Abbiamo avuto l’opportunità di approfondire i contenuti dei libri risultati vincitori alla XXXVIII Edizione del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti attraverso delle interviste dirette con gli autori.

La prima che proponiamo è quella a Marco Albino Ferrari, che con il libro “Nel Castello delle storie. Montagne, ghiacciai, foreste da oggi al 1778” (Ulrico Hoepli Editore, 2019) è risultato primo nella sezione ‘Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide’ e si è aggiudicato anche il Premio Voce dei Lettori, assegnatogli nel corso della cerimonia di premiazione sulla base dei voti di una giuria popolare di 40 lettori.

 

Per chi fosse incuriosito a conoscere meglio l’autore e il suo lavoro, vi invitiamo ad ascoltare l’intervista qui sotto:

Oggi, sabato 28 novembre, è stata trasmessa la cerimonia online di premiazione e presentazione delle opere premiate e segnalate nella XXXVIII edizione del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti.

Al termine delle premiazioni, si è svolto in diretta lo spoglio dei voti inviati dalla Consulta di 40 Lettori scelti nell’ambito del Triveneto; la votazione ha decretato l’assegnazione del Super Premio “La Voce dei Lettori”, del valore di 3.000 euro, destinata ad una delle tre opere vincitrici nelle sezioni del Premio.

L’esito dei lettori ha proclamato vincitore del Super Premio il volume NEL CASTELLO DELLE STORIE. Montagne, ghiacciai, foreste da oggi al 1778 di Marco Albino Ferrari (Ulrico Hoepli Editore, 2019), con 18 voti su 40. Al secondo posto con 14 voti è stato votato Flower power. Le piante e i loro diritti di Alessandra Viola (Giulio Einaudi Editore, 2020) e infine al terzo posto Tipoteca. Una storia italiana a cura di Silvio Antiga (Antiga Edizioni, 2019) con i restanti 8 voti.

 

Il milanese Marco Albino Ferrari è scrittore, sceneggiatore, giornalista e volto noto nel mondo della cultura di montagna. Vincitore di numerosi premi letterari, tra cui anche del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti nel 1996 nella sezione “Montagne” con la sua opera di esordio “Freney 1961“. Dal 1998 ha diretto la rivista “Alp”, ha fondato nel 2002 la rivista “Meridiani Montagne” e ha scritto per La Stampa opinioni, storie e racconti di viaggio a puntate. È curatore ora del museo Cast, presso il Castello Masegra di Sondrio, luogo ispiratore del libro vincitore.

 Il volume, in ciascuno dei suoi dodici capitoli, racconta di vicende umane emblematiche della storia dell’alpinismo e della vita di montagna di tutto il mondo. A partire dai giorni nostri, si compie un viaggio a ritroso nel tempo, fino alle vicende del “primo alpinista non riconosciuto della storia”. L’opera, composta da “una serie di racconti che uno storico e romantico come Bepi Mazzotti avrebbe letto con estremo interesse” – come cita la motivazione della Giuria– si fa portavoce di quella sensibilità e attenzione che l’ispiratore del premio ha sempre dimostrato nei confronti della montagna: il suo modo di osservarla e capirla, sue instancabili battaglie in difesa di quel territorio sempre più abusato da un turismo senza regole.

Durante l’evento online, l’annuncio della vittoria è stato trasmesso in diretta all’autore che, emozionato, ha commentato: “Sono particolarmente contento perché il Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti è stato importante per la mia carriera: nel 1996 ottenni l’ambito riconoscimento con il mio primo libro, “Freney 1961”, e ora, dopo un quarto di secolo, eccomi nuovamente qui, a vincere non solo il premio della sezione “Alpinismo” ma addirittura il Super Premio. Questa è un’emozione grande che mi riempie di una gioia per il legame storico che ho con il Premio Gambrinus Mazzotti”.

 

Dopo aver decretato le opere vincitrici della terna in concorso per la XXXVIII Edizione del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti e assegnati i due Premi Speciali per quest’anno, la Giuria del Premio ha individuato alcune opere, tra le finaliste, meritevoli di segnalazione, riconoscendone il pregio con una particolare motivazione.

 

  • Sezione – Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide

    VALLE DELLA LUCE. Alpinismo nelle valli della Sarca e dei laghi
    Alessandro Gogna e Marco Furlani
    Altri Spazi e Montura Editing Editori

    Guida completa e esaustiva attraverso la storia dell’alpinismo e gli itinerari delle Valli della Sarca e dei Laghi. Il racconto si sviluppa mantenendo la tensione narrativa per capitoli, dall’inquadramento geografico alle generalità dei luoghi, in una chiara esposizione dell’evoluzione nella scoperta e nel tracciamento degli itinerari dalle origini all’inizio ‘900 fino ai climber contemporanei. Di notevole interesse i capitoli conclusivi sulle problematiche ambientali. Lettura piacevole e varia, in quanto dovuta a più voci attraverso interviste, testimonianze e scritti dei protagonisti. Fondamentale la ricerca rigorosa delle fonti e la precisa quotazione delle difficoltà. Importante la documentazione fotografica, per attinenza al testo e suggestione visiva”.

  • Sezione – Ecologia e Paesaggio

    ORO BLU. Storie di acqua e cambiamento climatico
    Edoardo Borgomeo
    Editori Laterza

    Opera prima del giovane ingegnere (1989) che ha completato la sua formazione con un dottorato in Idrologia all’Università di Oxford, l’agile volume accompagna il lettore in un appassionante percorso in nove significative tappe, dislocate in diversi continenti, in cui il complesso, delicatissimo rapporto con l’acqua, elemento fondamentale per la vita dell’uomo e del pianeta, ma anche, se mal gestito, capace di devastante violenza, è stato saggiamente organizzato in modo da rispettare le esigenze di entrambi”;

    LE RADICI DEI BOSCHI. La questione forestale nel Tirolo italiano durante l’Ottocento
    Mario Cerato
    Publistampa Editore

    L’opera poderosa di Mario Cerato fa sintesi di molti documenti conservati presso gli archivi storici del Tirolo Italiano, attraverso i quali si rende ragione dello stato delle valli trentine e della questione idraulico-forestale che in quel periodo angustiava il versante sud-orientale delle Alpi. Il volume fa luce su temi molto spesso trascurati dalla storia, 5 come i rapporti tra gli abitanti delle valli, la minuta economia locale sostenuta dai boschi, i conflitti tra agricoltura, pastorizia e selvicoltura, il difficile mercato del legname sorretto dalle antiche tecniche di abbattimento, avvallamento e fluitazione. Cerato fa brillare, nel suo racconto, anche vivide figure umane, come guardaboschi, funzionari forestali, sindaci e regolieri, giudici, preti, pastori e contadini. È il variegato caleidoscopio di una società composita, fatta di ricchi possidenti e di nobili, di piccoli impiegati, e di una moltitudine di poveracci che sempre patiscono soprusi, angherie, furti e violenze, tra fremiti di ribellione e immancabili, durissime, punizioni. Cerato racconta tutto ciò con intelligenza, con garbo e con penna leggera e scorrevole e sa rendere piacevole la lettura anche degli argomenti più duri e difficili d’affrontare”.

  • Sezione – Artigianato di tradizione

    I COLORI DELLA MARINERIA VENEZIANA. Dalla Repubblica alle soglie del XX secolo
    Gianfranco Munerotto
    Cierre Edizioni

    L’autore, da anni impegnato nello studio della marineria lagunare, esamina, basandosi su fonti manoscritte e a stampa, letterarie e iconografiche, per lo più fino ad oggi trascurate, il ruolo fondamentale del colore nelle varie categorie di imbarcazioni veneziane, dal bucintoro, sfarzoso battello di rappresentanza, alla marineria d’altura e a quella minore, fino alle semplici barche da pesca, soffermandosi sulle tecniche e sui materiali impiegati nelle varie parti del manufatto, esterno ed interno, oltre che sulle vele”.

 

Infine, hanno ricevuto una menzione speciale anche i seguenti volumi:

 

Sezione – Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide

DELL’ALPINISMO di Andrea Bocchiola (Tararà Edizioni)

PAUL GROHMANN. GUIDA BIOGRAFICA ALLE SUE VIE. La scoperta delle Dolomiti. 150 anni dalla prima ascesa del Sassolungo di Livio Esposito (Vividolomiti Edizioni)

 

Sezione – Ecologia e Paesaggio

TEVERE NOSTRUM. Acqua, storia, natura, cultura di Erasmo D’Angelis (Edizioni Polistampa)

I LUOGHI DEL VINO DI VALTELLINA di Dario Benetti (Cooperativa Editoriale Quaderni Valtellinesi Editore)

PAESAGGI LANDSCAPES di Cesare Gerolimetto (Antiga Edizioni)

 

Sezione – Artigianato di tradizione

FATTO AD ARTE. Né arte né design. Scritti e disegni (1976-2018) di Ugo La Pietra (Marsilio /Fondazione Cologni Editori)

IN UN MONDO DI PERLA. La collezione del Museo del Vetro di Murano di Augusto Panini (Antiga Edizioni)

 

Questi i vincitori della XXXVIII Edizione del Premio “Gambrinus Giuseppe Mazzotti” nelle sezioni in gara quest’anno e i premi segnalati dalla Giuria.

  • Sezione – Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide

    NEL CASTELLO DELLE STORIE. MONTAGNE, GHIACCIAI, FORESTE DA OGGI AL 1778
    Marco Albino Ferrari
    Ulrico Hoepli Editore, 2019
  • Sezione: Ecologia e paesaggioFLOWER POWER. LE PIANTE E I LORO DIRITTI
    Alessandra Viola
    Giulio Einaudi Editore, 2020

  • Sezione: Artigianato di tradizioneTIPOTECA. UNA STORIA ITALIANA
    Silvio Antiga
    (a cura di)
    Antiga Edizioni, 2019

    Premio Speciale della Giuria

    I PAESAGGI DELLE ALPI. UN VIAGGIO NELLE TERRE ALTE TRA FILOSOFIA, NATURA E STORIA
    Annibale Salsa
    Donzelli Edizioni, 2019

    UN’ETICA DELLA MADRE TERRA. COME PRENDERSI CURA DELLA CASA COMUNE
    Leonardo Boff
    Castelvecchi Editore, 2019

 

LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE 

Nonostante la situazione di emergenza sanitaria che nuovamente costringe alla chiusura delle attività culturali, l’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti ha voluto mantenere l’appuntamento annuale di premiazione delle opere e l’assegnazione dei premi: la cerimonia che tradizionalmente si svolge al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (TV) potrà essere quest’anno seguita a distanza, trasmessa dalle ore 16.00 di sabato 28 novembre nel canale Youtube e nella pagina Facebook del Premio.

Vi saranno gli interventi dei vincitori, e non mancherà lo spoglio dei voti della Giuria dei quaranta lettori, composta da personalità provenienti da vari ambiti della società civile scelte nel Triveneto, che assegnerà il Super Premio “La Voce dei Lettori” ad uno dei tre vincitori dell’Edizione.

Con il parere unanime della Giuria, il Premio Honoris Causa per la XXXVIII Edizione del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti, è stato assegnato a Brunello Cucinelli, imprenditore – filosofo del cachemire ed esponente del lusso made in Italy in chiave etica.

Nel borgo medievale di Solomeo (in provincia di Perugia) ha creato un nuovo modo di fare business, da lui chiamato “capitalismo umanistico”. Con grande attenzione per l’importanza del lavoro artigianale e della tutela dell’ambiente da parte di tutti, ha costruito in oltre quarant’anni un’azienda e un marchio made in Italy di alta gamma diventati oggi globali e, insieme, una struttura produttiva diffusa, un modello di “fabbrica” e di “produzione” più rispettosi delle persone e dell’ambiente, capaci di preservare il patrimonio artigianale, artistico e culturale della sua regione e non solo. Non ultimo, nel luglio di quest’anno, segnato dalla pandemia da coronavirus, ha fondato il progetto Brunello Cucinelli for Humanity per donare i capi invenduti per effetto del Covid-19 (pari ad un valore di 30 milioni di euro) ai più bisognosi, e ha deciso negli ultimi mesi di non voler alzare i prezzi nonostante le perdite dei mesi precedenti, ma di sviluppare invece un nuovo percorso di sostenibilità ambientale e sociale, su spinta degli effetti conseguenti della pandemia.

Il Consiglio Direttivo del Premio ha motivato la scelta del riconoscimento con la seguente motivazione:

Per il suo appassionato, tenace e coraggioso impegno nel delineare un capitalismo umanistico, mettendo la sua azienda al centro della “vita comune” e realizzando quel proposito che identifica un’impresa non soltanto in una proprietà privata ma in un intero “bene sociale” per la collettività. Nel coniugare la difesa della bellezza dei prodotti e del Creato con lo sviluppo della promozione e dei valori umani. Nell’aver promosso il sapiente restauro del borgo di Solomeo, nel cuore dell’Umbria, facendo risorgere edifici antichi e nuove meraviglie e scegliendo di fare di quel borgo il centro della sua vita familiare, imprenditoriale e sociale. Nell’essere riuscito, in quest’ultimo obiettivo, guidato dalle parole di San Benedetto da Norcia e dei grandi autori classici, a combinare al meglio la spiritualità del luogo alle tradizioni fatte di tecniche artigianali e di costante lavoro. Nella sua figura e nel suo operato, nel segno del Bello e della Restituzione, i giurati del premio nato nel Veneto vedono concretizzarsi le parole con cui da Venezia nel lontano Quattrocento un economista da poco riscoperto, Benedetto Cotrugli, definiva l’imprenditoria “alla stregua di un’arte” e il Mercante perfetto “quell’uomo di cultura che – guidato dalla doverosa rettitudine – è così sensibile da interessarsi ai luoghi nei quali opera, sapendone valutare la situazione politica, il diritto e le consuetudini vigenti, al fine di condurre con successo i propri affari”.

 

Proprio qualche giorno fa Brunello Cucinelli è intervenuto nella stampa nazionale firmando una lettera aperta, con la quale intende ribadire l’importanza e necessità di stringere un nuovo “contratto sociale con il Creato”.  Mostrando la sua sintonia con i temi del Premio e le battaglie dello stesso Mazzotti per la tutela del paesaggio e della Terra, scrive l’imprenditore: “sembra di assistere ad una sorta di lotta tra la biologia e la terra, che dura a lungo, ed ecco, infine, che lo stesso Creato ci ha chiesto aiuto. Ora credo che spetti a noi, persone umane, come imperativo morale, rispondere a tale richiesta importante e urgente; e penso a una sorta di nuovo contratto sociale con il Creato. (…) Il contratto che io immagino è nuovo perché non riguarda soltanto le persone umane, ma include anche ogni altro elemento del Creato. (…)

Così mi piace sognare – conclude la lettera – che le generazioni future potranno vivere dove riterranno di riconoscere la loro patria, e avranno il mondo intero come scelta libera; se sapranno vedere nelle grandi migrazioni delle genti un’opportunità piuttosto che un pericolo, se per loro la riparazione e il riuso degli oggetti prevarrà sulla tentazione dello scarto, se lo Stato e le leggi non saranno ritenuti obblighi imposti ma mezzi di vita civile da rispettare per una vita più giusta; se sapranno sviluppare tecnologia e umanità come sorelle amabili, se ogni angolo del pianeta sarà considerato patrimonio di tutti e di ciascuno e infine, se, come pensava Adriano Imperatore, sapranno considerare i libri come i granai dell’anima, saranno felici. Tale è il contratto sociale che mi piacerebbe stipulare con il Creato, tale l’aiuto che sento di voler dare come risposta amabile ad un custode così premuroso”.

 

 

Sabato 25 ottobre si è svolta nel pomeriggio la cerimonia di premiazione della XIII Edizione del Premio Mazzotti Juniores, nella cornice dell’Auditorium del Museo di Santa Caterina di Treviso.

Con la conduzione di una giovane attrice, Daniela Piccolo, assieme al segretario del Premio Mazzotti Juniores e vice-Presidente del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, Francesco Carrer, e la Presidente di Giuria, Annalisa Fregonese, erano presenti due giovani testimonial, che sono stati di esempio e incoraggiamento per tutti i presenti. Per la Sezione Letteraria, Sofia Ferrarese, padovana, scout diciassettenne nominata “Alfiere della Repubblica” dal Presidente Sergio Mattarella per essersi distinta, assieme ad altri 600 giovani, nella ricostruzione dei sentieri veneti distrutti dalla tempesta Vaia. Per la Sezione Video, invece, era presente Simone Salvagnin, vicentino, atleta ipovedente, campione paralimpico di arrampicata e portavoce della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, che ha partecipato anche in rappresentanza del main sponsor Montura.

 

Per presentare i lavori della Sezione Letteraria, oltre alla motivazione della Giuria, sono stati letti alcuni passaggi dei racconti: una lettura particolarmente coinvolgente ed emozionante realizzata da due attori-lettori diplomati dell’Accademia Teatrale Lorenzo Da Ponte di Vittorio Veneto, che hanno saputo dare la giusta voce al lavoro dei ragazzi.

  1. SULLA LINEA DI SPOON RIVER
    Arianna Luison –
    Classe VC del Liceo Artistico Statale “Bruno Munari” – Vittorio Veneto (TV)
  2. IUS SUUM UNICUIQUE TRIBUIT
    Ilaria Cattai –
    Classe IV M Corso Sistema Moda Istituto di Istruzione Superiore Statale “Scarpa Mattei” – San Donà di Piave (VE)
  3. IL LIUTAIO
    Federico Dal Bo – Classe IVD del Liceo Scientifico Statale “Guglielmo Marconi” – Conegliano (TV)

Segnalazioni:

  • L’ARTIGIANO DI VENEZIA
    Gabriele Cecchin –
    Classe IVD dell’Istituto Tecnico Industriale “Francesco Severi” – Padova
             

Per la Sezione Video, sono state lette le motivazioni della Giuria e mostrati al pubblico i lavori multimediali dei ragazzi.

  1. TIPOGRAFIA
    Paola Biz –
    Classe IVD del Liceo Artistico Statale “Bruno Munari” – Vittorio Veneto (TV)
  2. IL LIUTAIO: IL FASCINO DI UN LAVORO DAL SAPORE ANTICO
    Giovanni La Tempa –
    Classe VC Audiovisivo e Multimediale del Liceo Artistico Statale “Bruno Munari” – Vittorio Veneto (TV)
  3. MARIO MACCARI CALZOLAIO. UN’ARTE DA RISCOPRIRE
    Vanessa Cescon – classe 5C Audiovisivo e Multimediale del Liceo Artistico Statale “Bruno Munari” – Vittorio Veneto (TV)

Segnalazioni:

  • THE WOODEN CYCLE
    Marco Michielan con Manuel Doglio e Pietro Dalla Torre –
    Classe IVD5F dell’Istituto di Istruzione Superiore “Scarpa Mattei” sede di Fossalta di Piave (VE)
  • LA STORIA DEGLI ARTIGIANI
    Alberto Pivetta con Sabrina Pizzolo, Sebastian Quispe, Filippo Mogno, Matteo Drago –
    Classe IVC5, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Scarpa Mattei” sede di Fossalta di Piave (VE)

 

Per leggere gli elaborati dei premiati, vi invitiamo a visionare la pagina del nostro sito dedicata ai Vincitori dell’Edizione 2020.

Per chi non ha potuto partecipare o volesse rivedere la cerimonia, nella pagina Facebook del Premio è disponibile la diretta dell’evento, salvata e resa disponibile.

 

 

Venerdì 25 settembre è stato il giorno dedicato agli eventi conclusivi “Il Veneto Legge 2020”, la maratona di lettura promossa dalla Regione Veneto e a cui il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” ha partecipato in collaborazione con Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso e il Premio di Poesia Mario Bernardi di Oderzo, organizzando due eventi pubblici di lettura sul viaggio, tema indicato per l’edizione 2020.

 

Nel pomeriggio il primo incontro, svoltosi nella cornice del chiostro del Museo di Santa Caterina a Treviso. L’incontro è iniziato con l’ascolto di alcuni passi tratti da “Patagonia Express” di Luis Sepulveda e “Sensi di viaggio” di Marco Aime, che sono stati letti da alcuni studenti di due scuole superiori di Treviso. Gli stessi ragazzi hanno partecipato qualche giorno prima ad un mini-stage tenuto da attrici-lettrici dell’Accademia Teatrale Da Ponte di Vittorio Veneto, che li hanno introdotti ad alcune nozioni base di dizione, lettura animata e lettura espressiva in preparazione all’evento del venerdì successivo.

I microfoni sono passati, quindi, a Massimo Rossi e Patrizia Boschiero, collaboratori e ricercatori di Fondazione Benetton Studi Ricerche, che hanno scelto di leggere, rispettivamente, dei brani tratti da “Le vie dei canti” di Bruce Chatwin e “Camminare” di Henry David Thoreau.

Infine, i due attori-lettori, Giacomo Pierobon e Margherita De Luca, diplomati dell’Accademia Teatrale Da Ponte, hanno concluso il “viaggio di parole” ritornando nel nostro Paese: lungo il fiume Po, con “Morimondo” di Paolo Rumiz, e in Veneto, con “Invito al Cansiglio” di Giuseppe Mazzotti.

                                              

                                              

 

Nella serata dello stesso giorno, a Palazzo Foscolo a Oderzo, il secondo dei due appuntamenti con la lettura. Sono stati letti brani di Mario Bernardi, Goffredo Parise e altri scrittori veneti; anche a Oderzo la voce narrante è stata quella di un attore lettore dell’Accademia Teatrale Da Ponte, Silvio Pasqualetto. I momenti di ascolto sono stati intervallati ad un accompagnamento musicale: il violino di Giovanni Sernaglia.

                                               

 

Il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, la Fondazione Benetton Studi Ricerche e il Premio di Poesia Mario Bernardi ringraziano quanti hanno partecipato e tutti coloro che hanno collaborato prestando la loro voce e talento per la buona riuscita dei due eventi.

Arrivederci all’edizione 2021 della Maratona di lettura!

Consapevoli dell’importanza e della forza che la cultura sprigiona soprattutto nei momenti critici, in questo periodo di emergenza sanitaria che ha coinvolto la nostra Nazione e il mondo intero, abbiamo ancor più avvertito il dovere e la responsabilità di proseguire nella nostra attività reagendo e affrontando le difficoltà e sfide affrontate e che dovremo forse affrontare nei prossimi mesi.

Nel tempo sospeso del lockdown, in cui è stata preclusa ogni attività esterna, la nostra Associazione ha implementato la presenza su sito e social per ripercorrere e far conoscere attraverso i libri e gli autori vincitori dei premi e di altri prestigiosi riconoscimenti, i nostri 38 anni di storia, le nostre radici, Giuseppe Mazzotti e il suo lascito umano e culturale; e al tempo stesso ha continuato anche a seguire gli sviluppi dei bandi di concorso per la partecipazione ai premi letterari.

Grazie alla sensibilità e al sostegno degli sponsor storici, pubblici e privati, del Premio, possiamo assicurare lo svolgimento degli appuntamenti più importanti, programmati già prima della pandemia. Confermiamo pertanto le cerimonie di premiazione delle edizioni 2020 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” e del Premio Mazzotti Juniores.

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La XIII Edizione del Premio Mazzotti Juniores si concluderà quindi con la cerimonia di premiazione, che si terrà

SABATO 24 OTTOBRE – ore 16.00

presso l’Auditorium del Museo di Santa Caterina – Treviso

 

Dovendo inevitabilmente rinunciare alla tradizionale suggestiva location del Parco Gambrinus di San Polo di Piave – non idonea ad ospitare l’evento stante le vigenti normative e restrizioni – la cerimonia di premiazione della XXXVIII Edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” sarà ospitata dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno

SABATO 28 NOVEMBRE – ore 16.30

presso la Sala Borsa della Camera di Commercio Treviso-Belluno – Treviso

 

Nel rispetto delle normative ministeriali vigenti, la partecipazione sarà limitata – per entrambi gli eventi – al raggiungimento del numero massimo di posti previsto. Per tale motivo, si provvederà alla realizzazione di collegamenti streaming delle cerimonie, per permettere la partecipazione almeno virtuale all’affezionato e numeroso pubblico che ci segue.

È mancata ieri Giulia Maria Crespi, fondatrice e Presidente Onoraria del FAI – Fondo Ambiente Italiano nel 1975,  proprietaria e conduttrice, assieme al figlio, dell’Azienda Agricola Cascine Orsine, in provincia di Pavia, dove ha introdotto e promosso il metodo di agricoltura biodinamica.

Figura importantissima per l’ambientalismo, il mondo agricolo e la tutela del patrimonio artistico e culturale italiano, è stata insignita del Premio Honoris Causa dal Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” nel 2012.

Per approfondire, rimandiamo alla lettura del comunicato stampa della nostra Associazione, qui sotto, e del profilo biografico a lei dedicato nel nostro sito, cliccando qui.

 

CS Premio Mazzotti – Ricordo Giulia Maria Crespi FAI

Con comunicato stampa è stato presentato ieri l’Appello che l’Associazione Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti ha rivolto alle istituzioni nazionali e locali in favore delle Ville Venete.

Come eredi dell’infaticabile sforzo compiuto da Bepi Mazzotti per la difesa e la valorizzazione delle Ville Venete, straordinario patrimonio di cultura e di civiltà, si è voluto lanciare un grido di allarme a fronte del pericolo di svendita e abbandono delle Ville da parte dei proprietari, a seguito delle gravi perdite subite con la chiusura forzata e le limitazioni imposte a seguito della pandemia e che hanno pesantemente aggravato e reso insostenibile la già difficile e assai onerosa gestione di strutture e complessi dagli ingenti costi di mantenimento. L’Appello, nel ricordare il valore di questi gioielli del patrimonio culturale nazionale, molti dei quali beni UNESCO, avanza la proposta, come una prima misura di emergenza, in risposta all’urgenza del momento, dell’esenzione dal pagamento delle imposte sugli immobili almeno per l’anno 2020, quale temporaneo ristoro difronte alle perdite subite.

L’appello è stato indirizzato al Ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e ai presidenti delle Regioni Veneto, Luca Zaia, e Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga.

 

Qui di seguito l’articolo pubblicato ieri su il Gazzettino di Treviso. Vi invitiamo alla lettura dell’Appello nella sua versione integrale, unitamente a quella del breve, ma puntuale saggio di Margherita Azzi Visentini, storica dell’arte e attualmente membro della Giuria del Premio, che lo accompagna.

APPELLO-PROPOSTA PER ESENZIONE TASSE VILLE VENETE E FRIULANE

 

Salviamo le ville che hanno salvato Venezia – Margherita Azzi Visentini