra “Le barche dei Casal – il capolavoro degli squerarioli di Zoldo a Venezia” tenutasi in valle lo scorso anno. Il reportage narrativo di Erbani analizza le criticità della situazione di Venezia, tra turismo e infauste scelte di governo del territorio, non dimenticando che oggi, purtroppo, la città si trova, come questa valle e molti altri territori, a fronteggiare in prima linea le gravi conseguenze connesse al cambiamento climatico. La città lagunare – scrive l’autore – non cresce, non consuma suolo e non spreca risorse, perché riusa tutto (dall’acqua ai materiali edili) e si è sempre ricostruita su sé stessa, conservando per secoli (tranne che nell’ultimo) un’eccezionale relazione fra il costruito e il suo ambiente, cioè la laguna; Venezia quindi potrebbe porsi come un modello di sostenibilità per il futuro. Dietro ai mille sistemi complessi e affascinanti che Venezia ha trovato per vivere con la sua inedita morfologia, Erbani mette sempre al centro l’uomo. Un libro per capire che cosa si perde se si perde Venezia.

 

L’appuntamento è per martedì 18 agosto alle ore 18.00 nella Sala Polifunzionale “A. Rizzardini” di Fusine di Val di Zoldo (BL). L’introduzione e la conduzione saranno a cura di Domenico Luciani, già direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso e membro della giuria del Premio e vedrà l’intervento del giornalista e scrittore Francesco Erbani.

L’incontro è ad ingresso gratuito, con posti limitati in base alle normative vigenti in merito alla limitazione del contagio da Covid-19.

È giunto al termine per quest’anno il Premio Letterario Giuseppe Mazzotti Ragazzi, promosso dall’Assessorato alla cultura e pubblica istruzione del Comune di San Polo di Piave in collaborazione con l’Associazione Premio Letterario “Giuseppe Mazzotti” e dedicato agli alunni delle terze medie degli istituti comprensivi di Codognè, Gorgo al Monticano, Mareno di Piave e Vazzola, Motta di Livenza, Oderzo, Ponte di Piave, San Polo di Piave e del Collegio Brandolini Rota di Oderzo (Treviso): la cerimonia di premiazione della IX edizione si è tenuta sabato 9 novembre alle 9.30 nella Sala Teatrale dell’Oratorio “Don Bosco” di San Polo di Piave, Treviso.

Quest’anno i ragazzi sono stati invitati a realizzare un testo scritto ispirandosi al tema “Passerò la notte in questo rifugio nel cuore delle Dolomiti ma mi sa che non chiuderò occhio perché…”.

Una qualificata giuria composta da scrittori, giornalisti, insegnanti e rappresentanti dell’Associazione Premio Letterario “Giuseppe Mazzotti”, nominata di anno in anno, ha preso in esame i 130 elaborati pervenuti da 10 plessi del Comprensorio Opitergino – Mottense e da 3 del Coneglianese, selezionando infine i primi tre classificati: i loro nomi saranno resi noti nel corso della cerimonia di sabato.

I vincitori riceveranno un computer offerto da Savno e la classe del primo classificato, insieme con gli altri vincitori ed eventuali segnalati, è stata omaggiata con una gita premio di una giornata, offerta dall’Amministrazione comunale di San Polo di Piave da svolgersi nella primavera 2020.